Arbitra insultata dai genitori delle calciatrici, la lettera di scuse: «I cretini siamo noi»

Domenica 5 Dicembre 2021 di Laura Bon
Un'arbitra è stata insultata dai genitori presenti sugli spalti che poi si sono scusati con una lettera
4

TREVISO Dagli spalti, durante la partita di calcio del campionato femminile di Eccellenza del 14 novembre fra Treviso Women e Nuova Virtus (finita 3-4), alla direttrice di gara della sezione di Treviso, erano piovute addosso offese di ogni tipo. E non solo a proposito della qualità del suo arbitraggio, ma anche in relazione ad aspetti squisitamente umani e personali. Con riferimenti all’aspetto fisico della ragazza particolarmente pesanti. Un comportamento, quello dei tifosi, in buona parte genitori delle calciatrici, che era costato alla società trevigiana una bella multa. Per una volta, però, quegli stessi genitori che, in un primo momento, erano divenuti simbolo di un comportamento diseducativo per le loro stesse figlie, hanno ribaltato la propria posizione trasformandosi, invece, in un modello di comportamento. Per due motivi. Non solo si sono autotassati facendo una colletta e pagando la multa inflitta alla società, ma hanno anche indirizzato all’arbitra una lettera, sottoscritta da tutti, nella quale le porgono delle esplicite scuse.


IL RAVVEDIMENTO

«Siamo i genitori -scrivono- delle ragazze che giocano nella squadra del Treviso Women che lei ha arbitrato sul campo dell’impianto delle Acquette». Poi vengono subito al dunque: «Le scriviamo questa lettera per chiederle scusa (in maiuscolo, ndr) per quanto successo domenica sugli spalti». E ancora: «Lei è stata criticata e in alcuni momenti anche offesa per alcune decisioni prese nel corso della gara». E poco importa se fossero “giuste o sbagliate”. Dato che «ognuno di noi sbaglia: sbagliamo noi sul lavoro o nell’educazione dei nostri figli, le nostre figlie sbagliano in campo non realizzando facili occasioni da goal o fallendo interventi difensivi e lei può sbagliare prendendo decisioni non giuste; decisioni, tra l’altro, da prendere in pochi secondi». È sulla base di tali riflessioni che i genitori hanno rivisto il proprio comportamento e si scusano. «Ci permettiamo di darti del tu -proseguono- perché probabilmente hai l’età o poco più delle nostre figlie che erano in campo». Dopo un passaggio in cui non lasciano perdere il fatto che il comportamento dei tifosi dell’altra squadra è stato analogo proseguono: «Immaginiamo il tuo stato d’animo: fare un’attività per divertirsi, come fanno le nostre figlie ogni domenica, e sentirsi offendere, potrebbe anche far venire la voglia di smettere».


L’INVITO

Cosa che secondo gli stessi genitori non deve accadere. «Se a te piace arbitrare continua: non sei tu che devi smettere, ma siamo noi, e tutti coloro che si recano a seguire eventi sportivi, che dobbiamo imparare a rispettare la figura della direttrice o del direttore di gara che sicuramente quando sbaglia lo fa in buona fede». Ma mamme e papà si scusano anche con i genitori della direttrice di gara. «Immaginiamo -proseguono- come ci si possa sentire sapendo che la propria figlia viene offesa in occasioni che dovrebbero essere di divertimento per tutti». Una lettera che sembra sia già arrivata nelle mani della diretta interessata, ma anche della sezione arbitri di Treviso e ben oltre. Probabilmente, cogliendo nel segno. Intanto, di sicuro la società l’ha apprezzata. «Abbiamo gradito moltissimo l’intervento -dice il direttore sportivo Salvatore Ferla- e anche il fatto che i genitori si siano autotassati per pagare la multa. Ovviamente non tanto per un aspetto economico ma ideale e per l’immagine della società». Che, indubbiamente, non può che uscirne bene. Nella speranza che la lettera possa diventare un manifesto e un monito da affiggere in tutti gli stadi. Indipendentemente da categoria e sesso del direttore di gara.

 

Ultimo aggiornamento: 08:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA