Il sindaco Gaffeo erede della cattedra di Draghi, plaude al suo incarico

Sabato 6 Febbraio 2021 di Elisa Barion
SINDACO DI ROVIGO Edoardo Gaffeo siede sulla stessa cattedra che fu di Mario Draghi a Trento

ROVIGO - Un economista “prestato” alla politica dal quale buona parte della classe politica locale si aspetta grandi cose e, per questo, nutre grande fiducia. Nelle ore in cui l’ex presidente della Banca centrale europea Mario Draghi sta svolgendo le consultazioni per formare un nuovo governo, scorrendo il suo curriculum, un cursus honorum a dir poco mostruoso, una delle innumerevoli esperienze che balza agli occhi sono tre anni di insegnamento, dal 1975 al 1978, come professore incaricato di Politica economica e finanziaria all’università di Trento. Perché anche il sindaco di Rovigo, Edoardo Gaffeo, è docente dello stesso ateneo e, più precisamente, professore associato di Economia politica dal 2010.


COLLEGHI
«Tecnicamente sì, è un collega» ammette il primo cittadino che, fin dalle prime battute al telefono, dimostra di conoscere a fondo il curriculum vitae del presidente del Consiglio dei ministri in divenire. «Ma è stato anche soprattutto docente a Venezia e Padova – continua infatti Gaffeo –, poi direttore generale del Ministero del Tesoro e governatore della Banca d’Italia oltre che presidente della Bce».

Una figura, quella di Mario Draghi, che il sindaco valuta più che positivamente: «È un profilo elevatissimo - dice - il migliore dal punto di vista tecnico che l’Italia possa avere. Si sa che un governo tecnico fine a se stesso può avere dei limiti, abbiamo visto cosa è successo con Monti benché in quel momento fosse una soluzione assolutamente necessaria. Ma spero che ci sia la possibilità di arrivare a una soluzione positiva con Draghi perché la situazione del Paese in questo momento è complicatissima. C’è un piano vaccinale che deve partire e non si sa bene come, i ristori faticano ad arrivare. Insomma, non era il momento migliore per far cadere un governo».
APPELLO AI PARTITI
La politica, invece, deve fare una passo indietro per farne due avanti: «Bisogna che la politica – precisa Gaffeo - gli dia una mano perché Draghi da solo non riuscirà a risolvere tutti i problemi sul tavolo. Facendo qualcuno un passo indietro, Draghi farà un ottimo lavoro». Anche l’ex sindaco di Forza Italia Paolo Avezzù guarda con grande fiducia alla figura di Draghi: «Personalmente sono super-favorevole» afferma senza mezzi termini e sulla stessa linea si attesta anche il segretario provinciale del Partito democratico Angelo Zanellato, che puntualizza: «Credo che sia sicuramente il miglior uomo, la miglior carta fuori dalla politica che Mattarella si potesse giocare anche se, secondo me, Draghi non è completamente avulso dalla politica. Non è un politico nel senso che non è un tesserato e non è dirigente di partito, ma la politica la conosce bene. Nella formazione del Governo userà sicuramente un certo “naso politico”. Personalmente, auspico che riesca a prendere in mano il Piano per l’Europa già fatto, lo corregga e lo migliori come una persona del suo spessore può sicuramente fare, trovandosi tra l’altro in una posizione in cui qualche mediazione in meno la può tenere. Inoltre, spero che si vedano quei fondi del Mes da utilizzare subito. Di certo, la politica non ne esce bene da questa vicenda, né il centrodestra né il centrosinistra, perché l’attuale classe dirigente non è stata in grado di trovare le giuste mediazioni. Spero che le forze politiche, che oggi sono tutte condizionate da sondaggi, eventi e popolarità, cambino il modo di pensare e guardino alle cose da fare, mettendo insieme progetti e programmi anche con sensibilità diverse».
L’ASSESSORE REGIONALE
Di poche parole è, invece, l’assessore regionale della Lega Cristiano Corazzari, che non si sbilancia in valutazioni personali sulla figura di Mario Draghi. Del resto, la Lega in questo momento appare combattuta fra diverse anime: fra chi come il vicesegretario Giancarlo Giorgetti, ma pare anche il presidente del Veneto Luca Zaia, è pronto a una apertura di credito e chi, come il numero uno di via Bellerio Matteo Salvini, non nasconde qualche riserva. «La linea della Lega la detta Salvini – taglia corto l’assessore Corazzari - Io spero solo che venga messa al centro delle discussioni l’autonomia che non è stata mai accantonata. Su Draghi non faccio ulteriori commenti».
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Ultimo aggiornamento: 08:26 © RIPRODUZIONE RISERVATA