Comisso dimenticato. L'associazione: «Intitolate a lui la biblioteca di Treviso»

Lunedì 27 Gennaio 2020 di Valeria Lipparini
La biblioteca di Treviso

TREVISO - Comisso chiede spazio. Pretende visibilità. E lancia un sos perchè il suo enciclopedico archivio non venga offeso dal passare del tempo. Lui, raccoglitore maniacale di ogni cosa gli passasse tra le mani, aveva faldoni interi riempiti di lettere, di ritagli di giornale, ma anche di biglietti di tram e treni dove era salito. È questo, in sintesi, l’appello che lancia l’associazione Amici di Comisso che da più di quarant’anni si impegna a valorizzare l’opera dello scrittore trevigiano. 
LA PROPOSTA
Ed ecco, allora, la proposta dell’associazione perchè a Comisso venga intitolata la biblioteca cittadina. «Ci piacerebbe che l’amministrazione comunale di Treviso dedicasse a lui la sede della Biblioteca comunale di Borgo Cavour così come è stata dedicata la sede di Città Giardino ad un grande poeta come Andrea Zanzotto e la Biblioteca dei ragazzi ad Enzo Demattè» propone il presidente Ennio Bianco. E aggiunge: «Nella Biblioteca comunale è conservato l’Archivio Comisso, con preziosi documenti e numerose edizioni, alcune rare, delle opere dello scrittore trevigiano. Del resto, la città di Treviso e il territorio “parlano” di Comisso e la Biblioteca comunale potrebbe diventare una tappa fondamentale di un ideale itinerario comissiano». L’associazione Amici di Comisso sta lavorando proprio attorno a quest’idea: costruire un tour alla scoperta dei luoghi di Comisso, dalla sua casa natale ai luoghi che descriveva di frequente nelle opere e nelle lettere. E una tappa potrebbe diventare anche la biblioteca dove è conservato l’Archivio di Comisso.
LA CONSERVAZIONE
L’associazione affronta anche il tema spinoso della digitalizzazione dell’archivio dei documenti di Comisso. Opera iniziata e portata avanti finchè nel giugno scorso la Soprintendenza fermò i lavori. Da allora nulla più è stato fatto ma il materiale conservato è fragile. Si tratta in alcuni casi di fogli di lettera ingialliti, che possono deteriorarsi con facilità. E, soprattutto, che non sono facilmente consultabili. «Ci auguriamo che si possa rapidamente superare l’impasse che ha fermato il progetto di completa digitalizzazione dell’Archivio Comisso custodito nella Biblioteca comunale di Treviso e che la nostra Associazione aveva avviato e completamente finanziato» attacca Ennio Bianco. Poi, sottolinea quanto sta a cuore all’intera associazione e agli studiosi dello scrittore. «La consideriamo un’iniziativa importante per la conoscenza dello scrittore e anche ai fini della conservazione dei materiali, ormai fragili. Confermiamo questo impegno attenendoci alle disposizioni che ci verranno date e siamo disponibili ad ogni confronto si renda necessario per riprendere questo lavoro, che consideriamo di alto valore culturale».
L’associazione fa anche di più. Con quanto le è possibile. Il 7 febbraio, a palazzo Giacomelli, viene inaugurata una mostra di quadri di De Pisis con cui Comisso era in rapporti di fraterna amicizia. La mostra, curata da Eugenio Manzato e Mario Sutor propone una quindicina di opere del maestro, oli e disegni, oltre ad articoli di giornale e lettere che lo stesso Comisso scriveva e riceveva da De Pisis. In concomitanza con la vernice Sutor, co fondatore di Cotto Veneto, presterà a palazzo Giacomelli una trentina di opere di Comisso, molte delle quali opere prime ed edizioni storiche del ‘53, ’57, ‘59. «Ho intenzione di regalare libri stupendi, in edizioni pregiate e antiche, perchè tutti possano consultarle» ha spiegato lo stesso Sutor. Tutto questo in attesa che riparta la digitalizzazione dell’archivio Comisso e che, magari, la biblioteca di borgo Cavour possa diventare “Biblioteca Comisso”.

Ultimo aggiornamento: 16:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA