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​Tuffo con gli amici e poi la notte in balia del mare a Barricata, aggrappato ad uno scoglio. Il racconto di Mattia

Lunedì 8 Agosto 2022 di Francesco Campi
Notte in balia del mare a Barricata, aggrappato ad uno scoglio a pancia in su
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ROVIGO - «Mi sono fatto forza, ho cercato di nuotare, ma c'erano tante onde e continuavo a bere. Poi mi sono messo sulla schiena per cercare di galleggiare senza fare fatica perché ero sempre più stanco. Mi sono aggrappato a quello che ho trovato, scogli, rami. Ad un certo punto mi sono ritrovato nella melma, non sapevo dove ero e quanto tempo era passato, ma non avevo la forza di alzarmi in piedi, continuavo a cadere ed a bere. Ho visto i droni e l'elicottero, ho provato a muovermi, ma non ce la facevo, non riuscivo nemmeno a gridare e non capivo come mai non mi riuscissero a vedere. Poi finalmente sono arrivati».
A riportare le parole del figlio è Lorella Grandi, mamma di Mattia Veronese, il 28enne di Porto Tolle ripescato vivo dopo quasi dieci ore di permanenza in acqua, nel mare mosso, dopo essere stato inghiottito da onde e correnti durante un bagno di mezzanotte insieme ad altri quattro amici, alla Spiaggia delle conchiglie a Barricata, sul litorale portotollese, nel lembo più meridionale del Delta del Po polesano.

«È un miracolo», ripete la donna dopo una notte da incubo. Un'avventura a lieto fine che ha davvero del miracoloso. Tutto è nato per una grave leggerezza di un gruppo di cinque amici, tutti fra i 23 e i 29 anni, che, nonostante il mare agitato, hanno deciso di fare un tuffo notturno. Risa e divertimento, però, hanno lasciato spazio all'angoscia quando Mattia non è riemerso. Gli altri hanno provato a cercarlo, ma l'amico era scomparso fra le onde del mare reso nero dal buio, appena rischiarato dalla luce di una mezza luna velata. In preda al terrore hanno quindi chiamato i soccorsi.


Il bagno a mezzanotte, poi Mattia sparisce


A ricevere la telefonata, poco prima dell'una, la centrale operativa del Commissariato di Porto Tolle, con l'allarme subito diramato ai vigili del fuoco e alla Capitaneria di porto di Chioggia, che ha coordinato la prima fase delle ricerche inviando una motovedetta ed una pattuglia in supporto a carabinieri e poliziotti già accorsi sul posto. Oltre a una squadra dei vigili del fuoco da Rovigo, ne è subito arrivata anche una da Adria con una barca a fondo piatto per la ricerca nelle aree lagunari, oltre a quella sommozzatori da Vicenza ed agli specialisti del Sistema aeromobile a pilotaggio remoto, i droni. Il mare agitato ha reso tutto più complicato e così si è levato in volo il primo elicottero disponibile, il Leonardo Aw dell'Aeronautica militare, da Cervia. Poi, il Drago 149 dei vigili del fuoco, da Tessera. Ed è stato proprio quest'ultimo ad avvistare e recuperare Mattia con il verricello, verso le 10, fra i rami del Po di Donzella e di Goro, sulla barena detta del Bacucco. Sotto choc e provato dalla lunga permanenza in acqua, ma vivo e cosciente.

Alle 3 e mezza di notte la telefonata

«Erano le 3 e mezza racconta ancora la madre quando mi è arrivata una telefonata. Era il suo numero, solo che a parlarmi non era lui, ma il commissario di Porto Tolle che mi ha spiegato che mio figlio era disperso in mare da ore. Ho provato un terrore profondo, da mozzare il respiro. Sono corsa subito sulla spiaggia e, d'istinto ho iniziato a chiamarlo. C'erano il drone e l'elicottero che volavano sul mare. Io ho urlato il suo nome senza fermarmi, speravo che fosse ancora vivo». E così era, anche se Mattia non la poteva sentire, perché le correnti prima lo avevano portato al largo, poi di nuovo vicino alla riva, ma svariati chilometri più a sud.

Ha ingerito tanta acqua salata che gli ha provocato un'insufficienza polmonare e un'insufficienza renale

La mamma: «Ci eravamo preparati al peggio»

«Dopo la paura è stata una giornata di festa, mi hanno chiamato tutti gli amici, anche il sindaco e poi i pompieri, per sapere come stava. È come se Mattia fosse nato una seconda volta. Con suo papà e suo fratello ci eravamo preparati al peggio e, quando ci hanno detto che era stato trovato vivo, è stata una gioia enorme, incredibile, non capivo più nulla dalla felicità». Felicità un po' scemata dopo la visita all'ospedale di Chioggia, dove Mattia è stato ricoverato: «Sta bene ma ha flebo e ossigeno perché ha ingerito tanta acqua salata che gli ha provocato un'insufficienza polmonare e un'insufficienza renale. Oltre alle escoriazioni alle gambe per i tagli che si è fatto contro gli scogli. Non si sa bene che giro abbia fatto, l'importante è che si sia salvato. Ringrazio tutti di cuore». Il prefetto di Rovigo Clemente Di Nuzzo ha subito espresso «grande apprezzamento e gratitudine per il ritrovamento: l'attivazione immediata del piano provinciale ricerca persone scomparse e l'efficace collaborazione di tutti gli attori coinvolti ha portato al buon esito delle ricerche». Dal sindaco di Porto Tolle Roberto Pizzoli, insieme alla gioia ed ai ringraziamenti, anche un monito: «Un abbraccio al nostro concittadino e alla sua famiglia, che con la nostra comunità ha vissuto ore d'angoscia. Vi invito a gioire con noi e a prestare sempre attenzione, perché il mare è stupendo, ma a volte può essere davvero pericoloso».

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Ultimo aggiornamento: 9 Agosto, 11:26 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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