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Il memoriale Brion sarà donato al Fai: il capolavoro dell'architetto Scarpa patrimonio d'Italia

Domenica 26 Giugno 2022 di Elena Filini
Il memoriale Brion sarà donato al Fai: il capolavoro dell'architetto Scarpa patrimonio d'Italia

TREVISO - La famiglia Brion dona al Fai il Memoriale, meglio conosciuto come Tomba Brion. Il capolavoro architettonico di Carlo Scarpa, sarà consegnato al Fondo Ambientale Italiano perché ne continui l'opera di tutela e valorizzazione. La cerimonia ufficiale si terrà al Maxxi di Roma giovedì prossimo, dove Ennio Brion e Tobia Scarpa con Giovanna Melandi, presidente della Fondazione Maxxi e Marco Magnifico, presidente del Fai, illustreranno l'intero progetto. A raccontare il capolavoro di Carlo Scarpa saranno invece Margherita Guccione, direttore scientifico Grande Maxxi, e Guido Pietropoli, l'allievo di Scarpa che ne curò il completamento alla morte. Qui si ferma la cronaca, che testimonia un passaggio nodale per la tutela e il futuro di uno dei più enigmatici e amati monumenti a Nordest.


LA STORIA
È il 1969 quando Carlo Scarpa riceve da Onorina Tomasin Brion la commissione di un mausoleo, nella campagna di Altivole ai piedi di Asolo, da dedicare alla figura del marito, l'industriale Giuseppe Brion, inventore della Brionvega e tra i padri del design nel mondo dell'elettrodomestico. Scarpa proprio in quell'anno compie il suo primo viaggio in Giappone, ma la cultura del Sol Levante fa già parte della sua ispirazione. Concepisce così il complesso, che si trova in un terreno privato ma adiacente al piccolo cimitero di paese, come un giardino zen con una sala da meditazione e una cappella ispirata alla cerimonia del the. Ed insieme lo edifica sull'elemento che per la sua architettura è costitutivo: il cemento. Il giardino, nell'ispirazione scarpiana, è ricchezza ed armonia. Vuoi essere felice per sempre? Fatti un giardino ama ripetere. L'altro nutrimento di questo luogo è l'amore. Carlo costruisce un tempio moderno dove ricordo, memoria, forza del sentimento legano il mondo di Giuseppe e il presente di Onorina, che mai si risposerà. L'opera resta incompiuta. Nel 1978, infatti, Scarpa muore a Sendai dopo una caduta. Nel testamento chiede di poter essere seppellito in quella che ritiene la sua opera più grande, in un luogo discreto all'interno del complesso. Completerà Tomba Brion, sugli schizzi del maestro, Guido Pietropoli, chiamato poi nel 2021 al restauro del complesso commissionato da Ennio Brion.


Due cerchi, lo yin e lo yang, il principio maschile e quello femminile: è l'immagine più famosa di tomba Brion, quella che meglio dialoga con il verde circostante. Ed è anche l'ingresso al mausoleo costruito su pianta a L rovesciata. Oltrepassato il passaggio ci s'immette in un vestibolo che presenta una facciata asimmetrica, delimitata da due colonne: l'area dei propilei. L'altra struttura distintiva è l'arcosolium, ispirato alle sepolture degli antichi cristiani, è decorato con mosaici colorati di ispirazione bizantina. All'interno i due feretri sono ricavati da un blocco di marmo con intarsi in ebano e avorio disegnati personalmente da Scarpa. I feretri sono separati da un interstizio che solo una persona per volta può attraversare. A distanza dal luogo destinato ai coniugi ecco l'edicola pensata per ospitare le tombe dei parenti. Il tempietto è costruito nel mezzo di una vasca d'acqua in cui elementi in calcestruzzo formano dei gradini. Distaccato dalla struttura principale, si trova il padiglione della meditazione.
Dal 2018 al 2021 Ennio Brion, figlio di Giuseppe e Onorina, ha commissionato un restauro del complesso del valore di un milione di euro. Oggi Tomba Brion si propone nella sua veste migliore. Ed è proprio l'apparente contrasto tra gli elementi ad aver attratto nei decenni architetti, fotografi e star. Se Brad Pitt è stato avvistato ad Altivole durante una visita alla Biennale, questo luogo pieno di enigmi e cifre ha affascinato il regista Denis Villeneuve che intende girare qui il sequel del kolossal Dune.

Ultimo aggiornamento: 27 Giugno, 10:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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