Alla ripresa delle lezioni tante assenze di studenti e docenti, torna lo spettro della Dad

Mercoledì 12 Gennaio 2022 di Elisa Barion
Alla ripresa delle lezioni tante assenze di studenti e docenti, torna lo spettro della Dad

ROVIGO - Didattica a distanza, ma solo «per quanto possibile» perché le scuole, a causa della «notevole mancanza di personale docente», non sono in grado di garantirla. È questa, più o meno, la comunicazione che diversi istituti scolastici hanno recapitato, tramite il registro elettronico, a tanti genitori e studenti alla vigilia della ripresa delle lezioni dopo la pausa per le festività natalizie. Del resto i numeri dei contagi da Covid 19 in queste ultime settimane sono praticamente volati e tanti sono i docenti, gli alunni e i collaboratori scolastici che non sono rientrati in classe proprio per via della loro positività al virus. Questo, aggiunto alla previsione di ulteriori contagi che potrebbero decimare le presenze in aula, ha fatto sì che alcune scuole si siano preoccupate di avvertire gli studenti e le loro famiglie in anticipo rispetto al rientro sulle difficoltà di organizzare la Dad.

AVVISI ALLE FAMIGLIE

Così ha fatto, per esempio, l’istituto comprensivo Rovigo 1 che già venerdì, attraverso una comunicazione firmata dalla dirigente Maria Rita Pasqualin, ha fatto sapere: «Vista la notevole mancanza di personale docente, si comunica che non si è in grado di garantire la didattica a distanza. Si prega di controllare la bacheca del registro elettronico per gli aggiornamenti che verranno comunicati di giorno in giorno». Una comunicazione alla quale, a stretto giro, ha fatto seguito una ulteriore informativa: «A partire da lunedì 10 per gli alunni che hanno comunicato la positività o la quarantena sarà attivata la Dad per quanto possibile. Per eventuali ulteriori comunicazioni e/o richieste si prega di inviare una mail specificando nome, cognome, ordine di scuola, classe e sezione frequentata o disco per la scuola dell’infanzia indicando data di inizio della positività o della quarantena».
Il Rovigo 1, però, non è il solo ad aver messo le mani avanti per via delle difficoltà di organizzare la Dad legate alla mancanza di personale. A quanto pare ci sono delle scuole che la didattica a distanza non l’hanno attivata o perché fino a questo momento non ne hanno avuto bisogno, o perché dovrebbero fare i conti con degli ostacoli tecnici non facilmente superabili come pare accada al liceo Celio-Roccati, anche se non si hanno conferme non riuscendo a rintracciare la dirigente.

ULTIMA SPIAGGIA

Un’altra è l’istituto Viola-Marchesini guidato dalla dirigente Isabella sgarbi, titolare anche della dirigenza dell’istituto comprensivo di Stienta, che sulla Dad spiega: «Abbiamo avuto un incontro con la direttrice dell’Ufficio scolastico regionale Carmela Palumbo che ci ha dato delle indicazioni generali da tenere come sistema scolastico veneto. Certo, la gestione non è semplice. In linea generale, però, la Dad è l’ultima spiaggia che attiviamo con 3 casi di positività nella classe. Perché, invece, speriamo che i ragazzi siano vaccinati e vengano a scuola. Per ora i non vaccinati e non immuni al Covid che sono a casa non sono tantissimi. Per la scuola superiore abbiamo un 75% di vaccinati, il problema è più che altro per la secondaria di primo grado. A ogni modo, lo scopo è quello di non mettere i ragazzi in Dad che rappresenta il disastro assoluto. La ratio, piuttosto, è di cercare di essere in presenza e fare in modo che i ragazzi si vaccinino. Del resto la Dad doveva essere un sistema emergenziale eccezionale, invece sono tre anni ormai che viaggiamo così. I mezzi tecnici ci possono essere, ma non è la stessa cosa delle lezioni in presenza. Laddove possibile, mettendosi la mano sul cuore, la vaccinazione è e resta lo strumento principale per andare avanti».
A livello di numeri, di 74 classi superiori, Sgarbi fa sapere di averne solo una che da oggi avrà il doppio regime, per via di altre due positività tra i ragazzi. «Al primo ciclo - conclude - non ho alcuna classe, per fortuna, grazie alla mascherina che è una grandissima protezione».

TRE CLASSI A CASA

Chi si è organizzato per tempo cercando di superare i problemi tecnici e tecnologici in vista della Dad è Fabio Cusin, dirigente dell’Istituto comprensivo Rovigo 3. «Durante la pausa natalizia abbiamo dato una ripulita ai nostri sistemi informatici ed eliminato le connessioni non indispensabili, in modo che le linee possano concentrarsi sui collegamenti con le famiglie. Il problema è che attualmente ci sono 20 docenti su 130 a casa, un numero considerevole che però non ci crea difficoltà, riusciamo a gestire le mancanze con le ore a disposizione degli altri insegnanti. Però se dovesse peggiorare, non saprei come fare. Tra i ragazzi, gli assenti sono 150. Noi aderiamo alle richieste di Dad quando ci arrivano. Ma la cosa che più mi preoccupa è il possibile diffondersi dei contagi, visto che in due giorni ho già messo a casa tre classi».
 

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