Peggiora la qualità della vita in Polesine, ma resta ancora sopra la sufficienza

Lunedì 22 Novembre 2021 di Nicola Astolfi
Nell'analisi di Italia Oggi, si è ridotta la percentuale di laureati nella fascia di età tra i 25 e i 39 anni

ROVIGO - Nel 2020 segnato dalla pandemia, la qualità della vita in Polesine scende dal ventesimo al 58. posto nella classifica che l’associazione Italia Oggi mette a punto in collaborazione con l’università La Sapienza di Roma e l’assistenza di Cattolica assicurazioni, per misurare annualmente e territorialmente come si vive, secondo nove “dimensioni”: affari e lavoro, ambiente, reati, sicurezza sociale, istruzione, popolazione, salute, tempo libero, reddito e ricchezza. Dieci anni fa la provincia di Rovigo era a ventesima nella stessa classifica, mentre nell’edizione 2016 era al 55. posto. Stavolta è tra le province che perdono maggiori posizioni, ma resta in una che denota una qualità della vita di livello accettabile.

CAMBI DI PARAMETRI
Va detto anche che a differenza delle edizioni precedenti dell’indagine, la metodologia usata per i rilevamenti ha ridimensionato alcune componenti, secondo un mix di indicatori che a volte riguardano l’intera provincia, a volte il solo capoluogo: alla dimensione sulla popolazione, per esempio, è stato attribuito un peso di poco superiore agli altri, e anche questo ha contribuito a migliorare la posizione dei grandi centri rispetto ai piccoli. La discesa dal ventesimo gradino resta comunque notevole e si deve in particolare alla dimensione “sicurezza sociale”, per la quale il Polesine passa dal 16. al 70. posto su 107, ed entra così nel gruppo a qualità “scarsa” per questa dimensione. Questa categoria risente della pandemia, ma resta da valutare quanto l’incidenza del Covid (67,91 casi ogni mille abitanti il rilevamento indicato nel report, rispetto agli 8,65 casi registrati nell’edizione precedente secondo i dati della Protezione civile fino all’otto novembre 2020) abbia pesato sul tasso di variazione della mortalità rispetto alla media (con riferimento ai primi otto mesi dell’anno) del quinquennio precedente. Il risultato, comunque, è stato più 14,55% di mortalità tra chi ha meno di 65 anni e più 6,53% tra gli anziani.

DATI NEGATIVI
Il Polesine ha fatto peggio di altre province nel ridurre gli infortuni sul lavoro (passando dal 47. posto con 24,98 infortuni per mille occupati, al 54. con 24,75), e ha visto aumentare a 2,56 ogni centomila abitanti (da 0,85) i reati a sfondo sessuale contro minori (su dati Istat 2019).
La qualità della vita resta “insufficiente” nel report di Italia Oggi, come nell’edizione 2020, per quanto riguarda le dimensioni “popolazione” e “tempo libero”: per la seconda categoria, l’indagine riporta gli stessi dati del report annuale precedente, e lascia così Rovigo al 91. posto nazionale in base a rilevazioni datate 2017. Nel giudizio sulla popolazione, invece, influiscono due elementi in particolare: i morti ogni mille residenti sono aumentati a 14,66 nel 2020 rispetto ai 12,49 registrati nel 2019, e i nati vivi (elemento necessario a definire il tasso di natalità) risultano in calo a 5,06 ogni mille residenti.
A cavallo tra accettabile e scarso, invece, è il livello raggiunto nella classifica di Italia Oggi per quanto riguarda la dimensione “istruzione e formazione” (63. posto nazionale). Tra i residenti la percentuale di diplomati nella fascia d’età tra 25 e 64 anni è 55,4 e quella dei laureati, tra i polesani tra 25 e 39 anni, è 22,7 (era 25,3% nel 2019). In tempi di pandemia si è ridotta al 5,4% (da 6,5%) la percentuale di quanti nella fascia d’età tra 25 e 64 anni partecipano a programmi di formazione continua. Il 28. posto nazionale del Polesine nella macroarea “affari e lavoro” (dal 33.) si misura grazie al tessuto imprenditoriale, nei parametri relativi alle imprese registrate per mille abitanti e al numero di start up, mentre preoccupa il dato sulle imprese cessate nel 2020 (85. posto in Italia).

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