Mercoledì 4 Dicembre 2019, 10:31

A Rovigo il capo dei clan nigeriani accusati di stupri, rapine e violenze

PER APPROFONDIRE: capo, mafia nigeriana, polesine
​A Rovigo il capo dei clan nigeriani accusati di stupri, rapine e violenze

di Francesco Campi

ROVIGO - L'ombra lunga della mafia nigeriana si affaccia anche in Polesine. All'alba di ieri è stato infatti arrestato a Rovigo uno dei 32 destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia, tutti nigeriani, ritenuti responsabili di associazione mafiosa finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, alla tratta di esseri umani, alla riduzione in schiavitù, alle estorsioni, alle rapine, alle lesioni personali, alla violenza sessuale, all'uso di armi bianche ed allo sfruttamento della prostituzione e dell'accattonaggio. L'operazione, chiamata Drill, punizione, come l'elemento chiave dell'organizzazione, è stata condotta dalla Squadra mobile di Bari, con il coordinamento del Servizio centrale operativo, e la collaborazione delle Questure, oltre che di Rovigo, di
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5 di 6 commenti presenti
2019-12-04 19:16:34
Niente prime pagine su questa storia, vero?
2019-12-04 18:10:16
Per chi non lo sapesse, i richiedenti elemosina agli angoli delle calli o sui ponti di Vemezia e soprattutto di quelli che ti seguono e ti fermano per la strada con "capo, un euro per mangiare" sono tutti nigeriani. Chi vuol capire il fenomeno legga notizie approfondite su "La mafia nigeriana".
2019-12-04 16:14:29
O. Spengler "Il tramonto dell'occidente" anno 1918.
2019-12-04 14:36:41
Quasi non ci sono più notizie diverse da questa. Finalmente stiamo arrivando alla tanto desiderata città del futuro dove si vive in pace e allegria, dove il confronto culturale trova il massimo splendore. Finalmente le nostre donne hanno raggiunto la parità di genere e possono circolare da sole, anche di notte, sicure che, male che vada, si fanno un giro in giostra. Modifichiamo le nostre leggi affinché queste nuove propensioni trovino maggiori spazi di sviluppo e speriamo che i nostri giovani imparino presto da questi modelli educativi (o sarà peggio per loro). Ora, che le istituzioni riconoscano i meriti di queste persone e che vengano subito rimessi liberi di operare appieno sui nostri territori. Grazie agli scafisti, trafficanti di esseri umani ed ai loro soci di fatto (ONG e governi) che con la loro consolidata collaborazione hanno per tanti anni gestito e costruito questa nuova società. Mi dispiace per quei bambini che muoiono di fame, per quelle persone senza più niente, nemmeno la dignità, rimaste nei paesi in guerra o in stato di assoluta povertà e che ovviamente non hanno quei 6/7 mila dollari per pagare i trafficanti. Ma la loro condizione e sofferenza non conta nulla, nessuno la riconosce, i giornali non accennano, non esiste. Grazie a tutti quelli che hanno contribuito a questo nuovo ordine di cose. Che l’ignoranza regni, sovrana e soprattutto che Dio vi mandi la giusta benedizione.
2019-12-05 16:25:46
benedizione si, ma quella del Dio degli eserciti, però. Che non abita oltretevere