Caro bollette, l'Electrolux di Susegana toglie il metano dagli impianti e punta al gpl

Sabato 17 Settembre 2022 di Mattia Zanardo
Contro il caro bollette, l'Electrolux di Susegana sceglie di togliere il metano e mettere il gpl negli impianti

TREVISO - La crisi energetica non da' tregua. In attesa di provvedimenti a livello governativo e, soprattutto, europeo anche nella Marca le imprese provano a mettere in campo soluzioni per contenere le bollette. Proprio in questi giorni, ad esempio, all'Electrolux di Susegana si sta lavorando per installare uno specifico impianto per riconvertire il gas dalla forma liquida a quella gassosa e poter così utilizzare, per alimentare i macchinari delle linee produttive, il gpl. Propellente ad oggi più conveniente rispetto al metano, usato finora, i cui prezzi sono balzati alle stelle. Ieri, intanto, per gli operai del sito trevigiano della multinazionale dell'elettrodomestico, è scattata una nuova giornata di cassa integrazione.


LA STRATEGIA
Come annunciato, infatti, il gruppo svedese ha previsto una sospensione delle attività per tutti i venerdì del mese di settembre, con la copertura dell'ammortizzatore sociale per i circa 1.500 addetti interessati dei reparti produttivi (è esclusa, invece, la parte ingegneristica). Salvo cambiamenti di rotta, restano dunque altre due giornate nelle prossime settimane, poi azienda e parti sociali dovranno valutare il da farsi per il prossimo futuro. In questo caso, comunque, il caro energia non c'entra (almeno per il momento e almeno come motivazione principale): al ricorso a questa sorta di settimana cortissima, infatti, è dovuto ad un calo di vendite, con conseguenti ripercussione sui livelli di produzione. Secondo quanto comunicato dall'azienda nei giorni scorsi, dalle previsioni originarie di circa 860mila frigoriferi da realizzare nell'anno, le ultime proiezioni aggiornate sono scese a meno di 790mila pezzi, comprensivi di tutti i modelli. Va sottolineato, peraltro, che il calo relativo a Susegana è in proporzione quello di minore entità tra le altre fabbriche italiane, dove le stime hanno subito una contrazione anche del 40%. Chiaramente, il contesto generale, segnato dalla riduzione dei consumi e delle capacità di spesa delle famiglie a causa dei rincari, non è estraneo alla revisione dei piani industriali. Proprio per questo anche il 2023 rischia di non prospettarsi molto brillante sotto il profilo delle vendite attese. A breve dovrebbe tenersi un incontro tra i vertici europei di Electrolux e le parti sociali in cui verranno presentate le strategie per fronteggiare la situazione di mercato e recuperare marginalità e utili.


LA SFIDA
«Una solo cosa mettiamo in chiaro fin da subito - puntualizza al proposito Augustin Breda, esponente della Rsu dello stabilimento di Susegana - non accetteremo in alcun modo tagli ai salari, né tanto meno licenziamenti». L'Electrolux non è comunque l'unica grande industria del territorio ad aver dovuto ricorrere alla cassa integrazione: per rimanere al comparto metalmeccanico, anche alla De Longhi sono state utilizzate un paio di giornate nelle ultime settimane. Anche in questo caso alla base della decisione, secondo fonti sindacali, condizioni di mercato e difficoltà di approvvigionamento. Anche in provincia, comunque più di un'azienda starebbe vagliando la possibilità di richiedere la cig con la specifica causale riguardante il caro energia. Già nei mesi scorsi, infatti, il governo aveva stabilito che la «mancanza di materie prime o componenti», in base alla quale le imprese possono accedere al sostegno, sussiste anche quando sia riconducibile a difficoltà economiche, non prevedibili, temporanee e non imputabili all'azienda, nel reperimento di fonti energetiche, funzionali alla lavorazione dei materiali per le proprie produzioni. Così come tra le fattispecie di crisi di mercato è stato compreso anche il blocco degli scambi commerciali a causa della guerra russo-ucraina e relative sanzioni. Non solo, sull'onda della perdurante impennata dei prezzi, l'esecutivo starebbe studiando la possibilità, da inserire in un decreto, di consentire anche uno sconto sulle aliquote pagate dalle industrie per l'utilizzo della cassa. Incentivi o meno, se l'escalation non registrerà una frenata a breve, pure le imprese trevigiane nelle prossime settimane potrebbero decidere di adottare questo particolare ammortizzatore.
 

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