«L'ospedale è senza porte, molti ancora senza un tampone, noi infermieri abbiamo paura»

Domenica 29 Marzo 2020
TRECENTA - Dicono che la pandemia da Covid-19 ci ha colto impreparati. Non è vero. Noi infermieri siamo preparati e siamo in grado di affrontare queste situazioni se abbiamo i materiali e le attrezzature, i Dpi (Dispositivi di prevenzione individuale, ndr) corretti e consegnati puntualmente». Inizia così la lettera di un infermiere a Il Gazzettino e che critica quanto svolto fin qui dalle autorità sanitarie durante l’emergenza Coronavirus. «Noi infermieri seguiamo corsi di aggiornamento regolarmente. Magari non tutti lavoriamo in malattie infettive o in rianimazione o in prima linea, ma è un po’ come andare in bicicletta: sappiamo come vestirci in caso di emergenza, se abbiamo i kit appositi. Purtroppo lavoriamo in una sanità che rimanda anche il non rimandabile, con le idee poco chiare sul da farsi. La popolazione non vive l’interno dell’ospedale».
ANCHE NOI ABBIAMO PAURA «Amiamo il nostro lavoro, ma anche noi abbiamo paura. Anche noi siamo esseri umani e non siamo solo un numero di una matricola sulla divisa. L’ansia di non sapere come e dove finirai quando comincia un’emergenza. Manca un po’ di organizzazione. Volete dirmi che è stata un’emergenza così incontrollata nella nostra provincia? Che nella nostra Ulss non c’era il tempo di attrezzare l’ospedale di Trecenta in ospedale Covid con più calma?». Dalla lettera emergono poi dettagli in riferimento a quanto dichiarato dal direttore generale Antonio Compostella: «Nel bollettino di domenica 22 marzo ha dichiarato che l’ospedale di Trecenta era in regola con i criteri di sicurezza. Vorrei chiedere alla popolazione che ha avuto accesso all’ospedale di Trecenta nei giorni scorsi se ha mai visto un cartello di divieto all’accesso per passaggio Covid. Se un paziente entrava dal Pronto Soccorso o dall’entrata principale poteva accedere tranquillamente a tutti i piani dell’ospedale, prendendo un qualsiasi ascensore o via d’accesso. Non voglio fare allarmismo, ma diciamo le cose come stanno e cerchiamo di farle come si deve. A oggi ci sono ancora colleghi che stanno aspettando il loro turno per eseguire il tampone».

CONTROLLI AL PERSONALE E ancora in merito ai controlli del personale dell’ultima settimana: «Il direttore Compostella ha dichiarato, nel bollettino del 26 marzo, che negli 870 tamponi effettuati rientrano anche gli amministrativi, dipendenti che non sono a stretto contatto con la popolazione. Ci rendiamo conto? Ma con quale criterio vengono preparate le liste d’attesa per il tampone?». E ancora si legge dalla lettera: «Sette pazienti sono stati trasferiti in reparto Covid che fortunatamente era ancora vuoto. Un colpo di fortuna per questi pazienti. Tanta pubblicità a questa macchina per la lettura dei tamponi testata a tempo di record dal laboratorio dell’ospedale di Trecenta che alla fine dei conti si è rivelata un flop. Prima che un macchinario sia attendibile devono essere seguiti dei protocolli specifici di controlli incrociati per dichiarare il referto veritiero. Sono stati fatti anche questi a tempo di record? O davvero è un errore di rilevazione dei tamponi? Tradotto: il personale che si è dedicato con sacrificio a prelevare tutti questi campioni ha sbagliato? Ma la popolazione non vive l’interno dell’ospedale. Non può sapere la delusione del dipendente nell’ascoltare le varie dichiarazioni dei bollettini». Dalle righe finali della lettera uno spiraglio di luce: «Concludendo vorrei vedere il lato positivo di tutto questo periodo: anche se le scelte difficili della nostra amministrazione non ci hanno aiutato a lavorare nel migliore dei modi, noi ce la stiamo mettendo tutta, come sempre. E tutto andrà bene: ci vorrà il tempo necessario come in tutte le situazioni, ma ce la faremo. Pazienza e costanza!».
Ultimo aggiornamento: 14:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA