Odissea di due coniugi in crociera: «Noi, infettati sulla nave e abbandonati a Dubai. Facciamo causa»

Giovedì 23 Dicembre 2021 di Luca Saugo
Una nave da crociera della compagnia Msc
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SPRESIANO - È stata una crociera da incubo quella che hanno vissuto i coniugi trevigiani Daniela e Luigi Panto, settantenni di Spresiano, lo scorso novembre. «Abbandonati in cabina per 9 giorni e poi scaricati a Dubai da Msc crociere: ora vogliamo fare causa». Il tutto, per colpa del Covid, contratto durante il viaggio “da sogno”. Come regalo per il cinquantesimo anniversario di nozze, la coppia aveva ricevuto due biglietti per una splendida crociera di 20 giorni. Partenza dall’Italia con destinazione Dubai. Per l’imbarco Green pass e tampone rapido. Negativo, così come un secondo test a 4 giorni. Tutto liscio. Inizia la vacanza, e la coppia evita, nelle varie tappe, di mescolarsi con turisti di altre navi o con i “locali”. Le uniche persone con cui i coniugi interagiscono, inevitabilmente, sono le persone che viaggiano con loro e le guide turistiche. «Solo che proprio una di queste, la guida che ci ha accompagnato ad Atene - racconta Luigi - tossiva continuamente. Il bello è che si giustificava, dando la colpa al fumo, ma temo non ce la raccontasse giusta».

BRUTTA SORPRESA

Il 17 novembre, cinque giorni dopo la visita ad Atene, i coniugi Panto vengono chiamati alla reception e viene loro ordinato di recarsi immediatamente in camera. Luigi, infatti, è risultato positivo al tampone rapido di rito e, in un secondo momento, il tampone molecolare darà il medesimo esito. «Abbiamo dovuto immediatamente liberare la cabina che avevamo scelto - sottolinea Luigi - e siamo stati spostati in due stanze diverse, collocate su due ponti differenti. Questo perché mia moglie all’inizio era negativa». I Panto sono stati lasciati in isolamento fino alla fine della crociera. «Nessuno poteva venire a contatto con noi, dato che io ero positivo e mia moglie, ovviamente, aveva passato del tempo con me»,prosegue Luigi mentre spiega la disavventura. «Le nostre stanze non venivano pulite, mentre ci lasciavano le vivande e degli asciugamani di ricambio al di fuori della porta della cabina. Per nove giorni, fino al 26 di novembre, siamo rimasti chiusi in diciotto metri quadrati, senza la possibilità di muoverci in alcun modo. Loro dicevano di essere a nostra disposizione per qualsiasi evenienza, ma così non è stato e, a mio avviso, non abbiamo ricevuto la giusta assistenza medica».

SCARSA ASSISTENZA

Due giorni dopo Luigi, anche Daniela è risultata positiva al tampone e, dunque, è stata spostata nella stessa cabina del marito. «Mia moglie ha avuto per qualche giorno la febbre alta, ma non ha ricevuto alcun controllo medico - denuncia Luigi -. L’unica cosa che facevano era misurarci la temperatura. Non ci hanno mai fatto un esame del sangue». I coniugi trevigiani hanno dovuto aspettare una settimana prima di poter essere sottoposti a una vera e propria visita. «Solo il 24 novembre siamo stati sottoposti a un controllo accurato - racconta l’uomo -. E a Daniela, con colpevole ritardo, è stato diagnosticato un crepitio al polmone destro che confermava una broncopolmonite». Il 26 novembre, alle ore 20, i coniugi Panto sono stati scaricati a Dubai. «Il personale Msc ci ha abbandonati alla fermata del taxi e ci ha detto che, da quel momento in poi, eravamo nelle mani dell’agenzia». I Panto sono rimasti prima in ospedale a Dubai e, successivamente, in un Covid Hotel, fino al 5 dicembre. «Siamo rimasti soli in un paese straniero senza alcun accompagnatore: siamo piombati nel terrore», raccontano. «Se non fosse per nostra figlia, saremmo ancora là. Siamo sconvolti, siamo stati abbandonati a noi stessi». Da qui la decisione con la coppia che si dice pronta a rivolgersi a un giudice per chiedere conto del trattamento ricevuto durante la crociera, trasformatasi in una vera e propria odissea. 

Ultimo aggiornamento: 17:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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