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Bollette triplicate al Calinferno, in un solo mese il gas schizza da 2mila a 10mila euro: «Così è meglio chiudere»

Mercoledì 2 Febbraio 2022 di Claudia Borsoi
Bollette salatissime al Calinferno di San Fior
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SAN FIOR - Bolletta del gas più che triplicata. Batosta per i titolari dei ristoranti e pizzerie “Calinferno” di San Fior e di Cimetta di Codognè, quest’ultimo con abbinato anche l’albergo. «Tra rincari delle bollette di gas ed energia elettrica e aumento dei prezzi delle materie prime, con pesce e carne che tra novembre e dicembre hanno registrato un rincaro del 30% – testimonia la titolare Sabrina Mariotto – in questo momento ci troviamo a vivere una situazione peggiore di quella innescata dal Covid-19 nella primavera 2020, perché non sappiamo a cosa andiamo incontro».

I CONTI
Per le due utenze del gas i fratelli Mariotto, da trent’anni al timone delle attività nel campo della ristorazione e dell’accoglienza, il 28 gennaio si sono visti recapitare una fattura da 10.215,43 euro riferita al solo mese di dicembre 2021 per 6.847 metri cubi di gas consumato. Un anno fa, dicembre 2020, la fattura era stata di 2.855,62 euro per 6.110 metri cubi. Nello specifico, il costo al metro cubo del gas, tutto compreso, è passato da 0,47 euro del dicembre 2020 agli attuali 1,49 euro. «Con i miei fratelli abbiamo avviato 33 anni fa le nostre attività – ripercorre Sabrina Mariotto che lavora nel campo della ristorazione da quando aveva vent’anni - Fortunatamente la nostra attività è solida e questo ci ha aiutato negli ultimi due anni a far fronte alla pandemia. Ma ora ci troviamo in una situazione ancora peggiore. Potremmo ritoccare i prezzi delle pizze, portando ad esempio una margherita dagli attuali 4,50 a 5 euro, ma non cambierebbe nulla alla luce dei rincari sull’energia e dell’enorme aumento dei prezzi delle materie prime. Con queste bollette, un’attività fa meglio a stare chiusa». Tra i due ristoranti “Calinferno” i metri quadrati da riscaldare, tra cucine e sale, sono circa mille. «Fino a novembre – testimonia Mariotto – abbiamo lavorato abbastanza bene, poi con dicembre c’è stato un crollo dei numeri di persone che vengono a mangiare al tavolo, sia a cena, sia a pranzo con le aziende complici i contagi da Covid. Ci siamo sempre dati da fare con l’asporto e con le consegne a domicilio, ma ci sono comunque le sale da riscaldare. Sale ampie nel nostro caso che per la pandemia si sono dimostrate un bene, ma ora il rovescio della medaglia, cioè le spese molto alte, si fa evidente. Ci troviamo così in una situazione peggiore di quando è iniziata la pandemia». Le due attività contano una ventina di lavoratori. «E nel frattempo – annota Mariotto – le rate per i finanziamenti chiesti a suo tempo vanno avanti, e bisogna pagarle. Nel nostro caso, la fortuna è che non abbiamo spese di affitto. Mi metto però nei panni di chi ha il suo bar o trattoria in affitto e si ritrova con una simile bolletta: fa meglio a rimanere chiuso».

L’ASSOCIAZIONE
Come i fratelli Mariotto, sono tanti i titolari di bar, ristoranti e pizzerie che in questi giorni devono fare i conti con bollette di luce e gas con importi lievitati. «Se si sente parlare in queste ultime settimane del caro energia, questa è la prova provata di quelli che sono gli aumenti – sottolinea Antonella Secchi direttrice di Ascom Vittorio Veneto con riferimento alla bolletta del “Calinferno” -. Il malcontento che registro tra i miei associati è crescente. O c’è a livello nazionale un provvedimento per contenere i costi, o qui non si vede il modo di far fronte a questi ulteriori disagi». Il malcontento è crescente. Tante le telefonate che Secchi sta ricevendo in questi giorni. «Neanch’io – ammette – credevo che l’aumento potesse essere così fuori misura. Per tutti, dal commercio alla ristorazione, c’è un rincaro su bollette e su materie prime, situazione che aumenta il disagio già innescato dalla pandemia tra quarantene, chiusure per Covid e calo di lavoro».
 

Ultimo aggiornamento: 3 Febbraio, 12:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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