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Teatro Sociale nel dramma: è penultimo nella classifica annuale del Ministero

Sabato 13 Agosto 2022 di Sofia Teresa Bisi
Uno spettacolo al Teatro Sociale di Rovigo
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ROVIGO - Il Teatro Sociale di Rovigo prende 13 punti, su 35, e si piazza penultimo in Italia tra i 26 teatri di tradizione nazionali. Precede solo Sassari. È quanto si legge nel rapporto annuale curato dalla commissione ministeriale per valutare la qualità delle attività teatrali realizzate grazie ai finanziamenti statali e reso pubblico all’inizio di questo mese. Gestione, proposte e attività vengono valutate attraverso 13 indicatori, con un voto compreso tra 1 e 7: Rovigo ottiene il voto 1 in Organizzazione di corsi e concerti, Multidisciplinarità dei progetti, Apertura continuativa delle strutture gestite, Continuità del progetto e affidabilità gestionale. Su Strategie di comunicazione il Teatro Sociale si aggiudica 1 su 2. 1 su 3 è la valutazione per Qualità della direzione artistica; seguono Qualità del personale e degli artisti ospitati (1 su 3), Qualità artistica del progetto (2,5 su 7), Innovatività e rischio culturale (1 su 7), Interventi di promozione ed educazione presso il pubblico anche attraverso rapporti con scuole e università (2 su 5), Integrazione con strutture e attività del sistema culturale (0,5 su 2), Sviluppo, creazione e partecipazione a reti nazionali e internazionali (0 su1).

L’ATTACCO

«I punteggi attribuiti ai teatri italiani – le parole della consigliera Valentina Noce – sono consultabili sul sito www.spettacolodalvivo.beniculturali.it e rappresentano un riconoscimento di vitale importanza perché da essi dipende anche la quantificazione del contributo che arriverà dallo Stato per i prossimi tre anni. Il Teatro Sociale mai prima d’ora si era ritrovato tra gli ultimi della classe, a patire il contributo ormai esiguo che consegue alla qualità artistica valutata. Balzano agli occhi i risultati della Fondazione Haydn di Bolzano e Trento con 26 punti e la Fondazione Teatri di Piacenza che con 22 punti, è aumentata di ben dieci punti rispetto alla precedente triennalità. Vengono premiate, in particolare, la qualità professionale del direttore artistico, del personale artistico e degli artisti ospitati, l’innovatività dei progetti e l’assunzione del rischio culturale, la strategia di comunicazione, l’integrazione con enti, strutture e attività del sistema culturale, lo sviluppo e la partecipazione a reti nazionali e internazionali, voci in cui il Teatro Sociale quasi del tutto scompare. La valutazione ministeriale fotografa a Rovigo una gestione che non ha tenuto conto della tradizione artistica del teatro; non ha saputo mantenere le relazioni con altre realtà nazionali; ha privilegiato giri di comodo, per lo più locali, senza considerare il valore di progetti di qualità che richiedono, appunto, scelte di coraggio».

AMAREZZA

«Ovviamente sono dispiaciuto: - il commento dell’assessore Roberto Tovo - il Teatro ha fatto una programmazione artistica durante e post Covid, con scelte che evidentemente non sono state apprezzate dal Ministero. Confidavo in un giudizio migliore e alcuni indicatori bassi e soggettivi mi lasciano perplesso. Ma non serve recriminare, le valutazioni ministeriali vanno accettate e si sta già riflettendo su come reagire per migliorare la prestazione complessiva». Per oggi il direttore artistico del teatro, Luigi Puxeddu, non riesce a intervenire sulla questione, che potrebbe essere letta a diversi livelli e soffrire di qualche falla burocratica, ma il dato disponibile parla abbastanza chiaramente: il quadro emerso è peggiorativo rispetto alla verifica precedente, quando il Sociale è stato valutato ancora 13 ma su 30, non 35. La certezza è che i fondi arriveranno anche questa volta, ma l’amarezza rimane. 

Ultimo aggiornamento: 09:26 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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