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Suor Aline, a San Giacomo la più giovane madre badessa d'Italia: «Vivo in clausura in cerca dell'eternità»

Venerdì 23 Settembre 2022 di Pio Dal Cin
Suor Aline Pereira Ghammachi, la più giovane madre badessa d'Italia
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SAN GIACOMO DI VEGLIA (TV) - «La clausura non deve essere intesa come una restrizione, un obbligo a rimanere chiusi tra le mura, in una specie di gabbia da dove non si può uscire. Vivere in un convento significa soprattutto dedicare la propria vita al lavoro e alla preghiera ricercando l'unica cosa che non abbiamo mai visto ma cerchiamo di raggiungere: l'eternità». Ad affermarlo con il sorriso sulle labbra la più giovane madre badessa d'Italia, suor Aline Pereira Ghammachi 38 anni, da quattro anni alla guida del convento cistercense di San Giacomo di Veglia nel Trevigiano. Brasiliana di origine, laureata in Economia e Commercio, è arrivata qui come postulante nel 2006 e dopo un percorso durato cinque anni ha deciso di prendere i voti perenni e di dedicare la sua vita alla preghiera e al lavoro.
Negli stereotipi legati alla clausura, la badessa è una persona anziana. Ma Aline li azzera. Gestire e organizzare il lavoro e la preghiera di 27 sorelle, molte più anziane di lei (tra queste suor Dolores originaria di Venezia, 85 anni in convento da quando ne aveva 18), non è compito facile ma a guardarla i suoi occhi restituiscono solo serenità e allegria.

Come scorre la giornata tipica all'interno del convento?
«La sveglia suona alle 5. L'inizio della giornata è scandito dalla preghiera più lunga che inizia alle 5.20 Le Vigilie della durata di un'ora. Salmi e letture di testi sacri sono alla base di questo primo momento insieme, cantate in tono retto, quel modo di cantare che a volte si sente applicato al Vangelo nelle cerimonie solenni. Tutte le nostre preghiere durante il giorno, in otto momenti diversi, sono cantate in Gregoriano, fatta eccezione per le Vigilie del mattino».

E poi che cosa succede?
«Da questo momento alterniamo la preghiera al lavoro e al riposo. I nostri lavori sono vari, e ad ogni sorella compete un ruolo a seconda delle capacità individuali. C'è chi si occupa della vigna, chi della api e del miele che producono, chi dell'aloe che coltiviamo in una serra e con il quale produciamo degli infusi che favoriscono la salute e aiutano a stare meglio; facciamo le particole, il ricamo e cucito, la riparazione di paramenti sacri statue, e immagini, pittura. Siamo come in un grande laboratorio dove ognuno mette in pratica i doni che Dio gli ha dato. Abbiamo gli animali; conigli, galline e pulcini e poi la pulizia dei i giardini e l'interno del convento, che è la nostra casa».

Il vigneto come viene gestito?
«Ci sono tre sorelle. Per la gestione ci affidiamo a persone competenti. Per la vinificazione consegniamo l'uva a Sarah Dei Tos che produce un ottimo prosecco con un'etichetta del convento. Il vigneto si estende in 3000 metri quadri».

Chi cucina? Come sono i pasti?
«Abbiamo tre sorelle fisse in cucina che vengono aiutate all'occorrenza. Il menu varia a seconda di quello che troviamo nel frigorifero. Il pranzo è servito alle 12, la cena alle 19. Non parliamo. Durante i pasti vige il silenzio assoluto, mentre una sorella legge alcune pagine di un libro sacro che scelgo io di volta in volta. La conversazione viene fatta dopo cena nella ricreazione, alle 20, prima della Compieta, l'ultima preghiera della sera alle 20.30. Verso le 21 andiamo a letto».

Qual e' il vostro rapporto con cellulare, e internet? Con il mondo dell'informazione?
«Ci sono due telefonini in convento che custodisco io. L'uso di whatsapp è limitato per le sorelle a una volta la settimana per il contatto con le famiglie (durante la Quaresima e l'Avvento ogni 15 giorni). Se una sorella ha bisogno basta che chieda a me. Per quello che riguarda Facebook abbiamo una pagina linea monastero (https://www.facebook.com/monasterocistercense.linea) La pagina è gestita da me e da altre due sorelle. Non guardiamo la televisione se non quando ci sono delle cerimonie come quella della beatificazione di papa Giovanni Paolo I o qualche notizia importante come la morte della regina Elisabetta. Ci sono inoltre due computer a disposizione tutto il giorno per le sorelle che volessero fare delle ricerche, o per lo studio ma non per i social».

Oltre al vino cosa producete ?
«Abbiamo il miele e le creme di miele che servono per alleviare i dolori artritici, le punture di insetti, o antinfiammatori. Tutti questi prodotti possono essere acquistati qui, in convento e sono a disposizione del pubblico»

Un convento aperto all'esterno?
«Assolutamente sì. Nel 2016 papa Francesco ha dato delle disposizioni precise su quello che riguarda i conventi come il nostro: Cor Orans da la possibilità alla badessa di decidere autonomamente chi entra e chi esce dal convento in base alle esigenze del momento».

Pensa mai alla vita di fuori? A una serata conviviale, una passeggiata? In sostanza, ha mai avuto dei ripensamenti riguardo la sua scelta di vita?
«No, mai. Sono felice della mia scelta, realizzata. Rifarei tutto il mio percorso».

 

Ultimo aggiornamento: 24 Settembre, 10:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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