​Giochi falsi, indagine europea della finanza tocca anche Lendinara

La maxi operazione internazionale ha scoperto fra le vittime anche un'azienda altopolesana

Giovedì 29 Settembre 2022 di Francesco Campi
Giochi contraffatti sequestrati dalla guardia di finanza

ROVIGO - Anche Lendinara compare nella maxi operazione internazionale contro il commercio di prodotti contraffatti, una delle più grandi mai realizzate a livello europeo, illustrata dai ministri francesi dell'Economia e dei Conti pubblici della Francia, Bruno Le Maire e Gabriel Attal, avviata e coordinata, tra dicembre 2020 e settembre 2022, dalla Dogana francese che con la collaborazione dell'Europol di Spagna, Francia, Italia, Germania, Polonia, Regno unito e Repubblica Ceca, che ha portato al sequestro di circa 16,7 milioni di articoli contraffatti, principalmente giocattoli, ma anche figurine, miniature, bigiotteria, tatuaggi, palloncini, piatti e bicchieri, raccoglitori, con personaggi e marchi falsificati di cartoni animati, manga, film e serie di supereroi, fantascienza, magia o fantasy, giochi multiplayer online. Per intendersi, dai Pokemon a Mario Bros, da Winnie the Pooh a Naruto, da Among Us a Paw Patrol, fino a Harry Potter. In Italia ad attivarsi nell'ambito dell'operazione internazionale è stato il Nucleo speciale Beni e servizi, sotto l'egida del comando generale della Guardia di finanza, che ha inoltrato segnalazioni operative qualificate ai Reparti territoriali.

E fra le Fiamme gialle che hanno sequestrato parte dei complessivi 1,5 milioni di articoli in Italia, ci sono i finanzieri della Tenenza di Lendinara, insieme a quelli dei Gruppi di Novara e Rieti e della Tenenza di Castel San Giovanni. Il sequestro è avvenuto proprio a Lendinara, a luglio, nel deposito di un'azienda che risulterebbe essere stata vittima inconsapevole del passaggio di questi prodotti contraffatti. In tutto circa 6.800 articoli con marchi Disney e Pokemon, oltre a giochi per la Playstation, che risultavano taroccati. Il titolare dell'azienda con sede a Lendinara, italiano, sembra essere risultato lui stesso vittima di questo flusso internazionale di prodotti, tanto che a suo carico non è stata formulata alcuna accusa. La stragrande maggioranza dei prodotti, spiega la Dogana francese, proveniva dalla Cina ed è stata messa in vendita da fornitori cinesi, la maggior parte dei quali senza una reale sede legale, ma scatole vuote con triangolazioni oggetto ancora di indagini. Più di quindici titolari dei diritti di proprietà intellettuale su questi prodotti sono vittime di questo traffico e hanno subito danni finanziari, ma anche di immagine a causa della vendita di queste copie illegali, spesso di scarsa qualità. Altre vittime, le migliaia di acquirenti online.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

PIEMME

CONCESSIONARIA DI PUBBLICITÁ

www.piemmeonline.it
Per la pubblicità su questo sito, contattaci