La battaglia del consigliere di Mareno: «I miei interventi saranno solo in lingua veneta»

PER APPROFONDIRE: dialetto, rolando bortoluzzi, veneto
La battaglia del consigliere di Mareno: «I miei interventi saranno solo in lingua veneta»

di Elisa Giraud

MARENO DI PIAVE - Il leone di San Marco (forse) ruggirà in consiglio comunale a Mareno. Il consigliere comunale di minoranza Rolando Bortoluzzi è intenzionato, infatti, fare i suoi interventi nelle adunanze consigliari in lingua veneta. «Ho già comunicato la mia intenzione, in via informale, al segretario comunale afferma Bortoluzzi, eletto con la lista della Lega che mi ha dato un sì di massima». Bortoluzzi è tornato in consiglio comunale, dove era già stato tra le file dell'opposizione durante i mandati di Eugenio Tocchet, dopo essere stato anche, seppure per breve tempo, consigliere regionale per la lista Indipendenza noi Veneto. Militante del Carroccio dunque ma con un marcato accento indipendentista. «Non c'è nulla che lo vieti afferma il segretario comunale Giuseppe Munari C'è comunque sempre da tener presente il buon andamento del consiglio comunale. Tuttavia spetta al presidente del consiglio comunale decidere».

LA PATATA BOLLENTE
Ecco dunque la prima grana per il neo eletto presidente del consiglio comunale Alberto Ceschel. «Ad oggi non ho ricevuto alcuna richiesta in tal senso prende tempo Ceschel Prenderò una decisione quando e se arriverà tale istanza e dopo aver verificato se è diritto del consigliere fare questa richiesta, in base alle norme e al regolamento comunale». Il regolamento del consiglio comunale in vigore a Mareno (l'ultima modifica è stata fatta nel 2015) non fa cenno a questioni linguistiche. Non sono contenute disposizioni in merito alla lingua nella quale ci si deve esprimere nel corso delle assemblee consigliari e nemmeno in che lingua scrivere le proposte di deliberazione e di emendamenti (art. 20), interrogazioni e mozioni (art. 21), il verbale del consiglio comunale. Riguardo a quest'ultimo, al punto 4 dell'articolo 55, viene precisato che«gli interventi e le dichiarazioni che vengono fatte dai consiglieri nel corso delle discussioni sono riportati in sintesi esprimendo con la massima chiarezza possibile i concetti espressi da ciascun oratore».

IL PRIMO CITTADINO
È proprio sulla «massima chiarezza possibile» che il sindaco ha qualche perplessità in caso di uso del veneto. «Il consigliere Bortoluzzi si prende la responsabilità politica verso cittadini e posteri afferma Gianpietro Cattai della comprensione di eventuali interventi in veneto e della loro interpretazione da parte di terzi». In generale riguardo all'idea dice «fatte salve la richiesta ufficiale e le dovute verifiche, non sono contrario, ma l'amministrazione comunale continuerà ad esprimersi in italiano». C'è poi da considerare l'aspetto legato alla trascrizione dei verbali delle sedute consigliari. «Se si tratta di un veneto comprensibile afferma il segretario comunale potrà essere trascritto testualmente». A questo proposito, il sindaco Cattai precisa che «il Comune non si sobbarcherà costi aggiuntivi». Per la società che esegue il service della trascrizione del consiglio comunale infatti potrebbe non risultare facile riportare il testo dell'intervento tal quale, considerato che viene fatto con mezzi automatici.

I PRECEDENTI
Esistono almeno un paio di precedenti simili sul tema. Quello di Paolo Tonin, sindaco di Campo San Martino, il quale fa tradurre in Veneto i documenti comunali che risultano dunque in doppia lingua. E quello di Giovanni Furlanetto, ex consigliere regionale di Prima il Veneto, che nei suoi interventi si esprimeva in lingua veneta. In questo caso giocava in casa visto che la Regione ha riconosciuto il veneto come lingua e ha emanato una legge per la tutela della minoranza linguistica. Legge che però è stata bocciata dalla Consulta. In zona inoltre, in ambito statale ma non comunale, c'è il caso di Riccardo Szumski, sindaco di Santa Lucia e medico di base nel suo paese, il quale ha scritto degli avvisi riguardanti la sua attività ambulatoriale in veneto ed è stato richiamato sia dall'azienda sanitaria che dal Prefetto. Un bilinguismo amministrativo che Claudio Marazzini, presidente dell'Accademia della Crusca, ha definito «trovate che possono far sorridere».
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Sabato 23 Giugno 2018, 18:02






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5 di 11 commenti presenti
2018-06-24 13:59:06
Foresti taliani, da bravi foresti pensate ai vostri dialetti che sono tanti. Ma con il dialetto di Firenze avete fatto una buona scelta. Quando il Veneto tornerà Serenissimo penseremo noi Veneti quale variante di lingua veneta da scegliere come lingua ufficiale veneta.E sarà el Venessian, la variante veneta che parlavano i Dogi e il Serenissimo Senato Veneto. E voi veneti itaglianizzati, lacchè di roma, siete peggio dei molesti ospiti taliani.
2018-06-24 15:12:36
Va detto che la scelta di un macrostandard veneto, da affiancare ai vari microstandard locali, essendo una scelta condivisa molto difficilmente ricadrebbe nel veneto-veneziano. Statisticamente, facendo una curva gaussiana delle varianti venete, notiamo che la media dei i parlanti venetofoni si concentra, per circa il 70%, su quello che è il cosidetto “veneto centrale”, ovvero il macrostandard già esistente nel quale c’è una rilevante uniformità fonetica e lessicale al netto delle sfumature locali. Rispetto al “veneto centrale” il veneziano lagunare si pone come un microstandard. E di fatti, storicamente, la Repubblica Serenissima si è sempre ben guardata dall’imporre il suo standard a tutte le altre varianti venete, e questo è il motivo per cui tutte queste si sono perfettamente conservate fino al giorno d’oggi.
2018-06-24 13:24:22
Mistolino, lei è in grado di spiegare scientificamente la differenza tra una lingua e un dialetto?
2018-06-24 10:34:26
karniet il serbo-croato, ringrazia l'okkupante talian che ti da da mangiare
2018-06-24 10:11:54
La lingua veneta non esiste. Esistono centinaia di dialetti. A parte non farsi capire da molti e cercare disperatamente visibilitĂ ', che senso avrebbe questa scelta?