Viaggiare a piedi, cammino di 52 chilometri tra colline, pendii, chiese medievali e antichi tracciati

Mercoledì 10 Febbraio 2021 di Elena Filini
Cammino tra le meraviglie dell'Alta Marca Trevigiana (Foto di RobertSedlakCz da Pixabay)

Sta prendendo forma il Cammino tra le meraviglie dell'Alta Marca Trevigiana, lungo 52 chilometri tra colline, pendii, chiese medievali, antichi e nuovi tracciati. Un percorso attrezzato anche con bed & breakfast e luoghi eno-gastronomici.

 

Cammino in Valdobbiadene


Valdobbiadene 52 km di piccole meraviglie. Tutti da percorrere a piedi tra vigneti, colline, pendii, chiese medievali, antichi tracciati. E insieme il movimento simbolico lungo le rotte della Grande Guerra, dalla Linea del Piave alla battaglia finale a Vittorio Veneto. Gioca sui registri della bellezza e della memoria il Cammino Unesco sulle colline, il primo nel proprio genere che - da fine estate - consentirà di attraversare i luoghi oggi patrimonio dell'umanità a piedi, in più giorni, soggiornando in locande, b&b e mangiando nelle osterie. Un abbraccio inedito con la natura, per piantare le scarpe dentro la terra che dà vita alle nobili bollicine. E la pedemontana, da fascia di collegamento alla montagna, diventa meta e destinazione. 


Viaggiare a piedi

Il nuovo Rinascimento delle colline passa soprattutto dalla sostenibilità: interpretare in maniera originale il concetto di esperienza ha permesso all'Unesco di creare il primo Cammino patrimonio dell'Umanità, un tracciato unico nel suo genere che a fine estate sarà definitivamente completato. Significa aprire una strada nuova nell'accoglienza, consentire al visitatore di incontrare i prodotti del territorio attraverso l'esperienza diretta dello sguardo, dei profumi e - perchè no - della fatica. Ed è proprio dal primo Cammino Unesco che riparte il progetto di ospitalità delle Colline: questo percorso, geomappato e tracciato, insieme alla rete di 37 sentieri, rappresenterà la vera risposta ai bisogni del nuovo viaggiatore post-Covid. «Una nuova sfida per la promozione del turismo sostenibile tra le nostre colline».


Così Marina Montedoro, presidente dell'Associazione per il Patrimonio delle Colline del prosecco di Conegliano e Valdobbiadene definisce il percorso. «Oltre alla tracciatura dei percorsi escursionistici nei 29 comuni dell'area già in corso, stiamo procedendo alla creazione del primo cammino delle Colline Unesco, un progetto ambizioso che siamo certi incontrerà il gradimento non solo dei cittadini, ma anche dei turisti che verranno a visitarci. Si tratta di un percorso di quattro tappe consigliate, di circa 52 km totali, con partenza da Vidor e arrivo a Vittorio Veneto. I viaggiatori che lo percorreranno riceveranno una credenziale su cui verranno apposti i timbri per ogni tappa percorsa».


La dedica

Il timbro, per volontà comune dell'associazione, sarà dedicato a Leopoldo Saccon, architetto e uno dei padri spirituali della candidatura, scomparso di recente. Il tracciato, pronto probabilmente a fine estate (ma porzioni di questo saranno già attraversabili) a Vidor e termina a Vittorio Veneto, si sviluppa sul crinale delle colline per apprezzare un panorama incomparabile e attraversa, oltre alle località di partenza e arrivo, anche Colbertaldo, le alture meridionali di Valdobbiadene, Col San Martino, le Vedette di Farra di Soligo, Premaor di Miane, i Tre Ponti di Follina, l'area di Cison con Zuel di Qua e di Là, Arfanta, Tarzo, Nogarolo, Serravalle, unendo porzioni di alcuni dei 37 itinerari dell'altro progetto naturalistico di mappatura dei sentieri delle Colline Unesco attualmente in corso. 


Colline del Prosecco

«Il cammino delle Colline del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene Unesco non solo rappresenta la sintesi del lavoro di studio che mi è stato affidato dal direttivo, ma riassume quanto ho potuto conoscere in oltre vent'anni di passeggiate e ricerche tra sentieri e borghi della pedemontana trevigiana» - spiega Giovanni Carraro, a cui l'Associazione ha affidato la tracciatura dei sentieri per la sua esperienza ventennale di studio e mappatura dell'intera area. Il cammino presenta non solo una valenza paesaggistica, ma anche storico-culturale. Molti siti visitati riportano con la memoria alla Grande Guerra, grazie a numerose trincee, gallerie e postazioni militari visibili sulle colline. Oltre a questo, si lega simbolicamente al movimento fatto dalle truppe italiane quando riuscirono a oltrepassare il Piave nei vari punti di sfondamento per combattere la battaglia finale di Vittorio Veneto (24 ottobre - 4 novembre 1918). Per vivere dentro il paesaggio ciò che si è studiato sui libri di scuola.


La ricerca

Il percorso, che è stato anche pensato per visitare l'intero blocco geologico delle colline sub-prealpine presenta alcuni tratti più impegnativi, come la parte finale del Monte Comun e del Monte Baldo. Ma per questo è stata già prevista una Variante Nord facoltativa che bypassa i tratti più difficili per un percorso molto più semplice attraverso Fratta, Colmaggiore e la parte meridionale di Revine, offrendo soluzioni adatte a tutti. Sarà un piccolo museo a cielo aperto dove storia minore e arti si intrecceranno, legate al concetto di esperienza. Lungo la traccia il visitatore troverà facili collegamenti a strutture ricettive create in piccoli casolari o strutture a impatto zero, ma anche ai luoghi della ristorazione. Intorno convergono anche gli sforzi dei comuni della core zone (zona di eccellenza) ma anche della buffer zone(zona di prossimità) e della cosiddetta commitment area (fascia di appoggio). Nell'attesa che la prossima estate si possano definitivamente confermare le promesse di un nuovo turismo, più green e di target medio alto, proveniente dall'Europa ma anche dal Belpaese, che grazie alla pandemia ha potuto riscoprire questa porzione di Veneto rurale. 

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