Decine di milioni pronti per rifare gli ospedali: il programma delle opere fino al 2029

Venerdì 3 Dicembre 2021 di Francesco Campi
Decine di milioni pronti per rifare gli ospedali: il programma delle opere fino al 2029

ROVIGO - Un impegno che torna a essere concentrato sull'emergenza pandemica, con una riorganizzazione che permetta di aumentare la velocità di somministrazione di vaccini che si affianca, tuttavia, a investimenti sulle strutture sanitarie. Un doppio binario che ha accompagnato fin da subito l'azione del direttore generale Patrizia Simionato, nel solco di quanto già impostato dal suo predecessore Antonio Compostella. In particolare, sul fronte delle grandi opere, all'ospedale di Rovigo i lavori da 1,8 milioni iniziati a giugno per realizzare il nuovo reparto di Oncologia, con annesse aree di day hospital e di ambulatorio oncologico, sono ormai vicini al compimento, mentre quelli da 650mila euro per il raddoppio e ammodernamento del Pronto soccorso sono pronti a partire. Nel frattempo è arrivata l'approvazione per la progettazione di fattibilità tecnico-economica definitiva e il coordinamento per la sicurezza in progettazione dei lavori di miglioramento sismico e adeguamento antincendio dell'ospedale di Rovigo. Questi interventi rientrano nel programma regionale di investimenti nelle strutture sanitarie per il decennio 2020-2029 e per l'Ulss 5, il programma è pari a 49,2 milioni: 39,2 milioni per l'adeguamento sismico e antincendio del Blocco M e la demolizione blocco F (fase 1A) e dei Blocchi A, B, B1 (fase 1B), mentre altri 10 milioni riguardano altri interventi di adeguamento sismico e antincendio sia sull'ospedale rodigino che su quello di Adria. I fondi sono in arrivo perché è giunto a positiva conclusione il complesso iter iniziato già nel 2020, attraverso il quale la Regione ha ottenuto l'accesso ai fondi nazionali ex articolo 20, riferito alla legge sui finanziamenti in Sanità del 1988. Tutti i progetti presentati dal Veneto hanno superato la valutazione tecnica nazionale e sono quindi pronti a partire.

I CANTIERI

Il più consistente dei due interventi all'ospedale Santa Maria della Misericordia, da oltre 29 milioni, è quello indicato come fase 1A, ma come riportato deliberazione di approvazione del progetto di fattibilità, è stato deciso di procedere con la progettazione definitiva degli interventi di riqualificazione dei semipiani disponibili del Corpo M anziché la demolizione e ricostruzione del Corpo F, l'ala sulla destra, in posizione un po' arretrata, rispetto all'entrata dell'ospedale. Nella progettazione complessiva, per un totale (Iva inclusa) di 43,8 milioni, rientrano quindi il miglioramento sismico dei Blocchi M, D e A, l'ampliamento del Pronto soccorso, la realizzazione della nuova camera mortuaria, la realizzazione della nuova dorsale impiantistica dei Blocchi M e A.
Gli attesi lavori di rinnovamento del Pronto soccorso sembrano essere ormai in arrivo anche ad Adria. Secondo quanto previsto dal progetto preliminare di fattibilità tecnico economica, l'ampliamento e la ristrutturazione del pronto soccorso adriese avverrà analogamente a quello di Rovigo con la posa di un nuovo padiglione. Nel frattempo sono stati decisi piccoli accorgimenti per ridurre i disagi all'utenza, come lo spostamento della guardia medica per liberare la sala attesa per gli accompagnatori, mentre si sta valutando la possibilità di estendere contratto di portineria anche alla notte.


Intanto è stato approvato anche il progetto esecutivo per la realizzazione e la riqualificazione del Blocco Nuovo dell'ex ospedale di Lendinara con l'attivazione della gara di appalto con procedura negoziata. Accanto al Punto sanità, quindi, sono finalmente pronti a partire i lavori per le aree per il centro diurno e il centro antiviolenza, per un importo totale di oltre 1,1 milioni, finanziati per 696mila euro dal Comune di Lendinara grazie a contributi regionali, per 250mila euro da contributo della Fondazione Cariparo all'Ulss e con altri 200mila euro di alienazione di un bene dell'Ulss Polesana allo stesso Comune di Lendinara, inserito nell'area del comparto immobiliare e già oggetto di cambio di destinazione urbanistica.

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