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Assolda un killer sul dark web per uccidere il rivale in amore, scoperto dall'Fbi ma assolto dai giudici: «Nessun reato»

Giovedì 22 Settembre 2022 di Giuliano Pavan
Era stato l'Fbi a segnalare che il 34enne di Vazzola aveva assoldato un killer sul dark web
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VAZZOLA - Il caso scoppiato lo scorso luglio aveva fatto sobbalzare gli inquirenti. A distanza di un paio di mesi, però, quel 34enne di Vazzola che aveva assoldato un killer sul dark web per uccidere il rivale in amore, un imprenditore coneglianese di 45 anni che vive con la donna di cui lui si era invaghito, non rischia di finire a processo. Al massimo potrebbe essere destinatario di una misura di sicurezza come la libertà vigilata se verrà stabilita la sua pericolosità sociale. Secondo la Procura, infatti, il solo accordo non è idoneo a commettere il reato. In altre parole, non c’è stato alcun seguito al pagamento dei 10mila euro per commissionare l’omicidio.

LE INDAGINI

Gli inquirenti, che avevano aperto un fascicolo denunciando il 34enne per minacce aggravate, erano stati chiari fin dall’inizio: «Affinché la Procura possa contestare il tentato omicidio, che è stata l’ipotesi investigativa iniziale - aveva affermato il procuratore Marco Martani - è necessario che si concretizzino, come dice il codice penale, atti idonei e diretti in modo non equivoco a commettere il delitto, anche se l’azione non si compie o l’evento non si verifica». Nel caso specifico, quindi, al di là del pagamento in criptovalute al sito di omicidi su commissione, dovevano essere verificati alcuni elementi come ad esempio l’effettiva possibilità che il sicario assoldato potesse compiere l’omicidio oppure la pianificazione del piano criminale, e dunque l’intenzione di portare a termine l’esecuzione o che fosse in uno stato di avanzamento tale da presumere che il delitto stesse per consumarsi. Tutte circostanze che non si sono verificate, motivo per cui l’inchiesta è destinata a finire in archivio.

LA VICENDA

A portare a galla la vicenda era stato addirittura l’Fbi che, imbattendosi nella ricerca sul dark web di un killer su commissione, aveva fatto partire la segnalazione alle autorità italiane che in breve tempo erano risalite al 34enne di Vazzola. L’uomo, utilizzando il nickname “the punisher 2020”, si era collegato sul sito “Murder for hire”, pagando un fantomatico assassino circa 10mila euro in criptovalute. Erano state proprio quelle transazioni a farlo scoprire. Finito nei guai, il 34enne aveva subito ammesso le proprie responsabilità ma si era anche subito difeso: «È stata una stupidaggine, non avrei mai dato quell’ordine e non sarei mai andato fino in fondo». Una stupidaggine che, tra l’altro, gli è costata 10mila euro. Già, perché le indagini degli inquirenti hanno anche scoperto che il sito era fasullo, e che probabilmente è proprio il 34enne a essere rimasto vittima di una truffa. Ma i responsabili del sito sono tuttora ignoti, e manca una denuncia formale in questo senso.

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