Elezioni comunali a Treviso. La corsa di Mario Conte. Zaia stoppa tutto: «Nessuna alleanza col Terzo polo»

Domenica 27 Novembre 2022 di Mauro Favaro
Mario Conte e Luca Zaia

TREVISO - «Noi abbiamo una coalizione che è chiara e definita, che è quella con Fratelli d'Italia e Forza Italia. Introdurre elementi di variante vuol dire rompere la coalizione». Luca Zaia sceglie queste parole per chiudere definitamente la porta a una alleanza tra la Lega e il Terzo polo. Anche e soprattutto in vista delle elezioni comunali della prossima primavera a Treviso. Perché la scintilla sembrava essere scoccata proprio nel capoluogo della Marca. Il Terzo polo, Azione-Italia Viva, non aveva risparmiato complimenti nei confronti del sindaco Mario Conte, pronto a correre a caccia della conferma per il secondo mandato alla guida di Ca' Sugana. «L'alleanza è possibile», aveva detto Carlo Calenda intervenendo giovedì sera al museo Bailo di Treviso per la presentazione del suo nuovo libro. Ed Ettore Rosato era stato ancora più netto: «Conte è stato all'altezza della sfida. C'è già un dialogo in corso con lui. E non da oggi». Non solo. Calenda aveva elogiato pubblicamente anche lo stesso Zaia, definendolo «un buon amministratore» e invitandolo a liberarsi di Matteo Salvini.


IL QUADRO
Oltre alle provocazioni, il presidente della Regione sottolinea che non si occupa di alleanze. Allo stesso tempo, però, da una parte ringrazia per i riconoscimenti e dall'altra segnala che la strada di un accordo tra la Lega e il Terzo polo è assolutamente impraticabile. «Decisamente no ribadisce Zaia ringrazio per i complimenti. Penso che questi siano riferiti agli innegabili risultati che abbiamo portato a casa e anche alla dignità e allo standing che abbiamo dato al Veneto. Io ho preso in mano in Veneto che non era quello di oggi. E se non hai credibilità a livello internazionale non porti a casa le Olimpiadi, non dialoghi con Intel per avere un investimento da 10 miliardi di euro, non concludi opere importanti come la Pedemontana e molto altro ancora». «Quindi grazie per i complimenti tira le fila ma ognuno poi va per la sua strada».


IN CONSIGLIO
La chiusura, tra l'altro, è arrivata ieri proprio a palazzo dei Trecento, sede del consiglio comunale di Treviso, dove il governatore ha presentato il suo nuovo libro, I pessimisti non fanno fortuna, assieme al ministro della Giustizia, Carlo Nordio. Il messaggio di risposta indirizzato in primis a Calenda e Rosato arriva in modo netto. Così come arriva al Terzo polo della Marca, che ha appena tenuto a battesimo la nascita del nuovo gruppo Azione-Italia Viva a palazzo dei Trecento formato da tre consiglieri: Nicolò Rocco come capogruppo (già segretario dei Giovani democratici del Partito democratico), Roberto Grigoletto (ex segretario provinciale del Pd della Marca, già vice dell'ex sindaco Giovanni Manildo) e Fabio Pezzato. A livello cittadino, in realtà, il Terzo polo non nasconde la tentazione di correre da solo. Tanto più partendo dal tesoretto del 13% raccolto nel capoluogo alle ultime elezioni politiche di fine settembre. In tutto ciò, il sindaco Conte resta alla finestra. Conferma i contatti con Rosato - «ma anche perché da presidente dell'Anci del Veneto, l'associazione dei Comuni, parlo con tutti in modo trasversale» - senza però andare oltre. «Si sta dialogando, ma non è stata chiusa alcuna alleanza con il terzo polo mette in chiaro il primo cittadino anzi, credo che alla fine loro stessi vorranno correre da soli. Ed è comprensibile anche che vogliano pesarsi per rafforzare la loro presenza in città. Detto questo, fa ovviamente piacere che una parte dell'opposizione riconosca in modo intellettualmente onesto quanto abbiamo fatto in questi anni a Treviso». «Auguro buon lavoro al nuovo gruppo, che è composto da persone che conosco da anni e che stimo per l'impegno nei confronti della comunità chiude Conte ma sono convinto che loro faranno la loro corsa e noi faremo la nostra».


L'OPERA
Dopodiché si è lasciato spazio alla presentazione del libro di Zaia. Un manifesto per molti versi politico che tocca temi estremamente delicati, a partire dalle pari opportunità e dal fine vita. «In uno Stato liberale, le libere scelte devono essere rispettate», è il concetto di sintesi sul quale si è puntato per la fascetta di copertina. Una frase che può segnare una nuova via anche per la stessa Lega. Senza il Terzo polo.
 

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