Baby gang a Treviso. Una banda di minorenni aggredisce uno studente in stazione: «Dacci telefono e cuffie». Poi lo colpiscono con un coltello

C'è stata anche una rissa tra uno straniero e due ragazzi che lo hanno insultato. Uno ha lanciato una bottiglia. Tutti sono stati identificati

Domenica 11 Febbraio 2024 di Maria Elena Pattaro e Valeria Lipparini
Baby gang a Treviso. Una banda di minorenni aggredisce uno studente in stazione: «Dacci telefono e cuffie». Poi lo colpiscono con un coltello

TREVISO - Minorenne all’uscita di scuola rapinato di cuffiette, telefonino e di una collanina. Ad aggredirlo tre ragazzi, anche loro minori, che lo hanno circondato e, pare, ferito e poi derubato. L’agguato è stato compiuto nella galleria che collega il piazzale dell’autostazione a via Roma.

Erano le 13 di venerdì. Centinaia di studenti affollavano la stazione di bus e corriere per salire sul mezzo e ritornare a casa. 


LA VIOLENZA
Stando alle testimonianze di una passante e di uno studente marocchino, tre giovani di età approssimativa tra i 16 e i 17 anni hanno circondato la vittima predestinata sotto la galleria. Lui stava ascoltando la musica con il cellulare e le cuffiette. «Dammelo» gli hanno intimato. Indicando telefonino e cuffiette. E sono passati alle vie di fatto. Lo hanno aggredito e, sembra, gli hanno procurato una ferita al palmo di una mano con un coltello. Strappandogli anche la catenina che portava al collo ed era ben visibile sopra la felpa. Questa versione, riferita dai testimoni, è però al vaglio della polizia. Gli agenti della squadra mobile sono subito intervenuti sul posto e hanno sentito la vittima oltre ad alcuni coetanei che avrebbero assistito alla scena. Una passante riferisce: «Una rapina in pieno giorno e in pieno centro. Sembra che abbiano ferito alla mano il poveraccio che è stato rapinato. In pieno giorno e di fronte a centinaia di ragazzi. Possibile che non si faccia nulla?». Mentre un altro studente marocchino, che sembra conoscere gli autori della rapina, conferma: «Sì, sì, gli hanno portato via cuffiette e cellulare. Ma non avevano coltelli. Lo hanno colpito per convincerlo a mollare la roba».
È l’ennesimo episodio di una lunga serie. In azione ancora una volta squadre di bulli che agiscono in gruppo per picchiare e derubare ragazzini indifesi e spaventati. Quello che è peggio, è che si tratta sempre di minorenni. Dopo la violenza in autostazione a Castelfranco e i bulli fuori dal Riccati in attesa di possibili prede, un altro episodio in pieno centro su cui indaga la squadra mobile. Un passante butta lì una proposta: «Perchè non mettere controlli fissi e stabili all’uscita dei ragazzi da scuola? Magari potrebbero servire da deterrente». E conclude: «Bisogna arginare il fenomeno delle devianze giovanili e il bullismo è una brutta cosa. Spero che sia l’ultimo episodio del genere a Treviso».


LO SCONTRO
L’autostazione anche ieri pomeriggio è stata teatro di una scazzottata. Due ragazzini di 16 e 18 anni hanno fatto a botte con un 56enne. Ci sono voluti i carabinieri per riportare la calma. La rissa è scoppiata verso le 17.30. A innescarla sembra sia stata un’offesa dei due giovanissimi al 56enne straniero. L’uomo, sentendosi deriso, ha reagito lanciando una bottiglia. Fortunatamente ha mancato il bersaglio. Ma quel gesto ha infervorato ancora di più i due ragazzi. Ne è nata un’accesa discussione. E in pochi attimi i tre contendenti sono venuti alle mani. Sono volati pugni e spintoni. Finché i passanti non hanno chiamato le forze dell’ordine. L’arrivo delle pattuglie ha riportato la calma. Tutti e tre sono stati identificati e ora rischiano una denuncia per rissa. 
 

Ultimo aggiornamento: 12 Febbraio, 11:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA