Esche avvelenate in campagna: in fin di vita i cani della Croce Rossa

Venerdì 17 Settembre 2021
Uno dei due cani avvelenati

ODERZO - E' dura ma stanno reagendo bene alle cure Iron e Daisy, i due cani pastore australiano che sabato hanno ingerito esche avvelenate nelle campagne di via Fornase. Subito soccorsi sono stati portati in clinica veterinaria. «Iron è salvo - spiega Giovanni Rado, il volontario della Croce Rossa che sabato stava portando i cani in passeggiata - ha ancora la febbre ma può dirsi fuori pericolo. Anche Daisy è salva, per lei la ripresa è più complicata. Ma è tenace. Fondamentale la nostra preparazione e l'intervento immediato. Diversamente non si sarebbero salvati». La proprietaria dei cani, Michela Della Colletta, insieme appunto al suo compagno Giovanni Rado si sono immediatamente attivati per il ricovero delle bestiole dal veterinario. Una volta che i cani erano stati soccorsi, sono ritornati in via Fornase dove Rado ha fatto intervenire i vigili.

IL SOPRALLUOGO
Nel suo sopralluogo fra i campi ha rinvenuto ben sei bocconi avvelenati. «Tantissime volte ho liberato i cani in quella zona di campagna, dove possono correre senza pericoli e non ho mai riscontrato anomalie». Fra le varie ipotesi formulate quella dei ladri che avvelenano i cani in modo che le abitazioni rimangano prive di guardia. C'è chi ipotizza che, in previsione dell'apertura della caccia qualcuno sparga le esche contro i cacciatori. Insomma i quesiti che le persone si pongono sono i più disparati. Fatto sta che hanno rischiato di morire due cani da salvamento della Croce Rossa, per addestrarli servono oltre due anni. «Sono volontari a tutti gli effetti spiega Paola Gardin, referente regionale delle unità cinofile Croce Rossa formano l'unità insieme al loro conduttore. La morte di un cane volontario è un danno gravissimo».

LA SOLIDARIETA'
Adesso tutti in città tifano per Iron e Daisy sperando di poterli rivedere presto in azione. Intanto la polizia locale ha diramato un avviso di prestare attenzione alla zona di via Fornase e all'argine della Peressina dove sono state rinvenute le esche. Il fatto è che in città non esiste un'area per lo sgambamento e molti proprietari portano le bestiole a correre lungo gli argini, dove possono sgranchirsi senza creare intralci. 

Ultimo aggiornamento: 09:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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