Il ct Quesada: «Club cuore del movimento di rugby in Italia».
«Il modello misto fra campionato e franchige può funzionare»

Lunedì 13 Maggio 2024 di Ivan Malfatto
Gonzalo Quesada, a sinistra, in tribuna al Battaglini per Rovigo-Petrarca con il presidente Fir Innocenti e German Fernandez

«I club di rugby nei paesi latini come l’Italia sono il cuore del movimento.

Il modello misto fra campionato e franchigie professionistiche può funzionare bene per entrambi, come è successo in Argentina con i Jaguares».

È un Gonzalo Quesada disponibile, elegante anche in maniche di camicia, che dice come sempre cose intelligenti quello che è seduto per la prima volta (era ora dopo 7 mesi in Italia) in tribuna al “Battaglini” a godersi la semifinale vinta dal Petrarca 24-22 sul Rovigo. Questa è la sintesi del suo pensiero sul campionato di serie A Elite. Da cui la sua Nazionale non prende giocatori, ma che è ritenuto tassello importante nelle strategie della Federazione italiana rugby. Un tassello però particolarmente conflittuale e che i presidenti dei clu8b ritengono trascurato.

MODELLO POSSIBILE

«Per me una partita come questa - dice il ct dell’Italia - è un ritorno a un’esperienza già fatta in Argentina e Francia, dove i club sono il cuore del movimento come qui. Sono i club che portano i ragazzi al rugby. Il modello di sviluppo italiano oggi è simile a quello che c’era al mio Paese con i Jaguares: due franchigie professionistiche (Benetton e Zebre) e sotto il campionato con un livello lontano da quello internazionale, ma sicuramente più alto qui che in Argentina. Va trovato un equilibrio nello sviluppo di questi due livelli rugbistici e io credo che sia possibile. È un modello che può funzionare per entrambi. L’ho visto in Argentina, dove i club dicevano che l’avvento dei Jaguares li avrebbe penalizzati, o fatti morire. Invece li ha fatti crescere. Ha portato tanti ragazzi a giocare e vedere come modello, orgoglio e punto d’arrivo sia la maglia del club, che quella della franchigia professionale».

A QUANDO LA PROSSIMA?

Speriamo succeda davvero anche in Italia. Con la competenza di Quesada a dare un contributo decisivo. Insieme a quella di German Fernadez, direttore dell’alto livello, accanto a lui in tribuna con l’intero stato maggiore della Fir. E come primo passo dal prossimo campionato speriamo di vedere il ct più spesso in tribuna in serie A Elite e nei club, a insegnare loro come crescere. A Rovigo sarà di certo il benvenuto.
 

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