Incidente mortale a Mogliano. La convivenza appena iniziata, il lavoro e tutti i sogni di Andrea spazzati via dallo schianto

Martedì 23 Novembre 2021 di Maria Elena Pattaro
Andrea Capano, incidente mortale a Mogliano Veneto
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MOGLIANO VENETO - Il lavoro di barista ripreso a gonfie vele nell'Osteria Vivace di Lughignano dopo lo stop forzato del Covid, i progetti di futuro insieme alla sua compagna, con cui era appena andato a convivere e che adesso cerca di farsi forza nell'ora più buia: «Devo vivere anche per lui. Lo porterò sempre come me. Era una persona meravigliosa». A 35 anni, Andrea Capano stava scrivendo un capitolo felice della sua vita. Un capitolo interrotto prematuramente dal tragico incidente di domenica sera. Andrea, morto carbonizzato nella sua auto, a Zerman, era originario di Casale sul Sile. Figlio unico, si era trasferito prima a Treviso con i genitori Patrizia e Silvio e poi, da due mesi, a Mogliano con la fidanzata Giulia. Era molto conosciuto non soltanto nella Marca ma anche a Venezia per essere un ottimo barista.


Morto nell'auto in fiamme: chi era Andrea Capano

Lui quella professione se la sentiva cucita addosso. L'aveva imparata sul campo dopo gli studi di ragioneria. «Aveva capito che lavorare in un ufficio non faceva per lui - racconta l'amico Alberto Cotrona - così aveva deciso di cambiare strada e aveva fatto tanta gavetta, anche all'estero: per un periodo era stato a Londra». Aveva girato diversi locali: Ai do Draghi di campo Santa Margherita a Venezia, al Bosketto di Treviso, al Poplar di Casale per poi approdare all'Osteria Vivace, la nuova attività inaugurata a maggio a Lughignano, lungo la Greenway del Sile. «Andrea è stato il primo che abbiamo selezionato per questo nuovo progetto -racconta il titolare Manuel Moro- Era solare, affidabile. Davvero una brava persona. Dopo mille difficoltà legate al Covid siamo riusciti a coronare il nostro sogno: siamo partiti in tre e oggi siamo una grande famiglia di quasi 15 persone. Domenica ci siamo salutati come sempre, dandoci appuntamento al giovedì successivo. Stavamo pianificando il prossimo week end, le festività natalizie, il Capodanno. Chi poteva immaginare che sarebbe stata l'ultima volta. Siamo sconvolti». «Il tuo sorriso! La tua allegria! La tua disponibilità! Tanti sacrifici ma tantissime soddisfazioni e bei moneti passati assieme! La nostra squadra è distrutta e non se ne capacita» - è il ricordo postato su Facebook dal locale.

 


Un amore spezzato dalla tragedia

Tra cocktail e calici Andrea aveva trovato anche l'amore: «Ci siamo conosciuti a Venezia quattro anni fa. Lavoravamo in due locali vicini» racconta in lacrime la fidanzata Giulia Motto, 28 anni di Venezia, anche lei barista. Da un anno e mezzo la loro amicizia sia era trasformata in amore e finalmente la coppia aveva coronato un progetto di vita insieme, prendendo casa a Mogliano. «Andrea era una persona meravigliosa: mi sono innamorata della sua libertà, del suo non avere pregiudizi, della sua disponibilità» racconta, dicendo che di lui gli piaceva tutto: «l'allegria, la spensieratezza, persino quella camminata un po' strana». «Lui era la mia calma e la mia tempesta -dice tra i singhiozzi- ci siamo salutati domenica mattina, con la promessa che la sera ci saremmo presi del tempo per noi. Invece se n'è andato così». Curioso per natura e sempre informato sull'attualità, Andrea amava viaggiare: che fosse da solo, in coppia o in comitiva, con lo zaino in spalla si sentiva sempre a suo agio. «Sognava di andare alle Azzorre: era il regalo che gli avrei fatto a Natale» dice Giulia, che adesso quel viaggio dovrà farlo da sola, ma la dedica sarà per lui.


Lutto a Casale sul Sile

Il dolore per la morte di Andrea corre dalla Marca al Veneziano. Ma è Casale sul Sile la comunità più colpita, quella in cui Andrea è cresciuto, militando anche nel rugby, sport di cui è rimasto sempre grande tifoso, e per la quale da ragazzo si è sempre dato tanto da fare. «Avevamo dato vita a un'associazione culturale, il Clab (Casale Laboratorio) che organizzava incontri, cineforum, concerti -racconta l'amico Alberto- In quel periodo, ed era l'inizio degli anni Duemila, Andrea era un punto di riferimento per le iniziative. Nonostante il lavoro lo impegnasse già tanto, il tempo per la sua comunità lo trovava sempre». Una comunità colpita a lutto: «Non ci sono parole -commenta il sindaco Stefano Giuliato- Ci stringiamo al dolore della famiglia».

Ultimo aggiornamento: 24 Novembre, 11:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA