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Blitz all'alba, decapitata la banda dei bancomat: arrestati 11 giostrai in tutto il Nordest Ecco i nomi

Sabato 5 Marzo 2022 di Redazione Web
Blitz all'alba, decapitata la banda dei bancomat: 11 arresti in tutto il Nordest
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TREVISO - Assalti a bancomat e postamat, smascherata la banda che colpiva in tutto il Triveneto. I carabinieri del Nucleo investigativo di Treviso, con il coordinamento della  Procura, hanno dato avvio all'alba in varie città del Nord-Est a un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali nei confronti di 11 persone ritenute gravemente indiziate di far parte di un’associazione a delinquere dedita ad assalti a sportelli automatici di istituti di credito e uffici postali del Triveneto, attraverso l’impiego di ordigni esplosivi appositamente confezionati, ad alto potenziale. I singoli assalti hanno fruttato alla banda tra i 35mila e i 60mila euro, per un bottino complessivo di 180mila euro.  

Banda del bancomat: chi sono gli arrestati

Si tratta di 11 giostrai di nazionalità italiana, colpiti da un’ordinanza cautelare emessa il 25 febbraio scorso dal GIP del Tribunale di Treviso per il reato di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di furti aggravati presso sportelli ATM di istituti di credito e uffici postali attraverso l’utilizzo di ordigni esplosivi di fabbricazione artigianale. Per 8 indagati è stata applicata la misura della custodia cautelare in carcere mentre gli altri 3 correi sono stati destinatari della misura dell’obbligo di dimora nei comuni di rispettiva residenza.

Ecco chi sono

Ecco gli 11 giostrai pluripregiudicati, tra i 27 e i 63 anni, residenti nelle province di Treviso e Venezia. Si tratta di: Devis Cavazza, Angelo Garbin, Nicolis Garbin, Michel Cavazza, Stefano Vago, Jimmy Cavazza, Vittorio Spigolon, Silvano De Bei, Ivan Pozzobon, Antonino Ielo, Oronzo Cesare Cavallo. Ciascuno aveva un ruolo ben preciso: c'era l'artificiere che preparava le marmotte, il capo che convocava le riunioni e decideva la formazione dei commandi che agivano di volta in volta. E ancora: gli addetti alla logistica, con il compito di procurare le auto. Agli indagati vengono contestati a vario titolo ben 15 colpi, tra consumati e tentati, tra l'agosto del 2020 e il maggio del 2021, nonostante il lockdown.

Dove era il covo della banda

Dagli elementi raccolti durante le indagini sin qui compiute si può ipotizzare che l’organizzazione potesse contare su una base logistico-operativa a Mareno di Piave (Tv) per pianificare le azioni predatorie e allestire le “marmotte” esplosive (l’abitazione di due degli indagati) nonché su un garage (di pertinenza dell’abitazione di un altro correo) dove custodire la berlina di grossa cilindrata utilizzata per compiere le scorrerie esplosive.

I colpi messi a segno dalla banda del bancomat

I singoli reati: Gli indagati sono ritenuti gravemente indiziati, in concorso tra loro e a vario titolo, di 15 furti/tentati furti in danno di istituti di credito e uffici postali delle province di Treviso, Venezia, Rovigo, Pordenone, Udine e Trento, perpetrati nel periodo tra agosto 2020 e maggio 2021, soprattutto in pieno lockdown: il 5 agosto 2020 a istituto di credito di Valdobbiadene (TV); il 18 febbraio 2021 a ufficio postale di Zoppola (PN); il 4 marzo 2021 a istituti di credito di Muzzana del Turgnano (UD) e San Michele al Tagliamento (VE); il 19 aprile 2021 a istituti di credito di Porto Viro (RO) ed Eraclea (VE); il 21 aprile 2021 a istituti di credito di Novaledo (TN) e Castelnuovo (TN); il 24 aprile 2021 a ufficio postale di Bibione (VE) e istituto di credito di Pravisdomini (PN); l’8 maggio 2021 a istituto di credito di Quarto d’Altino (VE); il 12 maggio 2021 a istituti di credito di Borso del Grappa – fraz. Semonzo (TV), Valdobbiadene (TV), Pieve di Soligo (TV) e a ufficio postale di Moriago della Battaglia (TV).

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Il metodo e la fuga sull'auto di grossa cilindrata

In base ai risultati delle indagini svolte si è ipotizzato che l’associazione a delinquere si fosse specializzata nella programmatica spoliazione degli sportelli ATM mediante tipico modus operandi consistente nell’impiego di ordigni esplosivi autocostruiti contenenti polvere pirica e/o esplosivo plastico ad alto potenziale con miccia detonante per far deflagrare le casseforti, procedere al trafugamento del denaro contante ivi custodito. Si ritiene che gli indagati si spostassero ad altissima velocità dai luoghi interessati a bordo di autovettura di grossa cilindrata sulla quale venivano trasportati estintori antincendio e disturbatori di frequenze per rendere difficoltose eventuali localizzazioni o inseguimenti da parte delle pattuglie delle Forze dell’Ordine. I

Il plauso di Zaia

"Il contrasto al crimine organizzato non ammette soste e deve sempre essere condotto in modo capillare e coordinato. Per questo motivo, al nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Treviso va il mio plauso per un’operazione condotta sul territorio in modo impeccabile” commenta  il Presidente della Regione Luca Zaia sull’operazione portata a termine dai carabinieri di Treviso con cui sono state eseguite in varie località del Nordest 11 ordinanze di misure cautelari emesse nei confronti di una serie di soggetti indiziati di far parte di un’associazione a delinquere responsabile dell’assalto a sportelli automatici di istituti di credito ed uffici postali del Triveneto, utilizzando ordigni esplosivi ad alto potenziale. “L’operazione condotta oggi ha permesso di bloccare un’associazione che non si limitava ad agire in Veneto, ma in tutto il Triveneto: la lotta alla criminalità deve essere condotta senza sosta e senza confini”, conclude il Presidente.

Ultimo aggiornamento: 6 Marzo, 11:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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