Vaccini: convocati 60mila over80
L'Usl: "Le seconda dose entro aprile"

Giovedì 4 Marzo 2021 di Mauro Favaro
Un anziano sottoposto al vaccino anti Covid a Villorba

La prima iniezione del vaccino anti-Covid entro la fine di marzo. E la seconda prima di metà aprile. I 60mila trevigiani con più di 80 anni verranno immunizzati nel giro di un mese e mezzo. Il programma messo a punto dall’Usl della Marca (gli ospiti nelle case di riposo hanno seguito un percorso dedicato) non lascia fuori nessuno. Si arriverà fino alle 191 persone con 102 anni, nate nel 1919, gli ultimi a vivere ancora a casa. «Le persone dagli 80 a più di cent’anni avranno la prima dose entro la fine di questo mese. E la seconda entro la metà aprile – assicura Francesco Benazzi, direttore generale dell’azienda sanitaria – abbiamo la garanzia che verranno consegnati tutti i vaccini necessari per completare l’operazione e mettere in sicurezza tutti gli anziani».
IL CALENDARIO
Adesso si sta portando a termine la vaccinazione degli 80enni e degli 81enni, le persone nate nel 1941 e nel 1940. Dall’8 marzo toccherà ai cittadini con 82 e 92 anni, nati cioè nel 1939 e nel 1929. Il 15 marzo si partirà con gli 83enni, nati nel 1938. E nella stessa data si comincerà a vaccinare anche i più anziani, partendo dai 93enni, classe 1928, per poi risalire, fino appunto alla classe 1919. La tappa successiva è fissata per il 22 marzo. Da questa data verranno chiamati gli 89enni, i 90enni e i 91enni, classi 1932, 1931 e 1930. Sempre dal 22 marzo si inizierà anche con gli 84enni, classe 1937. L’ultimo giro partirà il 29 marzo, quando si andrà a completare il quadro con le iniezioni sugli anziani con 85, 86, 87 e 88 anni, classi 1936, 1935, 1934 e 1933.
LA CONVOCAZIONE
Andrà praticamente in automatico. Ogni cittadino con più di 80 anni verrà convocato direttamente dall’Usl con una lettera o un Sms con su scritto luogo, data e ora in cui presentarsi per l’iniezione. Se non sarà possibile, si contatteranno i familiari. Chi non può muoversi da casa verrà vaccinato a domicilio. Per il resto, l’azienda sanitaria fissa in partenza l’appuntamento per eseguire l’iniezione. Se necessario, la prenotazione d’ufficio può essere spostata o cancellata. A quel punto, però, è l’utente che deve farsi avanti chiamando il numero indicato nella convocazione. Anzi, l’Usl invita a farlo il più in fretta possibile per ottimizzare il numero di dosi da usare per ogni giornata. Gli appuntamenti andranno in ordine cronologico per ogni singolo anno: prima le persone nate in gennaio, poi febbraio, marzo e così via. I centri vaccinali sono sempre quattro: il Bocciodromo di Villorba per il distretto di Treviso, l’ex Foro Boario di Oderzo, il Palaingresso di Godega di Sant’Urbano per il distretto di Pieve di Soligo e il centro culturale Casa Riese a Riese Pio X per il distretto di Asolo. Da ieri si sono aggiunti anche gli ospedali, ma solo per gli over 80 che vengono ricoverati per qualche motivo: verranno tutti vaccinati contro il Covid prima delle dimissioni. Non appena aumenterà il numero di dosi a disposizione, poi, l’Usl attiverà anche altri centri vaccinali sul territorio. L’idea è di averne almeno 20 sparsi in tutta la provincia. I Comuni hanno già messo a disposizione gli spazi.

IL SIERO
Per gli anziani sono previsti esclusivamente due vaccini: Pfizer e Moderna. Il primo prevede il richiamo a 21 giorni. Il secondo, invece, a 28 giorni. Sono entrambi vaccini di nuova generazione. Contengono una molecola denominata Rna messaggero con le istruzioni per produrre una proteina presente su Sars-CoV-2, il virus responsabile di Covid-19. Così si formano gli anticorpi. Oltre alle prime risposte immunitarie, i vaccini hanno dimostrato di proteggere dal virus a partire da una o due settimane dopo la seconda dose. I vaccini non contengono il virus e non possono provocare la malattia. Il programma vaccinale per chi ha meno di 80 anni è ancora tutto legato all’effettiva disponibilità di un numero sufficiente di dosi. «Non appena arriveranno, avvieremo una campagna vaccinale a ciclo continuo, dal lunedì alla domenica, in modo costante e perpetuo fino a quando non avremo coperto tutta la popolazione» tira le fila Benazzi.
 

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