Il virus stronca Arturo Filippini, il re dei ristoratori e fondatore della catena "Toulà"

Martedì 14 Aprile 2020 di redazione online
Arturo Filippini, 79 anni

TREVISO - Il grande ristoratore trevigiano, ma pavese di nascita, Arturo Filippini, il "signor Toulà" è morto in ospedale a  Treviso oggi alle 15:  aveva 79 anni ed era ricoverato dal 24 marzo scorso. C'erano stati miglioramenti delle sue condizioni nrgli ultimi giorni, ma purtroppo oggi - 14 aprile -  l'aggravamento fatale causato dal Coronavirus.

LA CARRIERA
 Artuto Filippini era arrivato oltre 60 anni fa  nella Marca col fratello Piero dall'Appennino pavese, la piccola Zavattarello, per lavorare  a Villa Condulmer di Mogliano dove aveva ben presto imparato il mestiere. Poi l'incontro e la conoscenza con il suo maestro Alfredo Beltrame con cui gestì un ristorante  a Jesolo per poi aprire  la catena dei Toulà, marchio che ha imposto nel mondo l'idea di una ristorazione informale, ma di altissimo livello qualitativo.
 

 

Nel 1961 nella Marca aprì la casa madre dei suoi locali, poi sbarcò a Cortina, Padova, Milano alla Scala, Roma, Monaco, Costa Smeralda, Pechino, Helsinki, Tokyo e Toronto in Canada. E quindi il lancio del catering "firmato" Toulà, un mito a livello mondiale, esportato anche nel Pacifico, su espressa richiesta.

Nel locale Da Alfredo, in centro a Treviso, ha ospitato tanti vip e personaggi dello spettacolo, della politica e dell'economia.
Era il re dei ristoratori, un maestro di ospitalità con una grandissima professionalità. Lascia la moglie Marisa, i 4 figli Massimo, Martina, Michela e Nicola.

IL RICORDO
“La notizia mi lascia sgomento. Mai avrei pensato in un momento così tragico parlare anche della scomparsa di Arturo Filippini. È un lutto per tutta la Regione perché con lui se ne va una colonna portante della ristorazione trevigiana e veneta. Un uomo che ha fatto la storia non solo della gastronomia ma anche uno di quelli che più hanno contribuito a far conoscere il Veneto e a far valere la nostra comunità a livello internazionale”. Così il  governatore Luca Zaia, saluta l’amico: “Il suo nome significa Toulà, un nome che a sua volta è diventato sinonimo di ristorazione di rango in tutto il mondo – prosegue Zaia - Un marchio che, con i suoi ristoranti, ha rappresentato il suo impegno di una vita, da quando era l’allievo di Alfredo Beltrame fino agli ultimi giorni quando solo l’emergenza sanitaria lo ha così tristemente allontanato dal suo posto all’ingresso del locale trevigiano”. “Soltanto qualche anno fa abbiamo perso il fratello Piero, altra colonna della nostra ristorazione, ora piangiamo lui – conclude il Governatore -. Non dimenticheremo mai la sua simpatia, la sua allegria, la sua cordialità, la sua professionalità che è stata riferimento per generazioni di colleghi. Invio un abbraccio alla signora ed a tutti i familiari”.

“Con Arturo Filippini se ne è andato uno dei grandi Maestri della ristorazione trevigiana, un grande ambasciatore del territorio e della cucina veneta, soprattutto - afferma il presidente Ascom Treviso  Federico Capraro -  per noi della “seconda generazione. Abbiamo la responsabilità di seguire ed onorare il suo esempio.  Ha intuito - per primo - come la ristorazione potesse diventare la chiave dell’internazionalizzazione per la nostra provincia, e le sue intuizioni hanno posto le basi per il lavoro di promozione sulla “destinazione Treviso”. “Sono in molti – prosegue Capraro -  in  Confcommercio, a ricordare Arturo Filippini, ex patron del Toulà, che ha dato lustro, con la presidenza negli anni ’90, al Gruppo Ristoratori di Confcommercio, una realtà associativa che ha portato il meglio della ristorazione trevigiana in Italia e nel mondo. Arturo con la sua bonomia, la simpatia, il sorriso e l’accoglienza ha creato un format che ha proiettato Treviso, piccola città di provincia, in una dimensione internazionale. Da presidente, ha rafforzato i rapporti con le Istituzioni e col Consorzio di Promozione turistica, valorizzando le rassegna tematiche che hanno caratterizzato la ristorazione trevigiana. Due su tutte: il Cocofungo ed il Cocoradicchio. La sua competenza, la ricerca continua sui prodotti, la capacità di innovare, l’hanno reso un Maestro della ristorazione, un personaggio che a Treviso mancherà”.

Condoglianze alla famiglia Filippini anche da tutta la redazione de il Gazzettino.

Ultimo aggiornamento: 31 Maggio, 10:27 © RIPRODUZIONE RISERVATA