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Trevigiano. Caro bollette, le Case di riposo pronte ad aumentare le rette

Venerdì 23 Settembre 2022 di Mauro Favaro
Caro bollette nelle case di riposo del trevigiano che si preparo ad aumentare le rette

TREVISO - Si agita lo spettro dell'aumento delle rette delle case di riposo. «Senza un intervento del governo entro fine anno, da gennaio non ci saranno alternative», avverte Giorgio Pavan. Il direttore dell'Israa di Treviso e del Gris di Mogliano. In questo caso, però, parla della situazione generale dei centri per anziani della Marca. Oltre al caro-bollette, sono aumentati i costi di tutti i servizi, erogati da aziende a loro volta con l'acqua alla gola. Lavanderia, ristorazione, pulizie e così via. Alcune voci sono addirittura raddoppiate. Il risultato è che le spese delle case di riposo sono lievitate anche di oltre 1 milione di euro per struttura. E ogni milione di spesa aggiuntiva rischia di tradursi in un rincaro delle rette pari a 3,50 euro al giorno per anziano. Vuol dire oltre 100 euro in più al mese. L'aumento viaggia verso il 10%. Per dare una dimensione, a fronte di una retta media di 56 euro al giorno per un posto in stanza doppia si passerebbe da poco meno di 1.700 euro a quasi 1.800 euro al mese.


L'APPELLO
Nasce da qui l'appello delle Rsa al governo per poter contare su contributi o credito d'imposta al fine di coprire i maggiori costi. «Serve un intervento sul breve termine sottolinea Pavan perché sul medio sarà già troppo tardi». Si taglia il tagliabile. Dalla lavanderia all'aggiustamento degli ordini per i pasti. Fino all'idea di usare stufe a legna. Ogni centro è pronto a fare di tutto per non toccare le tariffe. «In questa ultima parte dell'anno useremo anche il fondo per lo sviluppo dei servizi, che di conseguenza non potranno crescere rivela il direttore dell'Israa in più, abbiamo previsto razionalizzazioni nei servizi lavanderia e ristorazione, riducendo gli sprechi al minimo». Eventualmente chiedendo alle famiglie di dare una mano con la biancheria.


PREZZI ALLE STELLE
L'allarme rincari tocca anche il centro anziani Sartor di Castelfranco. Qui i costi sono aumentati di 1,5 milioni. Il caro-bollette ha portato i fornitori ad aumentare i prezzi del 30% per la ristorazione, la lavanderia e il servizio di pulizia. Le spese alberghiere assorbono 450mila euro in più rispetto a due anni fa. E i costi sanitari sono lievitati di quasi 100mila euro. Mentre per le bollette di luce, gas e acqua si prospetta una perdita di oltre 470mila euro. A conti fatti, quest'anno il centro spenderà oltre 1,4 milioni in più rispetto al 2020. «Con una stima di 14 euro di perdita per ogni giornata di degenza per ogni ospite», sottolineano dal Sartor. «Il riscaldamento non può essere abbassato negli ambienti dove soggiornano gli anziani e le persone con disabilità. Né si possono prevedere risparmi energetici in ambienti che hanno caratteristiche assistenziali e sanitarie. Di fatto siamo dei piccoli ospedali - spiegano il presidente e la direttrice, Maurizio Trento ed Elisabetta Barbato - la persona viene prima di tutto. Per la sostenibilità dell'ente dobbiamo ripensarne la gestione, ad esempio sul tema delle energie rinnovabili e anche sul riscaldamento degli ambienti comuni con stufe, a basso costo e indipendenti dal gas». Non va meglio all'istituto Bon Bozzolla di Farra di Soligo. Anche qui i costi per le forniture si sono impennati fino a un più 30%. Vuol dire una maggior spesa di 40mila euro. «Rialzi che pesano come macigni sul nostro bilancio - dice Isabella Paladin, presidente del cda del Bon Bozzolla - gli interventi per l'efficientamento energetico ci hanno permesso di fare scudo contro il rialzo dei costi dell'energia. Ma ora, nonostante tutto l'impegno, l'ingente rincaro dei costi crea preoccupazione in merito alla sostenibilità economico-finanziaria dei servizi erogati al territorio». Discorso identico per Villa Fiorita di Cornuda. Da gennaio ad agosto le spese sono salite di quasi 30mila euro rispetto allo stesso periodo del 2021. Qui, in particolare, i costi per i pasti sono aumentati del 100%. «I nostri anziani non devono essere lasciati soli - scandiscono Elisa Moretto e Tania Santi, rispettivamente presidente e direttrice di Villa Fiorita - auspichiamo è un intervento da parte del governo per sostenere le famiglie e le imprese, ma anche tutti gli enti come il nostro che si occupano delle persone più fragili». A Casa Marani, centro con sedi a Villorba, Paese e Povegliano, la spesa è lievitata di oltre 25 mila euro. «Non vogliamo aumentare le rette - tira le fila la presidente Daniela Zambon - ma è a rischio la continuità assistenziale: il prossimo governo deve intervenire subito».

 

Ultimo aggiornamento: 17:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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