Anziane morte contagiate dai figli no vax, l'appello dell'Usl: «Proteggete i vostri genitori»

Domenica 21 Novembre 2021
Terapia intensiva Covid
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TREVISO - «Vaccinatevi contro il Covid per voi ma anche per proteggere i vostri genitori e i vostri nonni». È un appello accorato quello di Francesco Benazzi, direttore generale dell’Usl della Marca. E purtroppo non è basato solo sulla teoria. Negli ospedali di Treviso e Vittorio Veneto sono morte due anziane di 89 e 93 anni contagiate dai figli no vax. La prima non si era vaccinata, la seconda sì ma non ancora con la terza dose. E ormai erano passati sei mesi dall’ultimo richiamo. Il virus è arrivato in casa proprio attraverso le persone a loro più vicine. In entrambi i casi è scoppiato un focolaio in ambito familiare. Per i figli è scattato l’isolamento. Le due signore, invece, sono state trasferite in ospedale e non hanno più fatto ritorno a casa. «Gli anziani sono i più esposti: con il passare dei mesi gli anticorpi vanno in picchiata. In caso di presenza di pluri-patologie, poi, purtroppo si può morire in seguito a un’infezione da Covid come per l’influenza – avverte il direttore generale – di certo quando in casa ci sono persone non vaccinate i rischi aumentano in modo esponenziale per tutti i familiari che hanno con loro rapporti stretti e costanti». Non è chiaro il motivo per il quale i figli delle due anziane non si erano vaccinati. Fatto sta che dalla scorsa primavera a oggi hanno avuto un sacco di occasioni. Di conseguenza è stata inevitabilmente una scelta, che ora pesa tantissimo.

VAX DAY
Con gli ultimi due decessi, la triste conta dei lutti registrati nella Marca in ormai 21 mesi di epidemia sale a 1.858. «Ieri abbiamo fatto il Vax day comunale a Fonte. E io stesso ho vaccinato tre figli di una coppia: i genitori ci hanno detto che siccome frequentano i nonni non vogliono correre rischi. È la strada da seguire – sottolinea Benazzi – in questo periodo, invece, c’è molta libertà, senza mascherine. Non ce l’ho con i no vax. Ma bisogna capire che ci si deve vaccinare e che si devono rispettare le misure di prevenzione. Lo si vede anche a livello generale. Nei cinema e nei ristoranti si entra con Green pass e mascherina. Invece nelle manifestazioni no vax ci sono migliaia di persone attaccate, senza mascherine né distanziamenti». Il Vax day di ieri nella sala consiliare del municipio di Fonte è andato bene: sono state vaccinate 300 persone, comprese 30 prime dosi. «Praticamente tutti da Fonte – spiega il direttore generale – alcuni ci hanno detto che non si sarebbero vaccinati se non fossimo andati lì. Speriamo di ripetere gli stessi numeri sabato prossimo a Refrontolo».

IL BOLLETTINO
La curva della quarta ondata oggi è sempre più evidente. Solo ieri, 20 novembre, nella Marca sono stati confermati 445 nuovi contagi. Il tasso medio provinciale è salito a 200 casi per 100mila abitanti. Raddoppiato in dieci giorni. È stato così superato il primo livello di allerta. Il distretto più colpito è quello di Treviso Nord: 232 casi per 100mila abitanti. Ci sono esattamente 2.909 trevigiani positivi in isolamento. E un terzo ha meno di 19 anni. «Questo si riflette sulle scie di contagi che si stanno vedendo negli ambiti delle scuole e dello sport – sottolineano dall’azienda sanitaria – e che da qui si espandono con focolai nelle famiglie a anche nelle aziende». L’Usl ha quasi raddoppiato la task force per il tracciamento, passando da 30 a 50 persone, anche per far fronte al taglio dei 37 operatori legati al pacchetto Arcuri. Non ci sono cluster enormi. «Vediamo al massimo il contagio di 5 o 6 persone per volta – rivela Benazzi – il punto è che i piccoli focolai sono continui».

LA SCUOLA
Sono 187 le classi delle scuole che stanno facendo i conti con casi di Covid: 58 in quarantena e 129 in monitoraggio. A conti fatti, oltre 1.000 studenti sono tornati alla didattica a distanza. Le nuove linee guida prevedono che con due casi nella stessa sezione vadano in quarantena solo gli studenti non vaccinati. Ma si guarda già oltre. «Sono indicazioni diventate già vecchie – commenta Stefano De Rui, direttore del dipartimento di Prevenzione – ci aspettiamo che arrivi il via libera alla chiusura dei plessi, per massima sicurezza, in caso di quarantene per più sezioni». Le cose vanno un po’ meglio sul fronte dei ricoveri. Ad oggi sono 74 i pazienti Covid positivi negli ospedali trevigiani. Compresi 6 in Terapia intensiva. «Non vedo una prospettiva da zona gialla proprio perché quest’ultima è legata ai ricoveri e non alle positività – conclude Benazzi – l’occupazione dei nostri settori Covid varia dal 3 al 5%. Fortunatamente c’è ancora un buon margine rispetto alla prima soglia critica del 10%». E anche sulle terze dose si stanno facendo passi in avanti: solo nelle ultime 36 ore si sono prenotati 7.300 cittadini con più di 40 anni.
 

Ultimo aggiornamento: 18:27 © RIPRODUZIONE RISERVATA