Coronavirs, Moretti Polegato: «La stagione del prosecco non è compromessa, e-commerce in aumento»

Lunedì 25 Maggio 2020 di Elena Filini
Giancarlo Moretti Polegato
«Il virus ha cambiato le regole del gioco. Ma per fortuna l'azienda è caduta in piedi». Giancarlo Moretti Polegato brinda al nuovo Prosecco doc Rosè e al timido ritorno di prenotazioni sulle colline. Perché il vino, quello, non lo ha mai davvero preoccupato. Durante il lockdown ha lavorato, pianificato, spinto sull'e-commerce. «Ma a salvarmi davvero, quando è caduto il vincolo dei 200 metri, è stata la bicicletta. Mi sono goduto le colline e la natura. Che mi ha dato emozioni da safari». Tenute che sembrano giardini, con palestra tra i filari. Filosofia orientata alla biodiversità e una sede che racconta i vertici architettonici dell'abitare in villa. «Ma fondamentalmente io sono innamorato del vino».

Giancarlo Moretti Polegato è un imprenditore da 17 milioni 500mila bottiglie di prosecco l'anno.
«Il vero esperto avrebbe dovuto essere mio fratello. Studente del Cerletti avviato ai vigneti di famiglia. Mentre a me toccò ragioneria», sorride. Poi la scomparsa prematura del padre in un incidente automobilistico. E l'ingresso in azienda, poco più che universitario. Oggi Villa Sandi è un riferimento per il mondo del prosecco a livello globale con 105 mercati esteri. «Credo che abbiamo dato un contributo importante alla crescita delle bollicine. E oggi siamo sul mercato (includendo anche il marchio La Gioiosa) con 12 milioni di bottiglie di Doc, 5 milioni di Docg e 500 mila di Asolo Docg. I volumi sono importanti. Però tengo a dire che per me però il vino è soprattutto passione. Che, nel tempo, ha guardato oltre le bollicine».

Nel 2019 avete acquistato una tenuta nel Collio. Vi sta dando soddisfazione?
«Borgo Conventi è un sogno che si avvera. È un'azienda bellissima che abbiamo acquisito dalla famiglia Folonari. Mi godo questi vini e mi godo questo paesaggio. Durante la fase 1 ho dovuto spostarmi per motivi di lavoro anche in Friuli. Era quasi lunare attraversare le nostre regioni. E anche qui mi ha sorpreso la potenza della natura che riprende possesso degli spazi».
Non solo Prosecco. Nelle cantine di Villa Sandi avete creato il vostro Metodo classico.
«Le cantine sotterranee, che corrono lungo il perimetro della villa, hanno creato una tradizione nella produzione di spumante Metodo classico. Abbiamo la fortuna di possedere un luogo ideale per la maturazione con condizioni di luce, temperatura ed umidità costanti. Dopo un periodo che va dai 36 ai 60 mesi, ecco l'etichetta Opere Trevigiane, mentre le due barricaie ospitano le botti per la maturazione dei rossi Corpore e Filio».
Avrebbe dovuto essere l'anno magico del riconoscimento Unesco. Ma il virus ha compromesso la stagione.
«Io continuo ad essere fiducioso. Certo, abbiamo perso i mesi primaverili, che per noi sono importanti, e si è bloccata tutta la promozione del nuovo sito. Ma vedo qualche timida prenotazione, che fa ben sperare».

Villa Sandi è stata una delle prime cantine aperte al pubblico. E attualmente totalizza una media di 20mila visitatori l'anno. Su cosa punterete per riportare il turismo sulle colline?
«Sono convinto che tornerà a prescindere. Abbiamo sempre puntato su un mix interessante di natura e bellezze architettoniche. La sede è una villa di scuola palladiana risalente al 1622. La Locanda è una casa rurale veneta dei primi Novecento, immersa nei vigneti propone gli umori e i sapori della tradizione contadina. E poi, agli ospiti, proponiamo le visite in bicicletta. Credo che questo sia il modo più bello per godere delle colline».
Durante il lockdown non siete stati particolarmente toccati dalle contrazioni del mercato. E tuttavia avete sperimentato formule nuove, come gli aperitivi a distanza. Cosa vi ha insegnato la pandemia?
«Sotto il profilo del mercato viticolo posso affermare che non siamo stati colpiti. Abbiamo sempre differenziato, e questo ci ha aiutato moltissimo. E, per la prima volta, abbiamo potenziato in maniera importante l'e-commerce. Credo questa sia stata la grande lezione. L'e-commerce è aumentato vertiginosamente, ed è una formula commerciale che potrà coesistere con i meccanismi di vendita tradizionale».
Dopo mesi difficili, una bella notizia per la Doc. Roma ha approvato la produzione di Rosè.
«Una bellissima novità, che ci permette di immettere sul mercato un vino che i nostri mercati esteri da tempo ci chiedono. E in particolare i top storici ossia Gran Bretagna, Stati Uniti e Germania».
Il marchio Villa Sandi parla Doc, Docg e Asolo Docg. Come vede la dinamica interna tra i tre consorzi?
«Sono sempre stato fautore del dialogo. Se avessimo potuto essere al Vinitaly quest'anno, avrei messo a segno un personale obiettivo: quello di uno stand unico con caratteristiche completamente rinnovate. Poi, è importante, anzi fondamentale, raccontare le diversità. Ma - per il bene del mondo prosecco - le tre denominazioni non devono essere in conflitto».
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