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Baby Gang messe sotto scacco da una squadra di mediatori culturali

Sabato 2 Luglio 2022 di Chiara Dall'Armellina
Baby gang generica, ora contro i mediatori

CONEGLIANO - Contro il disagio di giovani e adulti e per contrastare il fenomeno delle baby gang arrivano una ventina di mediatori culturali. Immigrazione e integrazione sono al centro delle politiche sociali del Comune che, anche a fronte dei problemi recentemente rilevati di piccola criminalità, ha dato un'accelerata ad alcune questioni già in agenda, per lavorare sulla prevenzione. Si parte da un dato oggettivo del 2022: su un totale di 34.279 residenti, 5.933 sono stranieri: il 17,3% della popolazione; di questi 1.418 hanno un'età compresa tra 0 e 19 anni. La fascia dei minorenni è quella sulla quale punta l'azione dell'assessorato al Sociale, guidato da Gaia Maschio, presente anche al recente vertice in Prefettura sulla sicurezza e che dal momento dell'insediamento ha portato avanti una politica attenta all'inserimento dei bambini e delle loro famiglie nella comunità. Giovedì, 30 giugno, è stato approvato in giunta un contributo da 4mila euro destinato all'associazione Mondo Insieme, per un anno in via sperimentale, indirizzato a una serie di attività concordate con i Servizi sociali del Comune proprio per poter individuare, intervenire e appianare eventuali difficoltà segnalate. Nello specifico è prevista l'attivazione di uno Sportello di Mediazione Culturale nella sede dell'associazione che si trova in via Maset 1, operativo almeno due giorni la settimana, per 3 ore ogni seduta, con la presenza di mediatori culturali di tutte le etnie presenti nel territorio comunale, come si legge nel documento di approvazione. L'associazione può contare su una ventina di mediatori che hanno comprovate capacità anche come interpreti delle lingue: albanese, arabo, bosniaco, cinese, croato, francese, indiano, inglese, rumeno, russo, serbo, spagnolo e ucraino. Sono previste anche attività di mediazione culturale al di fuori dello sportello per un totale di 2 ore settimanali. Le attività svolte dovranno essere relazionate, così come gli esiti conseguiti.


L'ATTIVITA'
In concreto l'associazione utilizzerà la mediazione culturale per informare e sensibilizzare i propri interlocutori sulla legislazione italiana e sui diritti e doveri del cittadino straniero, sulle modalità di accesso ai servizi presenti sul territorio e sulle modalità più opportune per superare le difficoltà di inserimento in ambito scolastico e lavorativo ma sarà anche chiamata a realizzare attività socio-culturale e promuovere occasioni d'incontro e di confronto dialettico per contrastare il rischio di emarginazione sociale e di non pacifica convivenza tra persone di cultura differente, avvalendosi della mediazione culturale come pratica efficace, non riducibile a semplice azione di traduzione; a favorire le relazioni e dare consapevolezza delle regole, quali presupposti necessari alla buona convivenza. La scelta è ricaduta su quest'associazione perché, si legge: forte di una lunga esperienza in ambito di mediazione culturale e di una consolidata conoscenza del tessuto sociale del territorio, gestisce da molti anni lo sportello immigrati, garantendo costanti interventi di mediazione presso il Servizio Sociale professionale del Comune, all'Ulss 2 Marca Trevigiana e all'istituto La Nostra Famiglia di Conegliano.


IL MONITORAGGIO
«Lavorare per l'integrazione di bambini e famiglie per non arrivare a situazioni di reato è di fondamentale importanza, accogliendo anche le indicazioni della Lega, sottoposte dai consiglieri Tondato e Rilampa che voglio ringraziare sottolinea l'assessore Maschio - Ho già calendarizzato gli incontri con un gruppo di lavoro che si riunisce una volta al mese per monitorare la situazione ed esaminare i casi più critici, ai quali parteciperanno i mediatori culturali per gli adulti e per i minori, e gli assistenti sociali; hanno dato la loro disponibilità anche le forze dell'ordine».
 

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