Il rapporto consensuale con l'ex moglie finisce in violenza: operaio condannato a 6 anni

Venerdì 13 Maggio 2022 di Francesco Campi
Operaio condannato per violenza sessuale

BADIA POLESINE - Il rapporto sessuale sarebbe iniziato consensualmente, ma poi avrebbe preso una piega sgradita. La donna avrebbe quindi chiesto di fermarsi all'ex marito dal quale si era già separata. Ma l'uomo avrebbe proseguito contro la volontà di lei e con modalità ancora più violente, stringendola al collo, colpendola sui glutei e costringendola anche a un rapporto anale non voluto. Non fermandosi di fronte alla richieste sempre più accorate della donna e senza curarsi che lei gli dicesse che le stava facendo male. E ieri, 12 maggio, per l'uomo, un ex operaio badiese sulla quarantina, è arrivata una pesante condanna a 6 anni e 5 giorni per violenza sessuale, oltre al pagamento di una provvisionale di 10mila euro immediatamente esecutivi a favore della ex moglie, che era costituita parte civile con l'avvocato Federico Donegatti.
La sentenza di primo grado, che la difesa, affidata all'avvocato Cristina Zangerolami provvederà a impugnare, non fosse altro perché la pena è risultata persino superiore a quella di 4 anni e 2 mesi chiesta dal pm Valeria Motta, è stata pronunciata ieri dal Collegio del Tribunale di Rovigo a conclusione di un processo delicato e pesante.

Il fatto risale ad agosto 2019 e, inizialmente, la Procura aveva proposto l'archiviazione della denuncia della donna che con il suo avvocato si è però opposta. E l'opposizione, anche per l'ampia documentazione medica presentata, è stata accolta dal giudice per le indagini preliminari Raffaele Belvederi; è stato poi il giudice per le udienze preliminari Pietro Mondaini a rinviare a giudizio l'uomo, che, fra l'altro, nel 2015 è stato condannato a 3 anni e 2 mesi per maltrattamenti in famiglia per le percosse nei confronti di una figlia, di nascosto dalla madre.
L'uomo, in aula si è presentato con un accompagnatore, spiegando di essere affetto dal 2018 da una malattia neurodegenerativa per la quale ha l'invalidità civile e che gli renderebbe pressoché impossibile azioni di forza tali da fare del male a chicchessia, meno che mai alla propria ex moglie. Secondo quanto ha detto ieri quando è stata ascoltata la sua versione, non negando il rapporto sessuale, l'ex moglie lo avrebbe accusato di violenza sessuale per una sorta di ripicca perché lui non aveva accettato di tornare insieme a lei. La donna, che non ha mai nascosto che il rapporto, a casa dell'ex marito, fosse iniziato in modo consensuale, ha invece sostenuto che questo si era poi trasformato in una vera e propria violenza sessuale perché l'ex marito non si era fermato quando lei aveva detto di smettere. Al momento della lettura della sentenza, la donna è scoppiata in pianto.
Soddisfatto l'avvocato Donegatti: «La pena applicata è perfino superiore a quella richiesta dal pm. La cliente era disperata dopo la richiesta di archiviazione. La sua deposizione è stata ritenuta lineare, coerente e priva di contraddizioni».
 

Ultimo aggiornamento: 14 Maggio, 09:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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