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Caos criptovalute, giallo sugli investimenti. Ora è guerra tra i soci della Nft di Silea

Mercoledì 10 Agosto 2022 di Maria Elena Pattaro
Caos criptovalute, giallo sugli investimenti
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TREVISO - Caos criptovalute, è scontro tra soci all’interno della New Financial Technology Ltd di Silea. «Siamo pronti a denunciare Christian Visentin per presunte anomalie nella gestione degli investimenti. Abbiamo bisogno ancora di qualche giorno per mettere a fuoco le fattispecie di reato per cui verrà intrapresa l’azione legale nei suoi confronti». A parlare, dalla sede di Dubai, è l’avvocato Emanuele Giullini, legale rappresentante della NFT nonché uno dei tre soci insieme a Mauro Rizzato, 55 anni e Christian Visentin, 46, tutti trevigiani. Giullin e Rizzato fanno parte della nuova governance che in questi giorni ha cercato di rassicurare la pletora di investitori in fibrillazione per la paura di perdere i capitali investiti. L’agitazione era cominciata nei giorni scorsi quando ai clienti era arrivata via mail una comunicazione della società: nella missiva elettronica si annunciavano problemi interni e l’intenzione di restituire i capitali versati con un piano di rientro da valutare nei giorni successivi. Niente più rendite, quindi. Tanto è bastato a scatenare i timori di veder andare in fumo decine di migliaia di euro. Una raccolta di investimenti da 40 milioni di euro. Oltre duecento solo i casi trevigiani emersi finora, ma il numero sembra destinato ad aumentare e in totale potrebbero essere circa seimila i clienti.

PROBLEMI INTERNI

I problemi interni a cui si allude nella comunicazione che ha gettato nel panico gli investitori starebbero appunto in un cambio di governance: Visentin estromesso dal ruolo di co-Ceo proprio per fare chiarezza sulla sua gestione tecnica “poco limpida”. La società è stata fondata nel 2014 a Silea. Ma in poco tempo la sede legale è stata trasferita a Londra. Poi sono state aperte altre due sedi a Stoccolma e Dubai. La società si è ramificata con una rete di broker nelle principali città italiane incaricati di fare contratti su contratti. Visentin si è sempre occupato della parte tecnica, che comprende la gestione del software usato per gli investimenti, dei fondi e dei wallet dei clienti. «Abbiamo la necessità di fare chiarezza su alcune circostanze anomale, per questo abbiamo chiesto un’analisi contabile esterna e un supporto legale esterno» - spiega Giullini, che fin da subito ha escluso la truffa. I soldi da restituire agli investitori ci sarebbero, secondo la società. Che fine ha fatto Visentin? Il socio esclude l’ipotesi della fuga: «È reperibile per le autorità locali» - afferma il legale rappresentante, che torna a ribadire a «ferma intenzione di restituire l’intero capitale».

LE PROPOSTE

La società garantiva rendite del 10% al mese grazie a un algoritmo in grado di scandagliare il mercato e di individuare, volta per volta, dove convogliare gli investimenti. All’inizio sembrava andare tutto bene, con gli impegni di rendita rispettati. Poi la svolta. La New Financial, in questi giorni per arginare i timori e mandare segnali positivi, ha fatto una proposta ai suoi clienti agitati. E lo ha anche ribadito nell’incontro video di domenica. A chi ha investito sono stati inviati due moduli. Compilando il primo, il cliente può chiedere la restituzione totale del capitale investito; scegliendo il secondo invece ha la possibilità di chiedere la restituzione di una parte del capitale, mentre la quota rimanente verrebbe investita nuovamente con la garanzia delle restituzione a dicembre ma con una rendita del 180%. Tutto grazie all’algoritmo. Una proposta allettante, ma che i clienti timorosi e scottati dall’attuale blocco stanno prendendo con le pinze. Il timore di ritrovarsi, tra sei mesi, con un pugno di mosche in mano è fortissimo. Del resto, la società era chiacchierata da mesi: nei siti specializzati, come moneycontroller.it, già a maggio si sottolineava l’attività della società, evidenziando però alcuni aspetti poco chiari. 

Ultimo aggiornamento: 11 Agosto, 12:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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