Reddito di cittadinanza: da 5 mesi lo percepiscono senza cercar lavoro

Sabato 7 Settembre 2019
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ROVIGO -  Eppur si muove. Il complesso ingranaggio del reddito di cittadinanza, misura di contrasto alla povertà introdotta in primavera dal decaduto governo gialloverde, sta affrontando in questi giorni una delle sue rotazioni decisive.
IL FENOMENO
Indicativamente dalla prossima settimana anche i 1.986 beneficiari della provincia di Rovigo (dato Inps aggiornato a fine luglio) inizieranno a rispondere alle convocazioni dei tre centri per l’impiego polesani (Rovigo, Adria e Badia Polesine) per porre le basi di un percorso di ricollocazione che, nell’intento generale, dovrebbe portarli quanto prima a trovare una nuova occupazione.
PARTENZA RITARDATA
Il ritardo accumulato è comunque notevole. Forse preoccupato dal calo di consensi registrato alle recenti elezioni del Parlamento europeo, il Movimento cinque stelle, che sul reddito di cittadinanza ha puntato forte proprio per insediarsi al governo, ad aprile ha dato il via all’erogazione del beneficio, rinviando in un secondo momento la definizione di tutti gli aspetti legati al percorso personalizzato che accompagnerà ogni singolo destinatario.  
IMPORTI VARIABILI
E così da più di cinque mesi anche in Polesine sono quasi 2mila le persone che nella ormai nota carta gialla si sono viste accreditare ogni mese il reddito di cittadinanza, di importo variabile.
NESSUNA CHIAMATA
Teoricamente entro 30 giorni dall’attivazione della misura avrebbero dovuto rispondere alla chiamata dei centri per l’impiego, ma mancava ancora una componente fondamentale dell’ingranaggio: i navigator, ossia le nuove figure professionali che avranno il compito di rafforzare i centri per l’impiego nell’iter di reinserimento al lavoro dei tanti beneficiari. Ora il puzzle si sta completando e a breve nei centri per l’impiego ciascun percettore del reddito di cittadinanza firmerà il cosiddetto “patto per il lavoro” che darà il via al processo di reinserimento lavorativo arrivando alla formulazione della prima “offerta congrua”. Un iter dal quale sono rimasti esclusi circa 1.500 polesani che avevano fatto richiesta.
LE RICHIESTE
Le domande raccolte nella nostra provincia fino alla fine di luglio sono state 3.433 in totale (circa 900mila il dato nazionale tra reddito di cittadinanza e pensione di cittadinanza), ma solo il 57,85% è sfociato nell’erogazione del sussidio; un dato superiore alla media del Veneto (51,87%), ma inferiore a quella nazionale (63,89%). Le donne prevalgono sugli uomini, anche se di soli tre punti percentuali, e l’età media dei beneficiari (in Veneto) è di 45 anni per le prime e 50 per i secondi.
I BENEFICIARI
A livello territoriale la parte del leone spetta, naturalmente, a Rovigo: sono finora 580 i destinatari del reddito di cittadinanza che risiedono nel capoluogo polesano. Al secondo posto Adria con 165. In terza cifra anche Porto Viro, che fa registrare 124 percettori. Da segnalare, tra i Comuni con più beneficiari, anche Badia Polesine (85), Occhiobello (89), Lendinara (80) e Taglio di Po (62). Fanalino di coda è Gaiba con 2, ma sotto i 10 ci sono anche Bagnolo di Po (7), Frassinelle (4), Guarda Veneta (5), Melara (8), Pettorazza (3), San Bellino (8), Salara (8), Villamarzana (6) e Villanova Marchesana (8).
L’ASSEGNO MENSILE
A livello nazionale l’importo medio del reddito di cittadinanza è pari a 489 euro mensili. Un beneficio che finora i percettori hanno ricevuto senza muovere un dito.
VIA AI NAVIGATOR
Ora, invece, dovranno salpare e, seguendo la rotta indicata dai “navigator”, cercare di approdare quanto prima in un porto lavorativo sicuro. Impresa tutt’altro che semplice, se si considera che nel primo trimestre dell’anno in provincia le aziende interessate da un evento di crisi sono state 8, a fronte di 64 licenziamenti in totale. Conforta però l’ultimo dato delle assunzioni fatto registrate in Polesine, che sono state ben 39.690 nel corso dell’intero 2018.
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