Congresso Lega di Treviso, corsa affollata per la guida del Carroccio

Giovedì 6 Ottobre 2022 di Paolo Calia
Gian Paolo Gobbo

TREVISO - Al momento sono tre in corsa, ma nel Carroccio trevigiano tutti sono pronti a scommettere che da qui al congresso ci saranno altri candidati. Nessuno invece punta sulla candidatura unica, impensabile per un partito diviso in due o tre anime. Il congresso provinciale della Lega tiene banco nella Marca, anche per la caratura dei nomi che stanno sbucando ogni giorno. C'è per esempio un big come Luciano Dussin, ex parlamentare, per dieci anni sindaco di Castelfranco. Una parte della vecchia guardia, a cominciare dall'europarlamentare Gianantonio Da Re oltre al presidente della Provincia Stefano Marcon, lo vedrebbe benissimo come segretario provinciale. Lui non si nasconde: «Confermo, mi hanno chiesto la disponibilità e non ho detto di no, ma ci voglio pensare bene. Ci sono ancora molte cose poco chiare, a cominciare dal regolamento e da chi voterà».


I SICURI
Ai nastri di partenza ci sono poi i due che, invece, di dubbi non ne hanno più. Giuseppe Paolin, deputato uscente, sta pubblicando il suo programma elettorale un capitolo alla volta sui suoi canali social. La Lega che ha in mente è quella che vuole tornare alle circoscrizioni, dare più potere alle sezioni limitando i veti da parte di sindaci e amministratori, eleggere dei segretari che non possano più candidarsi durante il loro mandato anche per le elezioni. È il classico outsider, uscito allo scoperto senza grandi sponsor politici ma consapevole di avere presa sui militanti. Anche Riccardo Barbisan, ex consigliere regionale e attualmente capogruppo della Lega nel consiglio comunale di Treviso, è ufficialmente sceso in campo. Da mesi sta girando la Marca in lungo e in largo per parlare con i militanti. E ribadisce: «Ho 38 anni e da 25 sono iscritti alla Lega. Penso di avere l'esperienza necessaria per rappresentare il partito, anche chi nella Lega ha vissuto tutte le stagioni».


I POSSIBILI
L'elenco però potrebbe allungarsi. Si parla di altri due nomi illustri quanto meno contattati per sondarne la disponibilità: Franco Manzato, ex assessore regionale e parlamentare e Giampaolo Vallardi, senatore uscente. Ma su di loro ci sono solo delle voci, nulla di più. Gian Paolo Gobbo, padre nobile della Liga veneta e ancora oggi punto di riferimento per un'ampia fetta di militanti, guarda con grande favore tutti questi movimenti: «Secondo me, considerato il momento, è un bene avere più candidati. Direi che, avendo un congresso dopo tanto tempo, è giusto che i militanti possano discutere e confrontarsi su più proposte. La figura del segretario provinciale è difficile: devi essere un po' mamma o papà, prete confessore, psicologo ma anche boia, perché in molte occasioni sei costretto a tagliare. Non è un ruolo semplice».

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

PIEMME

CONCESSIONARIA DI PUBBLICITÁ

www.piemmeonline.it
Per la pubblicità su questo sito, contattaci