Revocata la cittadinanza onoraria a Mussolini. Diserta l'aula l'ex sindaco Pd: «Scelta divisiva»

Sabato 16 Ottobre 2021 di Guido Fraccon
Consiglio comunale ad Adria
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ADRIA - La città di Adria ha revocato la cittadinanza onoraria al capo del fascismo Benito Mussolini, ma senza il consenso dell'unico esponente del Partito Democratico in consiglio comunale, l'ex sindaco Gino Spinello. La cittadinanza fu conferita al figlio del fabbro di Predappio il 22 maggio del 1924. Furono molte infatti le città che in quei giorni concessero a Mussolini la cittadinanza onoraria. Il 24 maggio ricorreva l'anniversario della prima guerra mondiale ma soprattutto si insediava il nuovo parlamento eletto con la legge Acerbo.
Contestualmente alla revoca della cittadinanza al Duce del Fascismo, la comunità del Groto ha concesso la cittadinanza onoraria a Giacomo Matteotti. La mozione presentata dalle liste civiche di maggioranza, Ibc e Siamo Adria, che sostengono il primo cittadino Omar Barbierato, è passata giovedì sera in sede di consiglio comunale con 10 voti favorevoli. Nove degli esponenti dei due movimenti civici di governo della città ed uno di Lamberto Cavallari, lista civica Cavallari 2.0. Contraria Giorgia Furlanetto, appena fuoriuscita da Fratelli d'Italia.

DISSIDENTE

Non hanno partecipato al voto l'unico esponente del Pd, l'ex sindaco, ex senatore, ex vicepresidente della Provincia di Rovigo Sandro Gino Spinello, una vita nel Pci, e i leghisti Paolo Baruffaldi ed Emanuela Beltrame. «Abbiamo fatto la storia con il nostro voto» hanno sottolineato gli esponenti delle liste del sindaco. «Dico no - ha spiegato invece Spinello - a scelte inutilmente divisorie. L'argomento è troppo importante per essere incardinato nella logica di una mozione, si doveva trovare una convergenza più ampia. Rischiamo, con una presa di posizione non adeguatamente sviluppata, di dare fiato a chi vuole la logica degli opposti estremismi. Non possiamo arrogarci il diritto di rimuovere la storia. Mussolini ed il fascismo hanno avuto un consenso di massa. Togliere la cittadinanza onoraria significa banalizzare. Non dobbiamo essere noi, antifascisti, i fautori di una revisione al rovescio. Dico no pertanto ad un antifascismo di maniera».
Spinello, che successivamente ha però votato una mozione che impegna sindaco e giunta a chiedere al Governo l'attivazione delle procedure previste dalla Costituzione per lo scioglimento di Forza Nuova e di tutte le associazioni di ispirazione neofascista, non ha mai nascosto in queste settimane la sua posizione su questa vicenda. «Rimane - ha precisato - solo una operazione di facciata. La storia non si rimuove. In quel contesto concedere la cittadinanza era di moda. Ricordo, in senso contrario, che il Comune di Gavello voleva aderire alla Repubblica dei Soviet. Oggi, più che atti eclatanti, forieri di polemiche, bisognerebbe lavorare per ricreare una vera cultura antifascista, ricercata in termini culturali».

LA REPLICA

Da parte sua altrettanto determinata la puntualizzazione del sindaco Barbierato: «Non condivido gli interventi di coloro che hanno trovato un limite in questa mozione. Qui nessuno ha paura. Hanno paura quei politici che vorrebbero la ricostituzione del partito fascista e che non hanno il coraggio di dirlo. Non confondiamo chi votò per il partito fascista con chi fece parte delle squadracce. Io non voglio che Mussolini sia cittadino onorario di Adria».
 

Ultimo aggiornamento: 10:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA