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Tuffo a mezzanotte, Mattia "ripescato" dopo 10 ore in mare: ecco chi sono i suoi tre salvatori

Martedì 9 Agosto 2022 di Anna Nani
la macchina dei soccorsi per ritrovare Mattia Veronese
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PORTO TOLLE - Sono stati Silvano Pavarin, Giorgio Fioravanti e Nazareno Mariotto i primi ad avvistare Mattia Veronese, il 28enne di Porto Tolle ripescato vivo dopo quasi dieci ore di permanenza in acqua: era  stato travolto da onde e correnti durante un “bagno di mezzanotte” alla Spiaggia delle conchiglie del lido di Barricata. È stato il presidente della Regione Luca Zaia a dare la notizia che il primo avvistamento del ragazzo è stato ad opera di questi tre cacciatori che erano arrivati nel Delta da Ceregnano per perlustrare la zona in attesa della terza domenica di agosto così da poter scendere con i cani in preparazione per la prossima stagione venatoria.


L’AVVISTAMENTO
«Stavamo passeggiando lungo l’argine della Sacca di Scardovari, nei pressi di Santa Giulia quando abbiamo visto questo ragazzo che si sbracciava - racconta Pavarin, ex presidente dell’ambito territoriale di caccia Ro2 -. All’inizio pensavamo si trattasse di un pescatore, poi ci siamo avvicinati ed abbiamo capito che era un ragazzo in difficoltà, molto spaventato perché non riusciva a raggiungere la riva. Si vedeva che era molto provato e non ce la faceva più, onde evitare di metterci in pericolo abbiamo immediatamente allertato i Carabinieri e nel frattempo abbiamo visto l’elicottero dei Vigili del fuoco che ci sorvolava ed abbiamo iniziato a segnalare la nostra presenza».

IL SALVATAGGIO
Erano circa le dieci del mattino quando i soccorsi hanno raggiunto il posto traendo in salvo Mattia dopo una notte passata in balia delle onde che lo avevano trascinato per almeno 5 chilometri, per poi trasportarlo all’ospedale di Chioggia dove è ancora assistito come ha dichiarato il sindaco Roberto Pizzoli oggi: »Mattia sta bene, ma è ancora ricoverato per vari esami di controllo». Il ragazzo arrivato miracolosamente in quell’area si era fermato sulla sponda interna della Sacca, senza riuscire a compiere gli ultimi metri che lo avrebbero portato a riva. «Da dove eravamo gli abbiamo gridato di stare calmo e si è tranquillizzato - conclude Pavarin -. Si vedeva proprio che era esausto, siamo rimasti lì fino all’arrivo dei soccorsi che l’hanno tratto in salvo e ce ne siamo andati».
Sarebbe stata una nottata di divertimento come un‘altra, se un‘onda anomala non ci avesse messo lo zampino e avesse travolto il ventottenne. Certo una leggerezza che avrebbe potuto costare caro al ragazzo.

Ultimo aggiornamento: 10 Agosto, 10:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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