Veneto zona arancione. Deserto a Rosolina, nessuno utilizza le seconde case

Mercoledì 20 Gennaio 2021 di Enrico Garbin
Veneto zona arancione. Deserto a Rosolina, nessuno utilizza le seconde case
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ROSOLINA - La possibilità di raggiungere le seconde case non sta vivacizzando Rosolina Mare. Mai come in questo periodo, anzi, la località turistica sembra poco frequentata. Eppure, anche se dopo un po' di confusione iniziale, le nuove normative consentirebbero di raggiungere le seconde case o di attivare affitti più lunghi di una semplice toccata e fuga, con l'unica limitazione di queste possibilità al nucleo famigliare. Per chi pensa che scendere al mare o praticare sport nella pineta in pieno inverno non rappresenti una grande attrattiva, bisogna ricordare che per la prima volta nella sua storia, a metà novembre era stato necessario istituire una zona pedonale lungo viale dei Pini per accogliere in sicurezza i pendolari del weekend e regolare l'accesso agli esercizi aperti.


TROPPE INCERTEZZE

«Non potrebbe essere diversamente - afferma Nicola Brugiolo, presidente dell'associazione Amare Rosolina - la collocazione in fascia arancione impedisce l'attività agli operatori che negli ultimi anni hanno tenuto aperto tutto l'anno per offrire un minimo di servizi a chi viene a Rosolina Mare. È vero che bar e ristoranti potrebbero lavorare con l'asporto, ma con quali garanzie? Fino a un anno fa eravamo ottimisti sul processo di destagionalizzazione, ma è evidente che se non possiamo offrire dei servizi, anche chi ha una seconda casa non è invogliato a venirci a soggiornare. La speranza è che la situazione sanitaria possa migliorare e che si possa ripartire in sicurezza a Pasqua. Nel frattempo, le istituzioni dovrebbero tener conto della situazione che continua a vivere il settore ristorazione e aiutarci a rimetterci in piedi».


SCARSI BENEFICI

Che il via libera all'accesso alle seconde case non sia un toccasana, lo conferma la sostanziale stasi delle compravendite e delle richieste di affitti. I mesi invernali sono quelli in cui si realizzano il grosso delle operazioni per avere la possibilità di scegliere le soluzioni più confacenti alle esigenze di ognuno. In questo momento, pur se c'è l'interesse, la gente temporeggia. «Stiamo pensando di non aprire l'ufficio e lavorare solo su appuntamento - spiega Federico Avanti dell'agenzia immobiliare Teorema - chi intende acquistare una casa non si accontenta di documentazione, piantine e foto, la vuole vedere. A meno non sia residente a Rosolina, non può spostarsi dal suo comune. Per gli affitti, a parte i rinnovi dei clienti abituali italiani, abbiamo poche richieste da parte degli stranieri e c'è tutta una fascia di nuovi richiedenti che aspetta maggiori certezze, sia sulla riapertura che per valutare dal vivo le soluzioni. La sensazione è che anche quest'anno non riusciremo a riportare a Rosolina Mare gli stranieri, che rappresentavano il 50% delle presenze per gli affitti, e se riusciremo a recuperare qualcosa sarà solo grazie al mercato italiano. Già l'anno scorso i turisti interni si sono dimostrati più inclini a premiare le nostre spiagge grazie agli ampi spazi, alla natura e alla sensazione di sicurezza che siamo riusciti a suscitare. La chiusura fino al 3 marzo paralizza la nostra attività, ma confido che le tante richieste di informazione e preventivi si trasformino in prenotazioni nei prossimi mesi non appena ci saranno maggiori certezze sugli spostamenti e sul modo in cui sarà possibile effettuare le vacanze».


Anche se al momento non sembra che Rosolina Mare si stia riempiendo, l'invito del sindaco Franco Vitale è di fare buon uso delle concessioni previste dalle nuove normative. «Spero ci sia responsabilità da parte di tutti. Nessuno impedirà ai proprietari di scendere nelle seconde case, ma auspico che la possibilità venga utilizzata solo per effettive necessità o urgenze. Tutti stiamo facendo sacrifici e spero che venga compresa la necessità di continuare ad avere rispetto gli uni degli altri».

 

Ultimo aggiornamento: 11:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA