Turismo lento, il Delta del Po "mappato" nella rete Gps dei cammini

Lunedì 28 Novembre 2022 di Enrico Garbin
Escursionisti sulla passerella del Giardino Botanico di Porto Caleri

ROSOLINA - Nuovi itinerari per il turismo nel Delta del Po. Con l’arrivo sulla passerella del Giardino botanico, giusto in tempo per ammirare il tramonto sulla laguna di Caleri, si è conclusa nei giorni scorsi l’iniziativa con cui la cooperativa di servizi Aqua ha tracciato il primo “Cammino del Delta”. Una mappatura del territorio che si è svolta in tre tappe a cadenza settimanale ed è stata accompagnata da un successo crescente: dai 18 partecipanti che hanno attraversato l’isola della Donzella ai 28 che hanno seguito il corso del Po di Maistra e la laguna di Vallona fino a Porto Levante, per arrivare ai 35 che hanno percorso la via delle Valli, l’argine destro dell’Adige, scendendo per Rosolina Mare fino appunto al Giardino Botanico. «Lo scopo è stato proporre, e al tempo stesso fissare, i riferimenti del percorso per i futuri fruitori, un vero cammino nel Delta del Po -spiega Dario Fabbri, guida turistica che ha coordinato il progetto- abbiamo colmato una lacuna visto che in questi anni i cammini stanno riscuotendo un grande interesse ma, tra Ravenna e Venezia come a est del lago di Garda, non c’è nulla di tracciato. Nel Parco del Delta del Po, inoltre, la forma di visitazione ideale è proprio quella lenta ma, finora, si è sempre camminato poco». 

Per una volta, è il Veneto a fare scuola: l’idea di un Cammino del Delta nasce qui e per ora si snoda tra le foci del Po di Tolle e Rosolina Mare, ma l’idea è di allungare il tracciato anche sul versante emiliano dove si sono già alzate le antenne nei confronti della nuova opportunità. 


ESCURSIONISTI 
A dimostrarsi interessati sono stati camminatori provenienti dalle province di Rovigo, Padova, Ferrara, Vicenza e Venezia, molti arrivati qui per la prima volta ed entusiasti del Delta. «I punti di forza del Cammino del Delta sono almeno due - continua Fabbri -. In primo luogo non c’è praticamente dislivello, cosa che anche con tappe mediamente più lunghe del normale, lo rende alla portata di tutti. Oppure, può essere visto come una sorta di palestra prima di affrontare cammini più impegnativi. Poi, diventa complementare con i cammini montani, visto che è sconsigliato d’estate ma praticabile d’inverno. Grazie ai dati gps raccolti durante questo cammino di tracciamento, presto potremo inserirlo nell’apposito circuito e farne nel tempo un punto di riferimento per i camminanti».
Una prospettiva, questa, che richiede un salto di qualità da parte di istituzioni e operatori del settore turistico e dell’accoglienza: una volta lanciato, il cammino richiederà che servizi come punti di ristoro, la ricettività o il traghetto tra Porto Levante e Albarella, siano attivi tutto l’anno. E ancora che ci sia un’adeguata manutenzione dei percorsi, la posa di segnaletica e pannelli informativi.

Ultimo aggiornamento: 17:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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