Adriano Panatta e Anna sposi a Venezia sulle note di Morricone

Martedì 6 Ottobre 2020 di Elena Filini
Adriano Panatta e Anna Bonamigo sposi a Venezia
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Cerimonia veneziana a Ca' Farsetti per l'ex tennista e l'avvocatessa trevigiana. Poi festa in un palazzo sul Canal Grande. Per lei addio al nubilato all'Harry's Bar. Preoccupazione per le norme anti-Covid
L'EVENTO 
A Venezia, sabato mattina, nella sala degli Stucchi di Ca' Farsetti come ha sempre sognato lei. Con la famiglia e (pia illusione) senza troppi flash come desidera lui. Sarà il sì dell'autunno. Settant'anni appena compiuti lo sposo, segreto d'anagrafe per la bella sposa, la leggenda del tennis salirà lo scalone del Municipio con il cuore in gola che neanche al Roland Garros nel 1976. «Ci siamo guardati, eravamo sul divano. Non era neppure una serata particolarmente romantica. Ma ci siamo detti: dopo 5 anni di convivenza bisogna mettere la testa a posto».
MARCA GIOIOSA
Adriano Panatta, da Casanova impenitente, diventa marito ideale. Merito di Anna Bonamigo, la bella avvocatessa trevigiana per cui il campione ha lasciato Roma e la mondanità capitolina per menar vita più tranquilla nella Marca gioiosa. Fa il disinvolto, alla fin fine è pur sempre un rubacuori convertito. Ma l'occhio vigile a spiare dove lei si trovi, il tenero imbarazzo nel non voler parlare di questo amore che gli ha sconvolto gli anni della maturità sono chiari indizi di un sentimento forte. Ecco, Anna Bonamigo per Adriano Panatta è questo. Ed è per questo che sabato il campionissimo si troverà a pronunciare l'ufficiale Si lo voglio, celebrante Carlo Nordio, per la seconda volta nella propria vita. 
GLI INIZI
Adriano lo sa, e lo sa ancora di più Anna. Galeotto fu l'incontro a Cortina, seguito da due anni di viaggi tra Roma e Treviso. Poi il trasferimento. E oggi la voglia di dare a questo sentimento una patente di ufficialità. «Il regalo? Già consegnato» si limita a dire il tennista. «Anna lo sporgerà durante la cerimonia». E già parte il conto dei carati. «Ma no, una cosa bellissima ma non pacchiana, raffinata nello stile di Adriano» cinguetta lei al colmo della gioia. Se non fosse per la dieta. «Ho provato il vestito ieri, entra perfetto: sono soddisfatta ma dopo sabato basta punizioni» sentenzia. Regime libero anche venerdì sera a dirla tutta. Quando Anna, con due amiche del cuore, la cognata e la nipote, festeggerà l'addio al nubilato all'Harry's Bar. «Chissà cosa mi combineranno: ma sono felice, è uno dei locali che amo di più e mi piace l'idea di una serata di sole donne prima del grande giorno». L'unico tarlo è il Covid. «Sono molto in ansia circa le ordinanze di oggi: spero che non ci siano stravolgimenti, sarebbe un grandissimo peccato».
INVITI SELEZIONATISSIMI
A Venezia la carta degli ospiti segna 50 inviti. «Ma niente èlite, non è il mio stile - chiarisce Panatta - la famiglia e gli amici più cari. Quelli che ci sono sempre stati vicini». Cerimonia in Municipio, nella sala d'onore, e poi tutti a pranzo in un palazzo privato sul Canal Grande. Il vestito è già pronto anche per lo sposo. «Per fortuna noi maschi abbiamo poco da creare: un bel completo e così sia». Top secret invece l'abito di Anna. «Per scaramanzia non dico neanche lo stilista. Ho pensato ad una cosa che avesse un senso rispetto al luogo e al nostro tipo di matrimonio». Quello su cui non ha voluto transigere è stata la musica. «A quella tenevo un sacco - ripete - quartetto d'archi e un organo portativo». Niente Schubert o Gounod, la sposa ha scelto Morricone. Forse il celebre Gabriel's oboe? In effetti Mission sembra un commento sonoro più che calzante in questa storia. Perchè riportare il bel Adriano sulla strada della monogamia dopo anni di gossip e celebrità in catalogo (da Loredana Bertè a Serena Grandi) è stata a dir poco una missione.
 

Ultimo aggiornamento: 10 Ottobre, 12:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA