Onda d'urto degli aerei che partono dall'aeroporto Canova di Treviso: al via il monitoraggio con i droni controllori

Domenica 4 Settembre 2022 di Mauro Favaro
Aerei in partenza scoperchiano i tetti delle case, i droni controllori monitoreranno la situazione
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TREVISO - Un drone per fotografare i tetti delle case che rischiano di essere “spazzolati” dai vortici d’aria causati dagli aerei. Si alzerà in volo nei prossimi giorni attorno al Canova. E il quadro che ne uscirà rappresenterà il “punto zero”: la mappa che di seguito verrà usata per verificare eventuali nuovi danni alle coperture delle abitazioni provocati dai cosiddetti vortex strike. Si tratta della base sulla quale potranno poi scattare i risarcimenti, in teoria attraverso un percorso agevolato, se non proprio degli interventi di ancoraggio delle tegole.


LA MAPPATURA 
La mappatura dei tetti verrà portata avanti da Save/AerTre, la società che gestisce l’aeroporto Canova, nell’ambito delle attività di mitigazione previsti dal master plan per lo sviluppo dello scalo. Il Comune di Quinto ha già dato il proprio via libera. «Nei prossimi giorni comunicheremo l’inizio delle attività con il drone – spiega il sindaco Stefania Sartori – in modo che tutti i cittadini che dovessero vederlo volare sopra le case sappiano cosa sta facendo».
L’occhio sarà puntato in particolare sull’area al di sotto della parte finale della rotta di atterraggio: un chilometro e mezzo in linea d’aria tra il piazzale degli Alpini e l’inizio della pista del Canova, passando sopra via Costamala, la Noalese, vicolo Marangon e via Contea, lungo il quale i velivoli sorvolano il centro abitato a bassissima quota.
Per dare una dimensione, lo scorso luglio l’aeroporto ha operato 2.064 movimenti. Vuol dire che in un solo mese più di 1.000 aerei sono atterrati sorvolando il centro di Quinto. La mappa dei tetti rappresenta un passo fondamentale.


LE SEGNALAZIONI 
Negli anni molti residenti hanno segnalato lo spostamento e la caduta delle tegole a causa del vortice d’aria che in determinate situazioni segue il passaggio degli aerei. «Già all’altezza del piazzale degli Alpini si sente lo spostamento d’aria che arriva dopo il sorvolo dei velivoli in procinto di atterrare», sottolinea il sindaco. Fino ad ora, però, ottenere dei risarcimenti era cosa estremamente complicata.
Tanto che cinque anni fa fece scalpore la sentenza di primo grado emessa dal tribunale di Treviso che condannò Ryanair a risarcire i danni causati da un proprio aereo al tetto della casa di Guido Favaro in via Contea. Il conto fu di circa 25mila euro, tra valore dei danni, spese legali, perizie, traduzioni e interessi.
La vicenda era iniziata quasi otto anni prima. Il 27 agosto del 2009 un aereo della compagnia low cost passato a bassa quota in fase di atterraggio diede vita a un vortice d’aria che sollevò parte del tetto dell’abitazione. Il proprietario, storico macellaio di Quinto, fece intervenire la polizia locale e i vigili del fuoco. Da quel momento iniziò la lunga battaglia legale, fino alla sentenza del tribunale di Treviso. Adesso si attende il decollo del drone.


IN SICUREZZA 
In caso di tetti particolarmente a rischio in caso di “vortici d’aria”, Save/AerTre potrebbe decidere di metterli in sicurezza ancorando le tegole. Il master plan prevede interventi anche di questo tipo a fronte dei 9 milioni di euro messi in conto per le mitigazioni ambientali.
E sempre da questo “tesoretto” di Save dovranno saltar fuori pure i fondi necessari per la costruzione di una nuova struttura dove trasferire l’asilo parrocchiale San Giorgio, che oggi si trova proprio in via Contea, all’interno del corridoio di atterraggio degli aerei. Una questione - anche questa - che tiene banco da anni a Quinto. 

Ultimo aggiornamento: 07:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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