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Treviso: criptovalute, si indaga per truffa. L'accusa: «Associazione a delinquere finalizzata a raggiri». 300 clienti coinvolti

L'accusa: «Associazione a delinquere finalizzata a raggiri». 300 clienti coinvolti

Sabato 13 Agosto 2022 di Maria Elena Pattaro
Treviso, criptovalute, si indaga per truffa. L'accusa: «Associazione a delinquere finalizzata a raggiri»
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TREVISO - «È una truffa colossale, architettata da un'associazione a delinquere». Gli investitori denunciano i tre soci della New Financial Technology. Le prime querele sono state depositate ieri in Procura a Treviso, che ora apre un'inchiesta. L'azione legale, di fronte a quello che si sospetta essere il primo crac di una società italiana nel settore delle criptovalute, era annunciata da giorni. Da quando cioè gli investitori della società fondata a Silea si sono resi conto che la probabilità di restare col cerino in mano era altissima. Ora è ufficiale. Le prime denunce penali sono state depositate presso la procura trevigiana, che ora apre un fascicolo. Sul registro degli indagati, oltre a Christian Visentin, Mauro Rizzato e all'avvocato Emanuele Giullini finiranno probabilmente anche i nomi dei broker. A prendere l'iniziativa delle querele è stato il Movimento Difesa del Cittadino, a cui si sono rivolti circa 300 clienti convinti di essere stati truffati. Accanto alle denunce individuali c'è anche quella collettiva, che raggruppa circa 30 investitori. Le accuse sono pesanti: «Associazione a delinquere finalizzata alla commissione di una sterminata serie di truffe poste in essere attraverso attività esercitate abusivamente ai danni di soggetti particolarmente vulnerabili e privi della benché minima conoscenza ed esperienza in ambito finanziario».

SCHEMA PONZI

Altro che investimenti sicuri con la rendita del 10% mensile garantita da un algoritmo che sarebbe capace di massimizzare l'arbitraggio tra criptovalute. Secondo l'avvocato Matteo Moschini del Movimento Difesa del Cittadino siamo di fronte invece alla truffa con il classico schema Ponzi: «Riteniamo che le criptovalute venissero usate semplicemente come specchietto per le allodole. Ma in realtà non ci fosse nessun arbitraggio, niente di niente. Solo raccolta di denaro che veniva usato per ripagare parzialmente i nuovi investitori - afferma il legale -. È quanto emerge da una prima analisi tecnica della blockchain, utilizzando le stringhe delle transazioni effettuate. E che i tre non avessero i titoli né le autorizzazioni per operare». Giullini è l'unico che continua a metterci la faccia e le parole (sincere o meno che siano) rassicurando gli investitori tramite videocall sulla restituzione dei capitali investiti. «Fino a luglio (compreso), con tempistiche che vanno dai 90 ai 180 giorni» secondo le ultime indicazioni fornite. Visentin invece è blindato nel suo appartamento di Dubai, con le guardie armate a presidiare la casa dopo le pesanti minacce di morte che avrebbe ricevuto da parte di investitori di dubbio profilo e nessun scrupolo che gridano alla truffa. Il Movimento Difesa del Cittadino sta cercando di ricostruire la rete dei broker in base alla documentazione fornita dai clienti: tra loro c'è anche chi ha investito migliaia di euro, convinto nella bontà dell'investimento. Gli investitori sono sul piede di guerra. Ma c'è chi è ancora titubante e non ha aderito all'azione legale nella speranza che le promesse di restituzione del denaro siano reali. Promesse che invece secondo l'avvocato Moschini rientrerebbero nella truffa. L'obiettivo è riavere i capitali investiti. La strada si preannuncia lunga e tortuosa: accantonata la class action, che non è tecnicamente attuabile, rimane l'opzione di costituzione di parte civile in un eventuale processo, al termine delle indagini che disporrà la Procura. Uno scenario che i clienti auspicano.

EVITARE ALTRE TRUFFE

«Abbiamo richiesto anche l'oscuramento del canale Telegram denominato N.F.T., in cui sono stati canalizzati più di mille soggetti che avevano investito i propri risparmi con la N.F.T., che riteniamo essere stato creato da soggetti che, coscientemente o meno, lavorano e/o stanno facendo gli interessi dei membri del sodalizio criminale» - aggiunge Moschini. L'obiettivo è scongiurare una seconda ondata di truffe. Da ultimo l'appello: «Invitiamo tutti coloro che hanno investito delle somme tramite la New Financial Technology a rivolgersi alla nostra sede di Treviso o a procedere autonomamente al deposito di una denuncia querela in relazione alla vicenda presso gli uffici della Procura di Treviso e/o degli organi di polizia».

Ultimo aggiornamento: 17:26 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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