Ex questura, ecco cosa diventerà: a gennaio il via ai lavori appartamenti di lusso, negozi e parcheggio interrato a due piani

Venerdì 3 Dicembre 2021 di Paolo Calia
Ex questura, ecco cosa diventerà

TREVISO - È pronto al decollo il progetto di riqualificazione dell'ex questura, destinata a diventare centro residenziale con appartamenti di pregio. A fine novembre proprietario e progettisti dell'immobile si sono incontrati con i tecnici del settore Urbanistica di Ca' Sugana per fare il punto della situazione. E ormai la strada è spianata verso l'ok definitivo al progetto: «Abbiamo chiesto delle integrazioni, poi la procedura burocratica potrà dirsi conclusa. Entro fine mese chiuderemo la pratica», dicono dagli uffici comunali. Da quel momento i lavori potranno partire. La proprietà, dopo anni di attesa, adesso ha fretta e ha già fatto sapere che appena ci sarà l'ok definitivo aprirà il cantiere. L'obiettivo è mettere le prime impalcature già a gennaio.


L'OBIETTIVO

Il piano di riqualificazione mira a trasformare l'ex questura - deserta dal 2010, da quando tutti gli uffici e i mezzi della Polizia sono stati trasferiti nella nuova sede all'Appiani - in un elegante complesso residenziale con spazio per alcuni negozi al piano terra, sotto i portici di via Carlo Alberto. La facciata storica invece, proprio quella di maggior pregio che fa da cornice alla via, verrà recuperata e conservata. Mentre l'ala posteriore, che corre lungo la piccola via Commenda, verrà rifatta con l'aggiunta di un park sotterraneo passato da uno a due piani, modifica approvata dal consiglio comunale nel maggio scorso. I progettisti spiegano così l'esigenza di andare ancora più sotto col parcheggio: «La parte innovativa del progetto è costituita dalla realizzazione di un parcheggio interrato a due piani, al fine di recuperare il sistema distributivo dove gli spazi aperti ricoprono un ruolo fondamentale».

IL PROPRIETARIO

A febbraio 2019 l'immobile, 7.200 metri quadrati e 24mila metri cubi di volumetria edificabile, è stato ceduto dalla Fondazione Cassamarca a Roberto Alibardi, fondatore dell'Aliplast di Istrana, ceduta nel 2016, e poi amministratore unico della Roleo srl, per 12 milioni di euro. E dopo due anni e mezzo di attesa, finalmente, il progetto di recupero si è sbloccato «La riqualificazione dell'ex questura - sottolinea il sindaco Mario Conte - consentirà finalmente di rilanciare tutta l'area di via Carlo Alberto e Madona Granda. È fondamentale portare nuova residenza e ridare così impulso a tutto il quartiere».


LA BUONA NOTIZIA

Chi vive in zona, ma soprattutto chi lavora nelle attività commerciali che nonostante tutto continuano a resistere all'ombra di una delle chiese più belle della città, guarda da anni con speranza a quel complesso chiuso e abbandonato. La zona ha la necessità di un rilancio: ora è ai margini del centro, ignorata da visitatori e turisti. Il parcheggio poi è croce e delizia: esteticamente quella massa di auto davanti alla facciata di Madona Granda, non piace. Ma se non ci fosse per i commercianti sarebbe un disastro. «Senza quello veramente qui non ci verrebbe più nessuno», è la voce unanime che si alza dalle attività. Pe ripartire servono nuovi residenti. «Adesso dobbiamo inventarci di tutto per attirare gente, ma la piazza e bella e non ho nessuna intenzione di andarmene», dice con un sorriso Alice Allemani, titolare della piccola pasticceria I dolci delle fate. Un locale caldo e accogliente, costellato di dolci artigianali, «Nonostante tutto riusciamo a lavorare - continua Alice - fondamentale per noi è il lavoro su Instagram. Il cliente ci trova online, vede i nostri prodotti e li ordina. Però viene qui a ritirarli. Ho scelto questa soluzione perché, così, la gente viene in piazza, ci conosce e magari si ferma anche nelle altre attività. E funziona». La notizia che l'ex Questura sta per diventare un cantiere accende l'entusiasmo: «Finalmente, l'arrivo di appartamenti e di nuova residenza sarà fondamentale per aiutare tutta questa zona. La piazza è bellissima, il parcheggio ci aiuta ad avere movimento ma sarebbe ancora più bella senza. Però bisognerebbe puntare su eventi che abbiano una certa continuità. A Natale poi servirebbero almeno delle luminarie, non so se le metteranno anche qui. La cosa che so è che, adesso, la luce di questa piazza arriva solo dalle nostre vetrine. E vogliamo resistere».

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