Scomparsa nel Delta a giugno, Greta Spreafico temeva per la sua vita. Il caso anche a Chi l'ha visto. La procura indaga per squestro

Venerdì 2 Dicembre 2022 di Francesco Campi
Greta Spreafico, il caso anche a Chi l'ha visto su Rai3

PORTO TOLLE  - «Sono terrorizzata a morte, non so se sono in grado di sopportare emotivamente questa cosa, perché ho paura e ne ho ben diritto. Adesso ero così felice che ho trovato un compagno, una persona splendida e se non ci fosse stato lui io oggi non sarei più qui. Il motivo per cui l’ho cercata non è un movente economico, voglio solo avere la serenità di non avere più alcun dubbio che qualcuno voglia farmi del male. Io non ce la faccio più. Il fatto di essermi rivolta a lei è semplicemente perché so che non c’erano altre strade se non che qualcun altro mi facesse del male». Queste parole, rivolte a un investigatore privato da Greta Spreafico, la 53enne che viveva a Erba (Como), scomparsa la notte del 4 giugno, mentre si trovava a Porto Tolle per vendere una casa a Ca’ Tiepolo, ereditata dal nonno materno, gettano una nuova luce sull’oscura vicenda. 

NUOVE RIVELAZIONI 

Queste parole sono andate in onda ieri sera nel corso della trasmissione di Telelombardia “Iceberg Lombardia”, che ha recuperato audio inediti e ospitato l’investigatore privato cui la donna si era rivolta, Ezio Denti. «Greta - ha spiegato - mi chiamò il 13 aprile scorso per conferirmi un incarico come investigatore. Temeva che qualcuno le facesse del male, che qualcuno l’avesse drogata in passato. Temeva per la sua vita, mi aveva indicato delle persone. Mi diceva che dava fastidio, che era stata accusata di alcune operazioni fatte, che non era ben vista al punto da trasferirsi a vivere dal suo compagno. Non mi ha mai parlato della vendita della casa a Porto Tolle, disse solo che aveva ereditato la casa materna. Sono stato convocato in Procura dove ho consegnato un report dell’attività svolta e rilasciato dichiarazioni». 

CHI L’HA VISTO 

Mercoledì la trasmissione di Rai 3 “Chi l’ha visto” è tornata a occuparsi della vicenda, per la sesta volta, con una nuova testimonianza del suo compagno Gabriele Lietti, il primo a denunciare la scomparsa e che continua a evidenziare incongruenze, come il messaggio ricevuto da Greta alle 3 di quella notte, inconsueto per orario e forma, nonché di Andrea Tosi, l’ultima persona ad averla vista, avendo raccontato di essere stato insieme a lei fino alle 2 di quella stessa notte, e della sua compagna Giulia, che ha spiegato di aver conosciuto Greta al Big Bar, a maggio. 

Poi un elemento nuovo: il 2 giugno Greta avrebbe offerto loro da bere dando ad Andrea il suo portafoglio per andare a pagare. E il suo portafoglio, raccontano i due, sarebbe stato zeppo di banconote da 50 euro. Alle 5 del 4 giugno, le telecamere di videosorveglianza piazzate sulla Provinciale 38 riprendono la Kia Picanto nera di Greta che da Barricata si muove in direzione Bonelli. Poi più nulla. È l’ultima traccia di Greta, con la passione per il canto, senza lavoro da qualche tempo, che aveva avuto acciacchi psicofisici per quella che uno specialista di Catanzaro aveva ipotizzato potesse essere un’intossicazione. «Greta scomparsa o fatta sparire?» è la domanda riproposta da Federica Sciarelli, che già la settimana scorsa aveva sottolineato come «la Procura di Rovigo indaga per sequestro». Il cellulare della donna è stato trovato sul tavolo della cucina dell’appartamento di Ca’ Tiepolo, chiuso a chiave e la sua macchina è scomparsa nel nulla. Insieme a lei.

Ultimo aggiornamento: 4 Dicembre, 17:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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