«O con te o con nessuno», 25enne
litiga col compagno e si toglie la vita

PER APPROFONDIRE: amore, cassola, irina, suicidio, venezia
«O con te o con nessuno», 25enne
​litiga col compagno e si toglie la vita
TREVISO - «O con te o con nessuno», il suo ultimo post su Facebook. Irina era giovane e stupenda con quegli occhi azzurri e i suoi 25 anni: aveva un amore travolgente per il suo compagno. E pare sia proprio una delusione d'amore - ma pare solo un litigio - a fare compiere il gesto estremo l'altra notte. A trovarla è stato proprio lui al rientro a casa a Cassola nel Vicentino.







Irina Ungulova, originaria del Kazikistan, aveva un matrimonio e un figlio alle spalle, ma in Veneto si era rifatta una vita. Si è tolta la vita nella casa dove si era trasferita da poco e che che condivideva con il suo compagno. Mercoledì notte quel post premonitore su Fb: accompagnando le parole con una foto felice con il compagno. Un ultimo disperato messaggio d’amore di una storia fatta di grande passione. Per lui aveva lasciato il marito con cui viveva a Vedelago.



Lui, preoccupato, a mezzogiorno di giovedì è andato a cercarla trovandola ormai senza vita. Per lui ha lasciato un ultimo biglietto, un’ultima dichiarazione di amore. «Tra noi c'era qualcosa di speciale e immenso, l’unica donna a riuscire a farmi cambiare, eravamo una cosa sola..», ha postato lui su Facebook.



Irina era stata ragazza immagine lavorando al Momà di Asolo e al Max Max di Caerano. Organizzava eventi. Proprio al Momà era stata 20 giorni fa confidando di volersi trasferire a Castelfranco, dove abitano molte sue amiche. Aveva lavorato come cameriera al bar Targa di Albaredo frequentando l’Urban Klub di Castelfranco, lo spazio giovani dell’Eurobaita.



In arrivo dal Kazakistan la madre avvertita dal nuovo compagno che ora ha avviato una raccolta fondi per aiutare la famiglia ad affrontare le spese di rientro in patria della salma. Irina aveva lavorato come commessa anche nel veneziano in un centro commerciale di Noventa di Piave.

Sabato 8 Agosto 2015, 12:52






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5 di 26 commenti presenti
2015-08-09 19:50:21
Sono d'accordo con Fiocchi...una cosa che dico a figli e figlie di amici è che "non posso vivere senza di te" o "ho bisogno di te" sono frasi pericolose, dietro le quali c'è troppo spesso una mancanza di autostima, quasi che solo negli occhi e nelle mani di un altra persona si possa contare qualcosa. Uccidersi "per amore" è già un assurdo ( l'amore dovrebbe portare gioia e voglia di vivere), lasciare ad un figlio una eredità così pesante come quella di una mamma suicida è poi ancora più tremendo.
2015-08-09 19:18:27
Mah, immagino questo valga pure per quei fortunati/e poi sfortunati, uomini che son passati per la sua vita, ma che son riusciti a sopravvivere l'abbandono.
2015-08-09 13:12:51
Si, probabilmente, Misha. Ma bisogna ammettere che l'impostaione dell'articolo lascia un po` di spazio a piu` di un'interpretazione. BTW, e` molto bello il nome "Misha", se per una donna, intendo. Se un giorno avro` una figlia la chiamero` proprio cosi`, .... a meno che non trovassi di adottarne una ( non giovanissima ) che gia` porta il nome. ;-))
2015-08-09 11:21:18
Non sono Liberiamo, ma l’accostamento mi lusinga. Fiori di tutto il mondo unitevi: liberiamo peonia dai presagi di pseudonima appartenenza. Tuttavia qualcuno ha persino scritto che chi disprezza compra…e se gradisce e mi è concesso, nel salutare, prendo a prestito un “orevuà” (se non le manca …pazienza…non vi è, perlomeno da parte mia, l’intenzione d’insolenza).
2015-08-09 09:28:23
# cercatele