Smog e multe. Vigili a caccia delle auto fuorilegge: «Sta inquinando, paghi 164 euro»

Mercoledì 15 Gennaio 2020
Vigili a caccia delle auto fuorilegge: «Sta inquinando, paghi 164 euro»
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TREVISO L'auto del pronto intervento della polizia locale si avvicina alla Ford Focus grigia: la targa, con le cifre nere su sfondo bianco, dà già l'idea che abbia parecchi anni e ancor più chilometri sulle spalle. In più è un diesel: tutto fa pensare a un'auto fuorilegge, quelle che l'ordinanza antismog vuole bloccare. «Auto sospetta», dice l'agente al volante. «Controlliamo», rilancia il capo-pattuglia. I vigili, all'altezza di porta Carlo Alberto, sul Put, affiancano la Focus guidata da una giovane, espongono la paletta dal finestrino e accendono il lampeggiante: «Accosti». La donna ubbidisce. Si ferma, porge libretto e patente e attende non molto fiduciosa. Dopo qualche secondo il verdetto: 164 euro di multa per aver violato l'ordinanza. Sono le 11,15 circa e questa è la prima multa della giornata. Ce ne sarà solo un'altra, nel pomeriggio. Il comandante Andrea Gallo, a bordo di una seconda auto che accompagna la pattuglia ufficiale, snocciola un dato: «Nel 2017 e 2018, per tutto il periodo dell'ordinanza, sono state date tre multe ogni anno. Lo scorso anno ne abbiamo staccate sei, stesso numero fatto fino a oggi», a cui si aggiungono una media di circa 150 auto controllate al giorno. La forza dei controlli dinamici.

LA SVOLTA
Gallo, a ottobre, ha suddiviso i compiti: la pattuglia del pronto intervento, quella che solitamente resta libera da consegne specifiche, ha l'incarico di controllare il rispetto dell'ordinanza. Come accaduto ieri. Gli agenti però non fanno più i canonici blocchi stradali fermando le auto a campione. Si buttano in mezzo al traffico a bordo dei loro mezzi e osservano. E noi con loro.

SULLA STRADA
Uno sta alla guida, l'altro ha in mano un piccolo tablet collegato al Portale dell'Automobilista. E con quello controlla, al volo, le targhe delle auto che incrociano. «Più che altro è una questione di esperienza - ammettono - certi mezzi balzano subito agli occhi perché sono modelli vecchi o hanno targhe visibilmente datate. In genere le fermiamo e verifichiamo se possono o meno circolare, se hanno autocertificazioni o rientrano nelle deroghe». In caso contrario, multa: «A parte i 164 euro, che non sono pochi, in tanti non si rendono conto che se in due anni si prendono due multe per non aver rispettato l'ordinanza antismog, scatta la sospensione della patente da 15 a 30 giorni». Tra i trevigiani fermati nessuno è recidivo, per loro fortuna. E in molti la scampano. Del resto, da anni, la temibile ordinanza antismog si riduce sì a paletti ristrettissimi ma un po' alla volta smussati da una rete di deroghe con le maglie sempre più larghe. Per esempio. Verso le 13 la pattuglia incrocia un'altra auto sospetta: modello vecchio e per di più diesel. In una giornata normale non ci sarebbero problemi: alle 13 l'ordinanza viene sospesa. Ma con la fase rossa no: l'emergenza smog cancella fasce orarie e giorni di tolleranza. I divieti, quelli che reggono, valgono sempre: «Fino a quando questo inquinamento non cala - spiegano i vigili - però domenica è prevista un po' di pioggia». L'auto sospetta viene fermata, scattano i controlli. Ma l'automobilista si gioca bene la sua carta: è professore in una scuola superiore della città e ha la deroga concessa a chi, per raggiungere il proprio posto di lavoro, non ha altro mezzo che la propria auto. 

IL GIALLO
Discorso diverso invece per il furgone intercettato poco prima delle 12,30. I mezzi commerciali sono le vere vittime della fase rossa: quelli diesel fino a Euro 4 si devono fermare per mezza giornata. Una tipologia diffusissima. Il furgone in questione avrebbe sicuramente dovuto restarsene in garage. Ma il vigile che sta per staccare la multa si ferma: a bordo ci sono tre persone. Per le deroghe a completamento dell'ordinanza si tratta di car-polling: più persone a bordo dello stesso mezzo. Quindi può circolare. Ma c'è un però: nessuna delle tre ha le cinture allacciate e sull'ampio sedile anteriore c'è una bambina che dovrebbe invece stare agganciata a un apposito seggiolino. Morale: magari la multa anti-inquinamento la scampa, il resto no. «Questo tipo di controlli in movimenti sono decisamente più efficaci - conclude il comandante - anche perché ci consentono di monitorare fette più ampie di territorio». Un aspetto sicuramente positivo. Ma non tutti gli automobilisti ringraziano. Ultimo aggiornamento: 15:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA