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Covid, ripartono i contagi nel trevigiano: duemila casi in due giorni, a preoccupare è la variante omicron

Lunedì 20 Giugno 2022 di Loredana Zago
Il direttore generale dell'Usl 2 Francesco Benazzi fa il punto sui contagi da Covid con variante omicron

TREVISO - Ripartono i contagi, duemila nuovi casi nella Marca in due giorni. 1421 le infezioni da Covid-19 registrate nella giornata di sabato, 18 giugno, 606 invece quelle riportate ieri, 19 giugno, nel report di Azienda Zero. Numeri che non si vedevano da qualche tempo e che riportano la provincia di Treviso al primo posto nella Regione Veneto. E venerdì c’è stato anche un decesso. Un’anziana ultraottantenne che era ricoverata nel reparto di Terapia intensiva dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso, non ce l’ha fatta. 
Il virus dunque ha ripreso a correre, la paura del contagio torna a farsi spazio in questa calda estate trevigiana e l’impennata della curva nel fine settimana tiene alta l’attenzione da parte dell’Usl 2 Marca Trevigiana. Attualmente sono positivi al tampone 6641 trevigiani. 
LA RISALITA
«Siamo in crescita» conferma il direttore generale Francesco Benazzi. Il rapporto di 316 casi su centomila abitanti, è tra i più alti in Veneto. Di queste duemila nuove infezioni, buona parte è dovuta all’ultima variante di omicron. «Si tratta di una variante molto diffusiva - conferma il direttore Benazzi - ma che per fortuna non porta al ricovero in ospedale». I sintomi sono quelli ormai noti: mal di gola, cefalea, in qualche caso anche febbre
«Tutti casi che vengono gestiti con le cure da casa - riprende Benazzi che fa il punto anche sui ricoveri - Attualmente ci sono settanta persone ricoverate negli ospedali della Marca, una sola persona in terapia intensiva, dopo il decesso, venerdì, di una signora ultraottantenne. «Un’anziana con pluripatologie - precisa il dottor Benazzi - e vaccinata con sue sole dosi. Non vediamo peggioramenti dei ricoveri propriamente legati al Covid». Nella Marca non si registrano focolai, nè vengono rilevate aree maggiormente colpite. «Gli ultimi contagi sono ben distribuiti in tutto il territorio - prosegue Benazzi - e colpiscono soprattutto la fascia d’età tra i 30 e i 39 anni». Persone vaccinate anche con la terza dose, perchè dopo un periodo di tempo c’è un abbassamento delle difese. «Ma non si arriva in ospedale - precisa ancora Benazzi - chi ricorre alle cure in ospedale sono principalmente gli over 80, continuano ad essere loro i più a rischio».
L’APPELLO
Da qui l’appello di Benazzi, ancora una volta, a vaccinarsi con la quarta dose. «Dopo le telefonate fatte a casa nei giorni scorsi e gli Sms inviati al cellulare, stanno per partire 24mila lettere per rafforzare il messaggio di quanto sia importante la quarta dose. Su 70 ricoveri in ospedale infatti - sottolinea ancora - il 90 per cento riguarda gli anziani, il restante 10% i fragilissimi». Insomma la vaccinazione funziona. Prova ne sia l’ottima situazione che si registra attualmente in tutte le case di riposo e le rsa della provincia. «Su 5168 ospiti ci sono soltanto 18 casi positivi - rileva il direttore generale - l’alta adesione alla 4 dose e il fatto che personale e operatori continuano a indossare la mascherina, fanno la differenza». Mentre all’esterno, l’8,7% degli anziani ha la quarta dose. «Ci saranno degli accessi liberi per le vaccinazioni degli ultraottantenni, ogni giorno riserveremo mille posti per loro. Vaccinatevi, non vale la pena di rischiare». 

Ultimo aggiornamento: 07:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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