«Petrillo ha sempre fatto i vaccini, accusata da colleghe solo per invidia»

Venerdì 21 Aprile 2017
Emanuela Petrillo respinge ogni accusa e contrattacca: «Asl imprudente a condannarla su due piedi»
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TREVISO - L'avvocato di Emanuela Petrillo ribadisce che la sua assistita ha sempre regolarmente vaccinato i bambini, respindendo in modo perentorio ogni accusa. E sostiene che forse è stata l'invidia delle colleghe a far nascere questa accusa infondata, perché la Petrillo era la preferita da genitori e bambini visto che con il suo metodo la vaccinazione non era causa di pianti.

«La mia cliente si difende, ritenendosi innocente, avendo sempre fatto il suo dovere, e il proprio lavoro diligentemente, facendo i vaccini ai bambini come previsto». Così, all'Adnkronos l'avvocato Paolo Salandin, legale dell'assistente sanitaria friulana, la trentenne Emanuela Petrillo, accusata dalla Asl 2 di Treviso di non aver somministrato i vaccini a 500 bambini nel 2016. E il legale spiega che la sua assistita «è da sempre favorevole ai vaccini. E li ha sempre somministrati, applicando tutti i protocolli previsti: e per questo è disponibile ad essere sentita fin da subito dal magistrato, anche se allo stato dei fatti non è stata aperta un'inchiesta da parte della procura, e quindi non è indagata: potrebbe essere sentita come persona informata sui fatti. E, ad ora, non abbiamo ricevuto nessuna richiesta da parte della procura».

«Certo è - spiega l'avvocato - che la direzione generale dell'Asl ha condannato prematuramente la mia cliente, annunciando pubblicamente una vicenda che era già stata in precedenza archiviata dalla stessa Procura della Repubblica. Ora è stata avviata una procedura disciplinare a suo carico, sospesa in attesa delle determinazioni del tribunale- sottolinea il legale - mi sembra un comportamento a dir poco imprudente, ed un atteggiamento colpevolista a priori».

Continua l'avvocato Paolo Salandin continua: «Tra l'altro, la mia cliente ha lavorato per un lungo periodo in Friuli Venezia Giulia con lo stesso incarico, e non è mai arrivata nessuna contestazione». Così, per il legale il motivo scatenante di questa vicenda potrebbe essere da ricondurre «all'invidia di colleghe che vedevano che la mia assistita era preferita dai genitori che portavano i loro figli a farsi vaccinare da lei, perché aveva un metodo per non farli piangere». E conclude: «Per tutti questi motivi è serena, perchè sa di essere nel giusto, anche se molto turbata da tutto questo clamore mediatico che le ha portato uno stress profondo, tanto che ora è in malattia». 

Ultimo aggiornamento: 16:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA