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West Nile, sei persone contagiate, quattro sono gravi: in Polesine record di zanzare infette

Venerdì 5 Agosto 2022 di Francesco Campi
West Nile, in Polesine record di zanzare infette

ROVIGO - Dall'inizio di agosto sono già due le vittime polesane del Covid, mentre continuano ad arrivare conferme di una nuova circolazione del West Nile in Polesine, con i casi di forma neuroinvasiva già saliti a quattro, cui si aggiungono due casi di febbre del Nilo, la forma meno grave. Questa, dunque, è la prima estate con la presenza simultanea dei due virus, perché già dall'estate prima dell'arrivo del Covid, nel 2019, il West Nile che fino ad allora aveva sempre fatto la propria comparsa in provincia di Rovigo nella stagione calda, aveva concesso una tregua di tre anni: dopo il 2018, quando è stato toccato l'apice storico a livello polesano, con 54 casi accertati e 6 decessi, quest'estate l'ultimo bollettino della sorveglianza nazionale, aggiornato al 2 agosto, riporta ben quattro casi di forma neuroinvasiva, la forma più grave di manifestazione del West Nile. I pazienti che hanno contratto il virus in queste forme più gravi, che come spiega l'Iss, si presentano in media in meno dell'1% delle persone infette, manifestano febbre alta, forti mal di testa, debolezza muscolare, disorientamento, tremori, disturbi alla vista, torpore, convulsioni, fino alla paralisi e al coma. Negli anziani e nelle persone debilitate, invece, la sintomatologia può essere più grave presentandosi nella forma neuroinvasiva con sintomi di meningite o encefalite, che può risultare letale. I quattro polesani con forme neuroinvasive hanno tutti più di 65 anni, la metà più di 75.

PREOCCUPAZIONE

L'attenzione è tornata alta e la scorsa settimana si è tenuto un tavolo tecnico intersettoriale per la prevenzione della West Nile promosso dalla Regione, al quale hanno partecipato i rappresentanti di tutte le Ulss, dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, dell'Anci Veneto, e del Consorzio di bonifica Adige Po e del Consorzio Bacchiglione. I casi sono infatti in netta crescita, nell'ultima settimana sono più che raddoppiati. Da giugno, inizio della sorveglianza, sono stati segnalati in tutta Italia 94 casi confermati di West Nile Virus, 55 dei quali ha manifestato sintomi neuroinvasivi. L'area più colpita è la provincia di Padova, dove solo i casi in forma neuroinvasiva sono saliti a 27, senza contare i tre morti, che ha fatto scattare un ciclo di disinfestazioni straordinarie. Per ridurre il rischio di trasmissione, infatti, la misura preventiva più efficace è quella di evitare la puntura di zanzare, visto che sono l'unico vettore di contagio. Le disinfestazioni sono state avviate già mesi fa e proseguono secondo il piano regionale, ma probabilmente anche in Polesine saranno effettuati nuovi trammenti straordinari.

ZANZARE INFETTE
La rete di sorveglianza entomologica con trappole ad anidride carbonica, in Veneto distanziate fra loro 15 chilometri, in tutta Italia ha catturato 100 gruppi di zanzare infette. Oltre un quarto proprio in provincia di Rovigo, ben 26, il numero più alto in assoluto, nelle 11 trappole che si trovano a Papozze, Ficarolo, Ceneselli, Porto Viro, Occhiobello, Badia Polesine, Villanova del Ghebbo, Rovigo, Porto Tolle, Guarda Veneta e Adria. Non solo, ma anche la sorveglianza degli uccelli selvatici, che del virus sono il serbatoio ha avuto plurimi riscontri in Polesine con una cornacchia, un corvo, un gufo, una civetta ed un cormorano trovati positivi.

CORONAVIRUS
Da un virus a l'altro, il Covid, che ieri ha fatto registrare in Polesine solo 270 nuovi contagi, continua la sua leggera ritirata, con i polesani con positività accertata in corso che scendono sotto quota 5mila, 4991. I numeri, però sono ancora consistenti e seppur i contagi settimanali rapportati alla popolazione siano scesi a 840 ogni 100mila abitanti, si tratta del valore più alto in Veneto e del quinto più alto a livello nazionale. E resta elevato anche il numero dei ricoverati: un paziente in Terapia intensiva Covid al San Luca, dove ci sono anche 13 pazienti nell'Area medica e semintensiva pneumologica, 21 sono invece nelle varie aree dell'ospedale di Rovigo, altri 4 nell'Area medica Covid dell'ospedale di Adria e uno anche nella Casa di cura Città di Rovigo. Altri quattro degenti, poi si trovano negli ospedali di comunità Covid, tre a Trecenta e uno ad Adria.

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