Auto non assicurata, vigile porta mamma e bebè dal pediatra

Giovedì 3 Dicembre 2020 di Pio Dal Cin
il vigile urbano Massimo Callegari
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CODOGNE' - Di pattuglia nelle strade del comune dove presta servizio, il vigile urbano Massimo Callegari intercetta un'auto con l'assicurazione scaduta. Accende il lampeggiante e segue il veicolo finché il conducente decide di fermarsi in un parcheggio lungo la Cadore mare, in località Cimetta. A bordo una famiglia: marito, moglie e un piccolo di appena due mesi. Stanno andando dal pediatra per una visita di controllo del neonato. L'ufficiale fa notare al capofamiglia che l'assicurazione è scaduta e che non può circolare. Il veicolo infatti era stato precedentemente sequestrato e in seguito al suo successivo dissequestro non era stato fatto il passaggio richiesto con le nuove targhe.

PROBLEMA E SOLUZIONE Il padre di famiglia spiega al vigile urbano che la mamma e il bambino devono essere tra pochi minuti dal pediatra che dista a circa un paio di chilometri dal luogo dove si trova ora il veicolo fermo. A questo punto Callegari va oltre quello che dovrebbe essere il suo dovere di ufficiale pubblico e si offre di portare mamma e bambino fino all'ambulatorio pediatrico, con l'auto di servizio. In pochi minuti il problema è risolto. Il vigile ritorna verso il veicolo che ora è sotto sequestro per non avere l'assicurazione. Viene allertato il servizio del carro attrezzi per rimuoverlo. Sorge però un altro problema: chi porterà a casa mamma e bebè? il vigile propone al titolare del veicolo di pagare l'assicurazione all'ufficio postale, che però dista 4 chilometri. Ancora una volta decide di aiutare il malcapitato autista e lo invita a salire nella sua auto di servizio per un passaggio fino all'ufficio postale. Effettuato il pagamento dell'assicurazione, il mezzo può adesso circolare, ricevuto l'avviso dell'avvenuto pagamento. Tutto risolto grazie alla volontà di aiutare i cittadini in difficoltà. «Sono estremamente orgogliosa del nostro vigile Massimiliano Callegari - dice il sindaco Lisa Tommasella - Non solo ha svolto egregiamente le sue funzioni di pubblico ufficiale ma si è spinto oltre. Ha dismesso per un momento il suo ruolo istituzionale e ha pensato a come fare per risolvere il problema ad una famigliola in difficoltà, che senza il suo aiuto si sarebbe trovata in alto mare. Mi spiace solo che i soliti leoni da tastiera si siano subito messi a puntare il dito e ad accusarlo ingiustamente, facendo sembrare inverosimilmente quello che è stato un atto di estrema cortesia come un abuso di potere. Invito i miei concittadini, in futuro, se ci fossero dei problemi o dei presunti abusi, di contattare me personalmente o gli uffici comunali predisposti. Attaccare così il nostro vigile è stato veramente ingiusto».

IL FANGO Su una delle pagine Facebook relative a Codognè infatti era apparso un post con commenti al vetriolo nei confronti di Callegari. Alcuni lo dipingevano come se avesse abusato del suo potere di pubblico ufficiale, altri lo difendevano. «Non capisco l'accanimento - dichiara il vigile urbano - Come ogni giorno effettuo i controlli per evitare che auto sprovviste di assicurazione circolino nel nostro territorio mettendo in pericolo l'incolumità di chi le guida e quella degli altri. Ho solo cercato di mettermi nei panni di quel padre di famiglia e ho cercato di risolvere il problema. Poi mi sono visto attaccato sui social con parole a volte troppo pesanti. Non ho rancori ma invito tutti ad essere più cauti e a valutare i fatti prima di lanciare delle accuse ingiuste».

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